La voce del Centro Sinistra sulla “riforma” della scuola

La voce del Centro Sinistra sulla “riforma” della scuola

* P.D.: “Non è una riforma, ma un programma di tagli. Tremonti ha detto che si debbono risparmiare 8 miliardi e la Gelmini è al lavoro per  realizzare i tagli. L’unico obiettivo è il taglio dei fondi alla scuola pubblica, ottenuto tagliando gli insegnanti. E’ inammissibile che la manovra sulla scuola venga pensata dal Ministro dell’Economia.

Gli interventi di politica scolastica sono conseguenza dei tagli. Non c’è ispirazione strategica né visione educativa. Le conseguenze saranno drammatiche: conclusione del tempo pieno, chiusura di scuole nei piccoli comuni, aumento dei costi per gli enti locali, aumento dell’abbandono scolastico”.

* Veltroni: “Il problema non è il grembiule o il 7 in condotta, ma l’assenza di un progetto. La scuola di oggi è solo il risultato dei tagli al bilancio voluti da Tremonti”.

*Maria Pia Garavaglia: “In Veneto c’è il rischio chiusura di scuole materne e istituti scolastici, con conseguenti servizi di trasporto presso altre scuole a carico della comunità, per il taglio imposto della spesa statale. La politica dell’istruzione segue vie inconciliabili con quelle di una scuola moderna: è consegnata al Ministro dell’Economia. Scelte centralistiche sviliscono il ruolo degli enti locali. Classi più numerose, la riduzione del numero degli insegnanti e dell’orario peggioreranno la qualità dell’apprendimento. Risparmierà Tremonti, non le famiglie. Grembiuli, voto in condotta, lotta agli sprechi: sono parole che la Gelmini, in questi mesi, usa per mascherare la verità.

Il maestro unico produrrà una scuola limitata, non in grado di fornire i servizi che servono alle famiglie, compresa l’estensione delle attività negli orari in cui i genitori lavorano. L’Italia è cambiata; è Italia a colori, molto più complessa. Già nel 71 si erano introdotti due maestri per il tempo pieno. Noi vorremmo poter entrare nel merito: discutere in Parlamento di politica scolastica e di progetto educativo. Il governo invece propone un decreto ‘taglia spesa’. Come si può sostenere che con questi tagli si migliora la scuola, non si compromette il tempo pieno, si aumentano gli stipendi? Non si può confondere una manovra economica con la riforma della scuola. E si parte dalla riforma della scuola elementare che, nelle classifiche internazionali, risulta ai primi posti.

* Antonio Alberto Semi: “I problemi non vanno nascosti dietro il grembiule o il voto in condotta. La Gelmini garantisce che il bilancio per la scuola si ridurrà del 7%: ‘garanzia’ che spaventa. La scuola semmai aveva bisogno di grandi investimenti. La Gelmini pensa che gli stipendi degli insegnanti dei nidi e delle elementari siano decorosi e incentivino a lavorare bene? La scuola è strumento fondamentale per l’uguaglianza tra i cittadini; deve essere aperta a tutti; i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi: è compito dello Stato, non demandabile a privati.

* Giuseppe Fioroni (P.D.): “A suola il tempo pieno non esiste più; è iniziata l’era del dopo scuola: non importa cosa imparano i nostri figli; ci si occupa solo di poterli parcheggiare”.

Lascia un commento

Archiviato in Commenti, La Scuola, Riflessioni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...