Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (20)

Ci preoccupa la situazione dell’economia. Preoccupa molto anche la questione immigrazione. Da come affronteremo e risolveremo queste due questioni dipenderà molto del futuro dell’Europa e delle nostre famiglie. Proponiamo ai lettori una articolata presentazione di dati e di notizie sugli immigrati. E’ importante che parliamo di loro e con loro avendo adeguata conoscenza della situazione. Oggi spesso si parla a vanvera.

Auguriamo buona lettura, nella speranza che le informazioni e le valutazioni offerte siano gradite e vengano diffuse alle persone che ciascun lettore  può contattare. Aspettiamo le vostre considerazioni ed esperienze.

“I valori dai quali dipende il nostro successo (l’impegno nel lavoro e l’onestà, il coraggio e l’equità, la tolleranza e la curiosità, la lealtà e il patriottismo) sono antichi e veri. Sono stati la forza silenziosa del progresso sin dall’inizio della nostra storia” (Barack Obama)

Il lavoro al centro

Su un punto gli studiosi della materia sono d’accordo: senza gli immigrati e il loro lavoro, l’economia italiana, e non solo, si sarebbe in parte fermata e l’Europa non potrebbe mantenere l’attuale livello di benessere. Siamo un popolo grande che rischia di spegnersi.

Esempio: quale sarebbe la situazione delle nostre imprese agricole senza gli immigrati? La risposta è netta: una parte rilevante di esse sarebbe costretta a chiudere. Non si trovano da anni italiani disposti a svolgere queste mansioni. Damiano Berzacola, presidente della Coldiretti veronese: “L’emergenza manodopera agricola inizia alla fine degli anni ’80. Da allora le nostre imprese guardano all’estero. L’Est europeo oggi fornisce la maggior parte dei lavoratori stagionali”. Sono 5.500 i lavoratori stranieri nell’agricoltura veronese: il 50% provengono dalla Polonia; il 22% dalla Romania; il 17% dalla Repubblica Ceca; il 10% dalla Slovacchia. Il fabbisogno di manodopera stagionale straniera a Verona è di circa 5.000 persone. Negli ultimi anni gli agricoltori incontrano difficoltà nel reperire lavoratori agricoli, per lo sviluppo economico dei popoli europei e perché il Nord Europa paga più dell’Italia. Parecchi lavoratori poi temono l’opinione pubblica italiana. Ma di lavoratori agricoli stranieri c’è bisogno.

Lo stesso discorso vale per altri settori del mondo del lavoro, come l’edilizia e l’assistenza alle persone nelle nostre case.

I lavoratori immigrati vivono con 900 euro al mese (reddito medio annuo, nel 2006: 11.055 euro), quasi il 40% in meno degli italiani; sono impiegati nei settori meno qualificati. Uno su quattro vive in Lombardia; il 50% opera tra Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Piemonte e Toscana. Notevole è il divario di guadagno tra nord e sud. Sono penalizzate le donne.

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