Enti economici veronesi (5)

Interventi e opinioni sulla nuova situazione della finanza veronese, sempre più influenzata dall’uomo solo al comando

Problematici

Avvenire del 24-6-11

Cattolica Assicurazioni conta di raddoppiare gli utili nei prossimi tre anni: dai 70 milioni del 2010 ai 140 nel 2013, dice l’amministratore delegato G. Battista Mazzucchelli. Si punta a una crescita decisa del ramo Vita (da 16 a 50 milioni) e più contenuta nel ramo Danni (da 54 a 90 milioni). Per sostenere la crescita, Cattolica svilupperà opportunità nel mercato delle piccole e medie imprese; rafforzerà la rete di agenzie e quella di servizio al cliente..

Nota finale del giornalista: “In una giornata difficile per la Borsa, il titolo di Cattolica non si è salvato dal rosso; ha chiuso con un passivo dell’1,9%”.

Perché? E’ vero che tutto va bene?

Sergio Noto – su “Il Corriere di Verona” del 14 aprile 2011.

Cattolica Assicurazioni è tra le più grandi compagnie assicurative italiane. I soci spagnoli, principali partner di settore, sono stati messi in condizione di abbandonarla; al loro posto un uomo di Cariverona e del sindaco Tosi: più avanti capiremo se con una valigia piena di soldi o solo con la prospettiva di un aumento di capitale. La finanza veneta resta legata a criteri di gestione familiare. Non si spiega altrimenti come potrebbe un sindaco, seppure capace e intelligente, mettere la sua manona nei CdA di due tra i più importanti soggetti finanziari del Veneto: Cariverona e Cattolica. Tosi non dispone di un gruppo di specialisti di finanza. Ha un uomo solo: Maccagnani, che ha piazzato simultaneamente in entrambe, come rappresentante del maggior azionista italiano di Unicredit. Tosi non ha dietro un partito che lo spinga e combatte una battaglia nella Lega per non essere estromesso. Complimenti a Tosi e nota di biasimo agli gnomi di Cariverona e di Cattolica che si sono fatti soffiare il potere da un sindaco e dal suo legale di fiducia, come se fossero in un Consiglio di Circoscrizione e non nell’organo direttivo di istituzioni che gestiscono ogni anno miliardi. Non si sa mai dove finisca la convenienza dei ‘belli addormentati’ e dove cominci il loro vantaggio. Unica cosa certa: il potere ne guadagna e la politica entra con forza nei processi decisionali di queste società. Il che non è un male assoluto, ma sarebbe da evitare. Peccato che i fondamentali di queste società non siano brillanti: perdita di patrimonio per Cariverona e scarsa crescita per Cattolica. Alla fine non ci sono vantaggi collettivi: è un potere senza piacere per azionisti, clienti e cittadini veneti.”.

Il Sole 24 Ore – aprile 2011

Grossi cambiamenti in vista in Cattolica. I secondi azionisti, gli spagnoli di Mapfre, hanno deciso di uscire dal capitale e hanno dato mandato a Mediobanca di trovare un acquirente per il loro 8,4%.

