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Il sindaco Tosi smentisce scelte amministrative per cui si è battuto per anni

Per far soldi va tutto bene

Anno 2003. L’Amministrazione Zanotto destina come sede del Polo finanziario veronese un’area di circa 60.000 mq, di fronte alla Fiera: l’ex Mercato ortofrutticolo.

Anno 2007. L’Amministrazione Tosi cancella il Polo finanziario e destina l’area a parcheggio, per la Fiera: l’Amministrazione fa ciò che serve alla Fiera.

Novembre 2013. L’Amministrazione Tosi vende la stessa area a Esselunga, che vi insedierà un grande supermercato. Si toglie spazio alla Fiera e si perdono 1000 posti auto.

Protesta perfino Paolo Arena, presidente di Confcommercio, uno dei pupilli di Tosi: “Occorre una strategia complessiva di sviluppo che eviti concentrazioni commerciali in alcune zone della città. Un centro commerciale davanti alla Fiera? Questo sarebbe lo sviluppo di Verona Sud? Le attività commerciali devono nascere per esigenze di mercato. Un grande supermercato davanti alla Fiera non risponde a tali logiche e crea problemi senza assicurare valore aggiunto al sistema Verona”.

Daniele Polato (allora PdL): Continua a leggere

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Come valutare l’Amministrazione Tosi

 Per valutare l’Amministrazione Tosi e capire su quali obiettivi si è mossa, è decisivo rileggere le scelte che, dal 2007 alla metà del 2013, l’hanno qualificata; scelte smentite in questi ultimi mesi, in base a una sola motivazione: avere a disposizione tanti soldi, da spendere subito: non per puntare a Verona bella, ma per realizzare qualcosa ora, in fretta. Esempio: di fronte alla Fiera ci sarà Esselunga non perché sta bene lì, ma perché il proprietario di quel supermercato ha dato al Comune tanti soldi. Se li avesse dati un’azienda di gelati, il Comune avrebbe venduto a questa. Secondo quale scelta urbanistica? Nessuna. La decisione dipende dai soldi che il Comune incamera. E’ tempo che valutiamo le gravi conseguenze di scelte di questo tipo, che diventano costruzioni e giro di soldi.

 

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Il ricavo del Comune da AGEC, AGSM e Fiera.

Da AGEC                                                               50.500.000
Da AGSM                                                              79.100.000
Da Fiera di Verona                                                 33.000.000
                                                       Totale Euro:  162.600.000
che vanno aggiunti ai 192.650.000 milioni arrivati alle casse del Comune dalla vendita e dalla gestione di immobili pubblici.
Impressiona quanto afferma il sindaco Tosi: “Nei primi anni di amministrazione abbiamo pareggiato i conti comunali vendendo immobili e utilizzando AGEC. Nel 2011 abbiamo salvato i conti comunali vendendo quote della Fiera. Abbiamo salvato il bilancio 2012 grazie ai milioni pervenuti da AGSM, dandole in cambio AMIA”.
Discorso chiaro: AGEC, AGSM e Fiera hanno speso i loro soldi per finanziare il Comune. 
AGEC si è indebitata con un mutuo di 40 milioni che restituirà nel tempo. Conseguenza: per molti anni, dovendo pagare il mutuo, dovrà sottrarre soldi alle finalità per cui esiste: mettere sul mercato abitazioni per chi non ce la fa e garantirne la manutenzione. Continua a leggere

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Il ricavato della vendita di immobili pubblici.

Dalle vendite immobiliari riportate negli articoli precedenti il Comune ha ricavato:

Immobili venduti dal Comune a Cariverona:                                 92 milioni
Immobili ristrutturati da Cariverona,
rimasti in proprietà del Comune                                                           60 milioni
 Immobili venduti a privati                                                                    24.650.000
Immobili venduti a AGEC e ATER                                                        16 milioni
           Totale                                                                         192.650.000 Continua a leggere

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Intenzioni di vendita non arrivate a conclusione.

Aste deserte:
  –  Bon Brenzoni,
  –  ex convento di San Domenico, sede dei Vigili urbani. Probabilmente rimarrà tale;
  –  Palazzo Pompei (valutato 4 milioni);
  –  un terreno a destinazione agricola in Fondo Frugose, a San Michele; valore: 2.900.000;
  –  ex scuola elementare Scopella, a Cadidavid. Base d’asta: 240.000 euro.
E’ rimasta nelle intenzioni la vendita di sedi di uffici comunali: 
  –  Palazzo Pirelli, sedi dell’Anagrafe, Edilizia privata, uffici nella cinta muraria. Continua a leggere

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Primo: vendere.

Il Comune di Verona, per avere soldi da spendere,
     – vende alla Fondazione Cariverona:
–  Castel San Pietro (sindaco Zanotto)                                              11   milioni
–  Palazzo Forti                                                                                           33  milioni
–  Palazzo del Capitanio                                                                          18   milioni
–  ex Magazzini Generali                                                                         30  milioni
Cariverona ha finanziato la ristrutturazione di:
–  Palazzi Scaligeri                                                                                     30  milioni
Restano proprietà del Comune, in comodato gratuito a Cariverona per 20 anni.
–  Biblioteca Civica                                                                                    30  milioni
Biblioteca Civica e Scavi Scaligeri restano di proprietà del Comune.
Vantaggi per il Comune in conseguenza della vendita:
-economico: incassa parecchie decine di milioni;
-sociale: Cariverona garantisce (fino a quando?) che gli immobili acquistati conservano la loro funzione; restano in orbita pubblica; vengono utilizzati come  musei e aree espositive.
       –  vende  a  privati:
–  Siemens: tramvia                                                                                        10 milioni Continua a leggere

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Obiettivo permanente dell’Amministrazione Tosi: recuperare soldi

I soldi in arrivo da Stato e Regione Veneto diminuiscono drasticamente. Decisioni dell’Amministrazione Tosi, in sei anni, per avere soldi in cassa, da spendere.

Dati che aiutano a capire il pensiero e l’azione del sindaco Tosi su un’esigenza centrale di ogni Amministrazione: avere soldi a disposizione.
Dicembre 2007. La nuova Amministrazione Tosi presenta il suo primo bilancio, per l’anno 2008. Decide di approvarlo e votarlo entro il 31 dicembre 2007. Succede un fatto mai accaduto: dopo che le commissioni comunali avevano dibattuto la proposta di bilancio per due mesi, poche ora prima della votazione conclusiva, nell’impossibilità perciò di un confronto per mancanza di tempo, il sindaco Tosi presenta un “ordine del giorno” che autorizza la vendita di significativi immobili di proprietà comunale: l’ex caserma Principe Eugenio, il bar Borsa, i palazzi Forti, Pompei e Gobetti, l’ex convento San Domenico (sede di quelli che allora chiamavamo Vigili urbani) e altri minori. Per ognuno l’Amministrazione stabilisce la cifra per la vendita, segno che da parecchio tempo il tema era all’attenzione degli Uffici comunali.
Due  anni dopo avviene la stessa cosa per Palazzo del Capitanio.
L’aver deciso di non dibattere l’argomento, mostrando la vendita come ‘obbligatoria’, è segno della determinazione del sindaco Tosi di vendere a ogni costo patrimoni pubblici. Si sa infatti che se il Consiglio comunale non avesse votato secondo la volontà del Sindaco, l’Amministrazione sarebbe caduta e si sarebbe tornati al voto popolare.
In sintesi: il sindaco Tosi aveva deciso da tempo di vendere immobili pubblici appetiti. Continua a leggere

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