Archivi del giorno: 30 marzo 2009

Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (25)

Ci preoccupa la situazione dell’economia. Preoccupa molto anche la questione immigrazione. Da come affronteremo e risolveremo queste due questioni dipenderà molto del futuro dell’Europa e delle nostre famiglie. Proponiamo ai lettori una articolata presentazione di dati e di notizie sugli immigrati. E’ importante che parliamo di loro e con loro avendo adeguata conoscenza della situazione. Oggi spesso si parla a vanvera.

Auguriamo buona lettura, nella speranza che le informazioni e le valutazioni offerte siano gradite e vengano diffuse alle persone che ciascun lettore  può contattare. Aspettiamo le vostre considerazioni ed esperienze.

“Dio ci chiama a forgiare un destino incerto” (Barack Obama)

Immigrati e incidenti sul lavoro

Numeri riferiti al 2007. Lavoratori stranieri occupati: 2.704.450; incidenti sul lavoro denunciati che hanno coinvolto lavoratori stranieri: 140.579; incidenti mortali denunciati riferiti a lavoratori stranieri: 174.

Di lavoro si continua a morire; tre lavoratori al giorno subiscono incidenti. E’ particolarmente preoccupante e in aumento l’incidenza degli stranieri in tali incidenti: riguarda il 20% del totale degli infortuni in Veneto. Il numero complessivo degli infortuni sul lavoro denunciati diminuisce, ma aumentano dell’8,7% gli incidenti che coinvolgono lavoratori immigrati. Romeni, marocchini e albanesi insieme totalizzano il 40% degli infortuni e circa il 50% dei casi mortali sul totale stranieri; avvengono soprattutto nell’edilizia

Il procuratore di Verona Giulio Schinaia afferma: “Gli infortuni sul lavoro costituiscono un grave problema anche a Verona. Sette hanno portato alla morte del lavoratore. Spesso riguardano dipendenti in nero, extracomunitari e clandestini, senza tutela anche dal punto di vista economico e delle esigenze abitative”.

In base a recenti indagini, l’85% di tali incidenti derivano da comportamenti scorretti, collegati a:

– fiducia eccessiva nella propria abilità;

– sovraccarico lavorativo: svolgono i lavori più pesanti e nelle condizioni peggiori e più pericolose;

– stress;

– attenzione mal distribuita;

– trascuratezza nei confronti delle procedure;

– incuria verso l’adozione di dispositivi di sicurezza;

– sottovalutazione del rischio: fronteggiandolo impavido, il lavoratore straniero intende dare prova

del suo valore: l’ardimento favorisce l’accettazione nel gruppo. Si pensa.

E’ più a rischio chi è più debole e ha una situazione contrattuale fragile; chi è sottoposto a orari massacranti e a lavori pesanti. Gli immigrati hanno meno forza contrattuale e sono più ricattabili; hanno meno conoscenze e competenze.

* Non si può fermarsi alla denuncia della situazione; è grave sottovalutare il problema; urgono proposte risolutive da parte:

– del Sindacato che deve lavorare su contratti, controlli e formazione;

– delle Istituzioni che devono porre regole che evitino il comprimere i costi e i diritti;

– dello Stato: al quale competono la prevenzione, i controlli e le pene per gli inadempienti.

I lavoratori immigrati devono avere il diritto di chiedere l’invalidità civile e i benefici collegati, non solo economici (oggi con il permesso di soggiorno non si ha diritto ai benefici economici; con la carta di soggiorno sì).

E’ valida la linea tracciata dall’accordo del dicembre 2007 tra Confindustria e Sindacati a favore dei lavoratori immigrati. Gli industriali propongono politiche di accoglienza per la manodopera a costo conveniente: “Le aziende hanno bisogno di forza lavoro. Le prime emergenze di cui occuparci insieme si chiamano casa e stabilizzazione della condizione degli immigrati”.

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