La Lega pone la sua ipoteca sulla compagnia. Il sindaco Flavio Tosi ha messo lo zampino in Fondazione Cariverona e ha fatto inserire tra i prossimi componenti del CdA di Cattolica Giovanni Maccagnani, già vicesindaco e suo avvocato personale. La scelta modifica gli equilibri del potere veronese. Si profila una inedita alleanza fra i cattolici non tradizionalisti, area culturale di riferimento della compagnia, e Tosi, il leghista che ha fondato i suoi successi elettorali e la gestione del suo consenso su un rapporto stretto con l’integralismo bianco. Il passaggio produce più di una lacerazione dentro al Carroccio: la corsa solitaria di Tosi nella finanza non piace a Giancarlo Giorgetti, a cui Bossi ha assegnato la gestione dei dossier economici e bancari, e al trevigiano Luca Zaia, il governatore del Veneto e avversario storico del sindaco.
Sei dei 18 membri del CdA di Cattolica Assicurazioni sono in scadenza. Confermati Domingo Sugranyes Bickel, Gianni Zonin e il notaio Giuseppe Camadini. Non così Antonio Tessitore, Stefano Gnecchi Ruscone e Pierluigi Angeli. Al posto di Tessitore entra Maccagnani: è il passaggio politicamente più rilevante; egli è già in Cariverona, dove il presidente Paolo Biasi gli ha dovuto concedere la delega sulle erogazioni che, di fatto, consente a lui e quindi a Tosi di conoscere se non di controllare la destinazione dei sostegni finanziari sul territorio veronese, il cardine del potere locale della Fondazione che ha come corrispettivo nazionale la quota del 4,63% di Piazza Cordusio.
Ora sarà anche in Cattolica. Il suo ingresso non ha potuto non avere il via libera del presidente Paolo Bedoni, un imprenditore agricolo espressione di monsignor Adriano Vincenzi che, nelle mappe della finanza bianca, è legato al martiniano cardinal Attilio Nicora, da nove anni presidente dell’Amministrazione del patrimonio della sede apostolica e da pochi mesi dell’Autorità di informazione finanziaria, nuovo tassello nell’adeguamento della finanza vaticana agli standard di trasparenza internazionali.
Non è, però, solo una questione di uomini e di relazioni. Cattolica Assicurazioni sta sperimentando un passaggio complesso. Aumenta la pressione della lista di minoranza di Amici di Cattolica sulle finalità della possibile reiterazione di una vecchia delega dai soci al gruppo dirigente della facoltà di effettuare un aumento di capitale fino a 500 milioni euro e l’assetto proprietario è in via di riconfigurazione. Gli spagnoli di Mapfre, i secondi azionisti dopo la Banca Popolare di Vicenza che ha l’11,5%, hanno manifestato l’intenzione di vendere il loro 8,4 %. Il Consiglio di Cariverona ha dichiarato l’interesse a entrare in Cattolica. Il combinato disposto fra movimenti nel capitale e opzione politica sui nuovi assetti è significativo. Per la finanza italiana, ma anche dentro la Lega. C’è la partita fra Zaia e Tosi che, al di là degli incarichi formali, si contendono la leadership sostanziale in una regione simbolo per il Carroccio. E c’è il confronto a distanza fra il varesino Giancarlo Giorgetti e il veronese Tosi. Nonostante il comune legame con il ministro degli Interni Roberto Maroni, per Giorgetti il sindaco sta diventando una spina nel fianco. Nell’organizzazione della Lega, infatti, il presidente della Commissione Bilancio è deputato a seguire le partite finanziarie, con l’obiettivo di entrare in quei salotti buoni dove, secondo l’etica bossiana, si annidano i nemici storici della Lega. Nemici con cui negoziare o da abbattere, a seconda dei rapporti di forza e delle convenienze del momento. Durante l’esautorazione di Alessandro Profumo dai vertici di UniCredit, Tosi ha fatto sentire la sua voce, contribuendo al coro contraddittorio che, su questo tema, si è levato dai dirigenti leghisti. E innervosendo Giorgetti che, quella volta, ha dovuto rompere la sua riservatezza per chiarire, con una intervista al Sole 24 Ore, la linea del Carroccio. Ora c’è la mossa su Cattolica. A Verona, o meglio da Verona, Tosi occupa tutti gli spazi e imposta sempre più la sua partita in autonomia.

Annunci

2 commenti

Archiviato in enti economici veronesi, Riflessioni

2 risposte a “Enti economici veronesi (5)

  1. Pingback: Titoli Stato, spread vola verso quota 500 | Assicuro.it

  2. Pingback: Cattolica: utile cala a 41 mln | Assicuro.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...