Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (19)

“Ogni individuo ha diritto all’istruzione, che deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria” (Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, n° 26)

Dal punto di vista dei Comuni

In alcuni quartieri delle nostre città, i bambini stranieri sono più numerosi degli italiani. Genitori nostrani spesso non iscrivono i loro figli nelle scuole di zona, ma in quelle private, a pagamento, nella speranza che siano di migliore qualità. Se ne è parlato  a fine gennaio 2009 in riferimento al Comune di Vicenza, ma la proposta viene da lontano. Il sindaco Achille Variati decide che, dall’anno scolastico 2009-10, nelle prime elementari, i bambini immigrati non potranno essere più del 35% del totale degli alunni. Obiettivi: favorire l’integrazione e l’apprendimento; concentrare i bambini nelle scuole dei quartieri di residenza; evitare che si creino classi ghetto per stranieri e classi d’élite per soli italiani: tutti studieranno con i loro vicini di casa. L’idea nasce dal dialogo con i genitori italiani.

Ma se in un quartiere (a Verona succede) i bambini immigrati sono l’80% degli iscritti, che si fa?

* Paolo Giaretta, segretario regionale del P.D., il partito di Variati, condivide, ma avverte: “In molti Comuni già oggi non è possibile rispettare una soglia del 35%. Bisogna investire sulla scuola, rafforzando l’offerta scolastica ed incrementando il numero dei docenti”.

* Carmela Palumbo (Ufficio scolastico regionale) plaude all’iniziativa (non aveva fatto altrettanto per altre simili) e annuncia controlli per verificare che le quote non violino il diritto allo studio allontanando dalla scuola gli stranieri in eccesso. Ricorda: “Fissare un numero massimo di stranieri per classe rispetta le direttive ministeriali che impegnano le scuole a distribuire nel territorio gli studenti che non parlano bene la lingua italiana”.

Comune di Zimella (zona delle concerie – San Bonifacio): le classi sono sempre più multietniche. Gli immigrati sono 600 su 4.800 abitanti; i bambini sono un centinaio. Si tratta del 14% della popolazione, con punte oltre il 50%. Ci sono classi in cui lo ‘straniero’ è il bambino nato da genitori italiani. Un’emergenza sociale. Come integrarli senza penalizzare “i nostri”? Tante Tinte supporta i docenti e sostiene i piccoli e le loro famiglie con corsi estivi. Il sindaco Lunardi: “E’ una guerra. La gente si spazientisce. Le spese sociali sono decuplicate. Nel 2007: 400.000 euro. Vengono meno i servizi per anziani, poveri e fasce deboli. Gli immigrati sono grandi lavoratori, guadagnano e mandano i soldi ai familiari in patria, però non pagano le spese; pensano di avere diritto a tutto: buoni libro, pasto, servizio di scuola bus, acqua, luce, gas, assegno di mantenimento. Occorrono regole e finanziamenti.

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