AGSM – AMIA. L’affare dell’estate 2012: Il Consiglio comunale dice ‘sì’

Il Consiglio comunale dice ‘sì’ all’aggregazione AGSM-AMIA (25 luglio 2012)

Il Sindaco Tosi: “I conti municipali del 2011 sono stati salvati dalla cessione di quote della Fiera e quelli del 2012 dal prelievo milionario dalle riserve AGSM. In futuro, una strade sarà la cessione di quote AGSM a privati”.

Nota. Il Sindaco ha in mente e continuamente ribadisce che il suo obiettivo è coprire i buchi del bilancio comunale. Di qui la preoccupazione: andrà avanti il grande progetto di aggregazione delle aziende pubbliche veronesi?

Assessore Toffali: “L’operazione, strategica e foriera di processi di sviluppo, tende a rivoluzionare le partecipate veronesi: producendo crescita dimensionale e aumentando l’attrattività; consolidando quote di mercato e incrementando la qualità dei servizi erogati; rappresentando il possibile polo di aggregazione delle multi utility venete.

E’ incredibile e mi offende che si pensi che si faccia un’operazione del genere, partita un anno fa coinvolgendo uno stuolo di professionisti, solo per nominare una persona alla presidenza del CdA. Anche la mente più contorta faticherebbe a concepire una cosa del genere.

Un CdA costa circa 60.000 euro: davvero eliminarne uno sarebbe il vantaggio da raggiungere in una strategia di questa portata?

L’aggregazione ha notevoli vantaggi rispetto alla fusione: salvaguarda l’autonomia delle due società che altrimenti sarebbe scomparsa. Due strutture culturalmente diverse (AGSM e AMIA) non sono amalgamabili e necessitano di competenze e strategie specifiche. Al socio spetta razionalizzare”.

Nota. Spetta al Sindaco dire

– se è vero o no che il suo primo obiettivo è, come ripetutamente afferma, coprire i buchi di bilancio del Comune di Verona;

– se è vero o no che, indipendentemente dagli sviluppi successivi, il suo scopo era escogitare il modo per nominare Miglioranzi presidente di AMIA;

– dire se l’aggregazione delle aziende pubbliche cittadine prevede che ognuna di esse debba salvaguardare la sua autonomia e la specifica cultura;

– se considera giusto, come afferma l’assessore Toffali, che non si può parlare di aggregazione, per cui ogni azienda procede accanto alle altre, come è oggi;

– se il Comune di Verona continuerà a prendere i soldi di AGSM per il suo bilancio, nel qual caso si rinuncia a ogni espansione; non si capisce infatti per quale motivo Comuni diversi da quello di Verona dovrebbero aggregarsi per sostenere le spese del Comune capoluogo.

Quando poi Toffali afferma che un CdA in più o in meno non è un problema il problema, cascano le braccia: 60.000 euro, ma sono molti di più visto che si tratta di mantenere in piedi una struttura complessa, sarebbero una benedizione per molti gruppi. Se poi occorre risparmiare; se si riconosce che tanti piccoli risparmi creano un grande risparmio; se si smette di costituire CdA per distribuire onori e soldi agli amici; se si vuole parlare di aggregazione delle aziende pubbliche senza prendere in giro i cittadini, bisogna cominciare. Il Consiglio di Amministrazione delle aziende comunali, se va avanti l’aggregazione, alla fine sarà uno solo, con all’interno tutte le competenze necessarie.

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