Archivi tag: palazzo Forti

Primo: vendere.

Il Comune di Verona, per avere soldi da spendere,
     – vende alla Fondazione Cariverona:
–  Castel San Pietro (sindaco Zanotto)                                              11   milioni
–  Palazzo Forti                                                                                           33  milioni
–  Palazzo del Capitanio                                                                          18   milioni
–  ex Magazzini Generali                                                                         30  milioni
Cariverona ha finanziato la ristrutturazione di:
–  Palazzi Scaligeri                                                                                     30  milioni
Restano proprietà del Comune, in comodato gratuito a Cariverona per 20 anni.
–  Biblioteca Civica                                                                                    30  milioni
Biblioteca Civica e Scavi Scaligeri restano di proprietà del Comune.
Vantaggi per il Comune in conseguenza della vendita:
-economico: incassa parecchie decine di milioni;
-sociale: Cariverona garantisce (fino a quando?) che gli immobili acquistati conservano la loro funzione; restano in orbita pubblica; vengono utilizzati come  musei e aree espositive.
       –  vende  a  privati:
–  Siemens: tramvia                                                                                        10 milioni Continua a leggere
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Archiviato in Eredità Tosi, Senza Categoria

Obiettivo permanente dell’Amministrazione Tosi: recuperare soldi

I soldi in arrivo da Stato e Regione Veneto diminuiscono drasticamente. Decisioni dell’Amministrazione Tosi, in sei anni, per avere soldi in cassa, da spendere.

Dati che aiutano a capire il pensiero e l’azione del sindaco Tosi su un’esigenza centrale di ogni Amministrazione: avere soldi a disposizione.
Dicembre 2007. La nuova Amministrazione Tosi presenta il suo primo bilancio, per l’anno 2008. Decide di approvarlo e votarlo entro il 31 dicembre 2007. Succede un fatto mai accaduto: dopo che le commissioni comunali avevano dibattuto la proposta di bilancio per due mesi, poche ora prima della votazione conclusiva, nell’impossibilità perciò di un confronto per mancanza di tempo, il sindaco Tosi presenta un “ordine del giorno” che autorizza la vendita di significativi immobili di proprietà comunale: l’ex caserma Principe Eugenio, il bar Borsa, i palazzi Forti, Pompei e Gobetti, l’ex convento San Domenico (sede di quelli che allora chiamavamo Vigili urbani) e altri minori. Per ognuno l’Amministrazione stabilisce la cifra per la vendita, segno che da parecchio tempo il tema era all’attenzione degli Uffici comunali.
Due  anni dopo avviene la stessa cosa per Palazzo del Capitanio.
L’aver deciso di non dibattere l’argomento, mostrando la vendita come ‘obbligatoria’, è segno della determinazione del sindaco Tosi di vendere a ogni costo patrimoni pubblici. Si sa infatti che se il Consiglio comunale non avesse votato secondo la volontà del Sindaco, l’Amministrazione sarebbe caduta e si sarebbe tornati al voto popolare.
In sintesi: il sindaco Tosi aveva deciso da tempo di vendere immobili pubblici appetiti. Continua a leggere

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Archiviato in Eredità Tosi

E’ cosa buona vendere i gioielli di famiglia? Per Tosi e soci sì.

Per non dimenticare

E’ cosa buona vendere i gioielli di famiglia? Per Tosi e soci sì.

Cosa avrà la città in cambio?

18 aprile 2008. Il Consiglio comunale approva il cambio di destinazione d’uso dei palazzi Forti, Pompei (Museo di Storia Naturale – di Sammicheli) e Gobetti e dell’ex monastero di San Domenico (oggi sede dei Vigili urbani). L’Amministrazione intende venderli.

