I membri della lista civica

Chi  è portatore di valori forti e crede nel bene comune ha una sua identità, spesso acquisita negli anni del servizio volontario. Le diversità tra queste persone sono molte: c’è chi è rigido e chi è per il dialogo; chi ragiona in base a idee chiare e distinte e chi privilegia il confronto; chi accetta contrapposizioni e diversità e chi le evita perché spaccano e allontanano il dialogo sereno a partire dal riconoscimento del valore e dei diritti di tutti; c’è chi non transige su “valori non negoziabili” e chi punta a valorizzare l’altro, tutti gli altri, pronto a rinunciare anche a idee a cui tiene per cercare il meglio nella situazione concreta; c’è chi mette davanti la verità e chi la carità. Per impegnarsi insieme si deve condivide l’impresa e perseguire il bene individuato, cogliendo il contributo di ciascuno, disponibili a dare il meglio di sé. Se invece si continua a ribadire le proprie idee e il proprio modo di concepire la vita e la politica, è meglio che l’impresa neppure parta: non è consentito guardarsi con sospetto. Occorre cercare l’unità verso un bene maggiore. I membri della lista civica sono tenuti a informare molte persone sul lavoro in atto e a proporre loro di coinvolgersi direttamente o, per lo meno, di accettare l’informazione. Se non succede, è meglio fermarsi subito: occorre l’impegno di molti per sperare in un risultato positivo.

Una cosa è studiare politica; altra è promuovere cultura politica; altra ancora è chiacchierare di politica. C’è poi la scelta di fare politica per la città facendosi eleggere in una Pubblica Amministrazione come corresponsabili e protagonisti, testimoniando lo spirito di servizio. In questo caso ci si prepara alle elezioni coinvolgendo molti: si cura una visione di città; si creano alleanze; si arriva al governo del Comune; si lavora con i colleghi; si cresce dal punto di vista politico e amministrativo. Si può essere sconfitti; ma chi crede di avere una proposta seria per una città migliore, si prepara per vincere le successive elezioni, non chiudendosi nel proprio gruppo e cercando alleanze anche con persone e gruppi su cui nutriamo dubbi, per ottenere il massimo bene possibile. Questa è la città e questo è il mondo in cui siamo chiamati a vivere da protagonisti. Per i credenti questo è il luogo e il tempo (non ce n’è un altro) in cui, con Gesù, moriamo e risorgiamo. Non possiamo accettare una città di persone chiuse in casa,nel proprio sepolcro. La città viva crea la possibilità di crescere e di sorridere.

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Archiviato in Elezioni comunali 2017, Parere di Tito Brunelli, Riflessioni

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