Una grotta, un letto

senzafissadimora.jpgNotte di Natale 2002.
Veglia di preghiera e Messa di mezzanotte: facciamo memoria della nascita di Gesù. Ho un motivo particolare per commuovermi pensando che Gesù è nato in una stalla, per scelta d’amore: io, attraverso il servizio di assessore ai servizi sociali del Comune di Verona, ho avuto una possibilità grande, unica, insperata: tra le 500 e le 600 persone in quella notte dormono in un letto confortevole, mentre, senza l’impegno del Comune, sarebbero state in strada, in baracche, in ambienti indegni di persone umane, in una città come Verona.

Natale 2007. L’Amministrazione Tosi e molti veronesi cantano vittoria e gioiscono perché hanno sgombrato appartamenti affollati, case abbandonate e baracche, allontanando molte persone da rifugi di fortuna, nei quali trovavano un qualche, seppure vergognoso, riparo. Cantano vittoria anche perché non ospitano nelle strutture pubbliche o convenzionate persone clandestine, anche in inverno. Chiamano ‘vittoria’ il fatto che sbattono in strada queste persone, in alcuni casi, denuncia la “Ronda della Carità”, famiglie con bambini.

Nessuno si nasconde i problemi e le conseguenze delle scelte che si fanno. Valutiamo, però: avevo ragione io a gioire o hanno ragione, oggi, il sindaco Tosi e chi la pensa come lui?

In quante chiese, nella notte del Natale 2007, si ricorderà chi, a Verona, dorme in strada, “al freddo e al gelo”?

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