Con la vendita di palazzo Forti si calpesta la memoria del donatore; si spoglia la comunità di un patrimonio che le appartiene. Il testamento di Forti, del 1935, designa come erede il Comune e prevede che palazzo Forti vada alla città per ricavarne:

  • al I° piano, una Galleria di Arte Moderna, con riguardo alla “decorazione originale” e a che “non siano levati dal posto attuale i quadri, la consolle, il grande candelabro”;
  • al piano terra l’attività dell’Accademia di Belle Arti Cignaroli”. 

L’Amministrazione Tosi fa il contrario: vende palazzo Forti? Per che cosa?

E’ vincolante o no la volontà testamentaria del Forti? Si giustifica l’Amministrazione: “I soldi saranno utilizzati per fini culturali e sociali. Le rendite saranno rimpiazzate da altrettanti immobili da vincolare al patrimonio Forti. Le Amministrazioni devono generare risorse. La Galleria d’Arte Moderna andrà in un immobile di prestigio: l’Arsenale”. Così si promise nel 2008. Continua a leggere

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Archiviato in La Verona del sindaco Flavio Tosi, Riflessioni

Palazzo Forti in cambio di un parcheggio

Lettera inviata e pubblicata dal giornale l’Arena

A “L’Arena” – lettere al Direttore

Palazzo Forti in cambio di un parcheggio

In riferimento all’area degli ex Magazzini Generali, ascolto e leggo sui mass media cittadini affermazioni dai toni trionfalistici, come di accordi che segnano positivamente il futuro della città e dei Veronesi.

Bisbigliano le opposizioni in Comune e chi ha la possibilità di farsi sentire. Forse concordano.

L’operazione è un arretramento: Verona fa un passo indietro.

Cosa prevede l’accordo?

1) Il Comune di Verona vende, per 33 milioni, Palazzo Forti e l’isolato circostante alla Fondazione Cariverona, che ne diventa unico proprietario e si impegna, per 20 anni, a utilizzare il Palazzo come sede della Galleria d’Arte Moderna.

2) La “Polo Finanziario spa” vende al Comune di Verona l’area che il Comune stesso le aveva venduto nel 2005 con l’obiettivo di costruirvi il Polo Finanziario. Costo: 39,2 milioni. Il Comune versa 33 milioni grazie ai proventi della contestuale vendita a Cariverona di Palazzo Forti; la Fiera versa i rimanenti 6,2.

Si chiude così il braccio di ferro tra Comune e Fondazione Cariverona, grazie anche all’intervento della Fiera

3) Il Comune di Verona cede alla Fiera l’area, tornata di sua proprietà, che doveva essere sede del Polo Finanziario, ora destinata (temporaneamente?) a un parcheggio di 6.000 posti auto.

Di questo accordo si dovrebbe fare festa. Io non la faccio.

Valutino i concittadini:

* Viene annullato un progetto che avrebbe potuto segnare il futuro di Verona: quello del Polo Finanziario. Conosciamo le difficoltà, ma, in un tempo di assenza di idee, scartare le poche che emergono lascia perplessi.

* Va, di fatto, nel dimenticatoio il progetto di riqualificazione dell’area di Verona Sud.

* Palazzo Forti, parte importante del “lascito Forti”, non è più proprietà del Comune di Verona, cioè di noi cittadini. Fondazione Cariverona lo utilizzerà positivamente almeno per i prossimi 20 anni. Resta però la novità: non è più ‘nostro’.

* In cambio avremo un nuovo, grande parcheggio, in un’area preziosa per la città. Molti plaudono. A me piange il cuore nel vedere diventare parcheggio grandi spazi, in una zona che avrebbe potuto essere fondamentale per la “bella Verona”. I parcheggi si potevano fare in periferia. Saranno fonte di inquinamento. E poi (ricordo quante volte lo abbiamo chiesto, a partire dal 1999) le città che guardano al futuro non occupano il territorio cittadino per fare enormi parcheggi: li fanno sotto terra.

* L’associazione costruttori si lamenta per il blocco delle opere e dei cantieri. Cosa pensa di una Amministrazione che blocca importanti opere in Verona Sud?

Tito Brunelli

Verona, 30 maggio 2010

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