Ci sono due modi (buoni) di fare politica

Primo. Fare politica ogni giorno, attenti a tutto ciò che riguarda la vita dei concittadini: “Tutto mi interessa di ciò che accade”, alla ricerca del bene comune. Significa prendere atto, con soddisfazione, di ciò che funziona, sempre tesi a migliorarlo ulteriormente. Bisogna però essere attenti anche a ciò che non funziona (in città, in Italia, in Europa, nel mondo) per puntare a una svolta positiva. Preso atto della realtà, chi fa politica sa che da soli si fa poco o niente; è necessario mettersi insieme con politici con prospettive simili alle nostre, tesi a essere a fianco di persone, famiglie, gruppi e aziende che hanno bisogno e/o mostrano capacità rilevanti. Primo dovere del politico è perciò osservare e studiare per capire, per elaborare visioni, programmi e proposte con chi la pensa come noi ed è disponibile a progettare insieme per favorire una crescita che si allarga e coinvolge molti. Il politico sa anche che deve essere pronto a entrare in una lista elettorale per promuovere le nostre idee e i nostri programmi e per chiedere il voto e il sostegno dei concittadini per vincere le elezioni , in modo da poter realizzare ciò che vediamo importante per tutti.

Secondo. Fa politica chi si informa e si lascia informare su quanto succede e si muove nel territorio, a tutti i livelli. Si tratta in particolare di leggere libri e giornali seri e di partecipare a incontri e iniziative organizzati da DemoS e da altri gruppi.

C’è una spinta dentro alcune persone: fare la propria piccola parte perché il nostro popolo e tutti i popoli trovino la strada per vivere meglio. Ci chiediamo, in qualche momento di riflessione, se chi governa Verona, l’Italia, l’Europa e il mondo è all’altezza del compito. La risposta è evidente: la gran parte di queste persone non sono in grado di governare verso il bene comune. E’ controproducente votarle ancora, nella speranza che ci aiutino a stare meglio. Ed ecco la domanda: “Chi votiamo? Chi è capace di guidarci perché preparato e competente?”. Difficile rispondere. Chi entra in DemoS nutre una speranza: il nostro partito è nato da un grande gruppo: la Comunità di Sant’Egidio, che è la realizzazione più bella che si è sviluppata in Italia negli ultimi decenni, sul piano spirituale, culturale e politico: produce opere di valore, a servizio di tutti, in particolare degli ultimi, di ogni provenienza. Ecco: DemoS è nato per portare lo spirito e le persone giuste nella politica, senza improvvisazioni. Concittadini e DemoS ci teniamo in contatto per poter dare del nostro per il bene di molti.

Accanto ai due modi (buoni) di fare politica ce n’è un terzo, molto diffuso: quello del “me ne frego”; del “faccio i fatti miei”; dell’indifferenza; del chiamarci fuori; del continuo lamento. Molte persone cercano il proprio comodo. Spetta a ciascuno di noi fare la sua scelta. C’è anche, ed è una grande benedizione, chi vive la vita, la famiglia, il lavoro, il convivere, in modo positivo. La speranza è che persone di questo tipo

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