Si sono nascosti

Ho incontrato persone della “Ronda della Carità”. Mi sono informato sulla situazione dei senza tetto nella nostra città. Mi hanno risposto:”Nei nostri giri e appuntamenti notturni ne incontriamo sempre meno: nei loro posti tradizionali non li troviamo. Sappiamo per certo, però, che ci sono ancora; anzi sono aumentati.
Hanno paura: si sono nascosti.
Cerchiamo informazioni per poter essere loro vicini: è Natale”. Lo stesso discorso viene dalla “Comunità dei Giovani”.
I senza tetto che, nei modi più vari, fanno riferimento alla città di Verona sono circa 800, dei quali circa 250 in stato di disagio abitativo estremo. La nostra città che, cinque anni fa, in inverno, era in grado di mettere a disposizione un luogo confortevole per tutti i senza tetto che accettavano di dormire in un ambiente adeguato, è tornata indietro di anni. Non c’è posto per loro.


Il Comune sgombera clandestini, nullafacenti, immigrati. Crescono le persone che hanno la strada come casa; tra questo anche famiglie con bambini. C’è un aspetto psicologico drammatico in seguito a questi interventi: i senza dimora hanno paura di tutto e di tutti; sono sotto pressione. Con il freddo sale la preoccupazione anche per la loro incolumità.
Il Comune oggi mette a disposizione circa 200 posti letto in varie strutture (dormitorio Camploy: 52 posti; Il Samaritano: 50; corte Marini: 20 + 20 per emergenze. Centri convenzionato: 60).
Il mandato della Giunta è di intervenire in senso restrittivo sulle modalità di accesso ai centri per persone senza tetto. Esempi:

  • dopo cinque notti nell’ostello un cittadino italiano deve lasciare il posto letto;
  • gli immigrati irregolari e clandestini non possono trovare asilo nelle strutture pubbliche e neppure in quelle private convenzionate.

L’assessore Bertacco afferma (bontà sua):”In particolari emergenze non staremo tanto a guardare se uno è clandestino o meno. Comunque abbiamo voluto ribadire la regola secondo cui chi è irregolare non può avere accesso alle strutture di accoglienza e quella secondo cui i dormitori pubblici e convenzionati devono rispettare la regola delle cinque notti e successive dimissioni”.
Teniamo presente che, per questi servizi, la Fondazione Cariverona interviene con finanziamenti rilevanti (almeno 700.000 euro all’anno); c’è pure il contributo della Regione, per cui le spese del Comune sono molto limitate.
Il sindaco Tosi da anni sostiene pubblicamente un principio chiaro: se una città offre molti servizi per “questa gente” sarà piena di sbandati, di irregolari, di ubriachi, di drogati, di straccioni. Meglio eliminare al massimo i servizi, così ci si libera di loro, che andranno altrove. Ci sono stati altri nel corso della storia che hanno ragionato in questo modo. Informiamoci su come è andata a finire.
“I poveri li avrete sempre con voi”: essere loro vicini, con il massimo impegno per farli uscire dalla loro situazione, penosa e spesso con drammi indicibili alla spalle, è uno dei massimi segni di civiltà. Verona deve fare una scelta. Oggi Verona corre il rischio di voltarsi dall’altra parte, tanto …. Loro … si sono nascosti!

Tito Brunelli

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