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Scricchiolii. Quale attenzione ai poveri?

Autunno 2012. Chi è povero a Verona? Famiglie numerose; genitori soli con figli a carico; persone licenziate; famiglie che conducevano un’esistenza dignitosa e si trovano senza lavoro, con affitto e bollette da pagare, depositi cauzionali, spese condominiali, libri scolastici, utenze: i conti non tornano. Le persone che chiedono aiuto ai Servizi sociali del Comune, in drastico aumento, sono 130 fino al 13 settembre. Soldi messi a disposizione dal Comune: 185.000 euro. L’aiuto è di 1000 – 1500 euro per chi, per situazioni contingenti, come la perdita del lavoro, non è in grado di fronte, momentaneamente, alle proprie spese. Occorre mostrare possibilità di recupero.  Continua a leggere

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Archiviato in Riflessioni, Verona che non cambia

A partire dagli “ultimi”

E’ uno dei principi base della Dottrina sociale della Chiesa, a cui molti tra noi si riferiscono. Per “Progetto Verona” è sempre stato elemento fondante delle scelte politiche e amministrative: affrontando e risolvendo i problemi di chi è ai margini e di chi ha più bisogno si creano pace sociale e perciò benessere per tutti.
Nasce subito la domanda: chi sono gli “ultimi”?

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Apparentemente la risposta è facile. Sono:

  • i bambini, anche quelli non ancora nati, ma che già sappiamo parte della nostra umanità;
  • molti adolescenti e giovani, specie se “non accompagnati” (= soli);
  • gli anziani, in particolare quelli non autosufficienti e soli;
  • i malati, soprattutto quelli gravi e bisognosi di aiuto continuo;
  • i malati di mente;
  • i disabili;
  • chi è senza lavoro;
  • i senza casa;
  • i carcerati e chi esce dal carcere;
  • …..
  • In sintesi: chi non ce la fa da solo e ha bisogno degli altri.

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Si sono nascosti

Ho incontrato persone della “Ronda della Carità”. Mi sono informato sulla situazione dei senza tetto nella nostra città. Mi hanno risposto:”Nei nostri giri e appuntamenti notturni ne incontriamo sempre meno: nei loro posti tradizionali non li troviamo. Sappiamo per certo, però, che ci sono ancora; anzi sono aumentati.
Hanno paura: si sono nascosti.
Cerchiamo informazioni per poter essere loro vicini: è Natale”. Lo stesso discorso viene dalla “Comunità dei Giovani”.
I senza tetto che, nei modi più vari, fanno riferimento alla città di Verona sono circa 800, dei quali circa 250 in stato di disagio abitativo estremo. La nostra città che, cinque anni fa, in inverno, era in grado di mettere a disposizione un luogo confortevole per tutti i senza tetto che accettavano di dormire in un ambiente adeguato, è tornata indietro di anni. Non c’è posto per loro.

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Una grotta, un letto

senzafissadimora.jpgNotte di Natale 2002.
Veglia di preghiera e Messa di mezzanotte: facciamo memoria della nascita di Gesù. Ho un motivo particolare per commuovermi pensando che Gesù è nato in una stalla, per scelta d’amore: io, attraverso il servizio di assessore ai servizi sociali del Comune di Verona, ho avuto una possibilità grande, unica, insperata: tra le 500 e le 600 persone in quella notte dormono in un letto confortevole, mentre, senza l’impegno del Comune, sarebbero state in strada, in baracche, in ambienti indegni di persone umane, in una città come Verona.

Natale 2007. L’Amministrazione Tosi e molti veronesi cantano vittoria e gioiscono perché hanno sgombrato appartamenti affollati, case abbandonate e baracche, allontanando molte persone da rifugi di fortuna, nei quali trovavano un qualche, seppure vergognoso, riparo. Cantano vittoria anche perché non ospitano nelle strutture pubbliche o convenzionate persone clandestine, anche in inverno. Chiamano ‘vittoria’ il fatto che sbattono in strada queste persone, in alcuni casi, denuncia la “Ronda della Carità”, famiglie con bambini.

Nessuno si nasconde i problemi e le conseguenze delle scelte che si fanno. Valutiamo, però: avevo ragione io a gioire o hanno ragione, oggi, il sindaco Tosi e chi la pensa come lui?

In quante chiese, nella notte del Natale 2007, si ricorderà chi, a Verona, dorme in strada, “al freddo e al gelo”?

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