La grande cacciata. Conosciamo meglio Flavio Tosi (6)

Il vero problema per il sindaco Tosi sono i Rom. Non devono restare tra noi.

Il “Sole 24 Ore” elenca e classifica le categorie di immigrati che costituiscono problema.

Il sindaco Tosi commenta: “Il problema sociale più grande è rappresentato da coloro, e son tanti, che non sono inclusi nei dati della classifica: chi ha fatto domanda di entrare nelle quote per ottenere un posto di lavoro facilmente ha già un lavoro, seppure irregolare, e cerca in qualche modo la regolarizzazione; ma i clandestini socialmente pericolosi sono altri; sono quelli che la domanda non l’hanno fatta e che vivono di delinquenza e di attività illecite. Sono i comunitari cosiddetti nullafacenti e i Rom”.

Secondo l’intelligenza politica di Tosi minacciano l’Italia i nullafacenti sbandati e i Rom: non alcuni Rom, quelli che delinquono, ma tutti: i Rom vanno colpiti e cacciati come popolo. Distingue bene i Rom dai Romeni. Afferma, infatti: “Quella romena è la principale comunità straniera presente a Verona. Con i suoi 7000 residenti, rappresenta quasi il 3% della popolazione. E’ formata, per la maggior parte, da artigiani, muratori, badanti, persone che si sono integrate positivamente e rappresentano una risorsa. Il problema non sono loro. Diverso il discorso sui Rom. Sono certo che il ministro Maroni e il governo sapranno distinguere tra chi si comporta in maniera positiva e chi viene nel nostro Pese per delinquere. A questi, com’è giusto, verrà indicata la porta”.

Flavio Tosi colpisce i Rom come popolo. Non dice che i Rom sono in Italia e a Verona da decenni: non sono arrivati ora per delinquere. Gli importa indicare i mostri, l’obiettivo da affondare, da cacciare: tutto intero. Il motivo è chiaro e per lui fondamentale: non possiamo dimenticare che se Flavio Tosi è Sindaco di Verona un “merito” primario va alla sua lotta spietata e ben orchestrata ai Rom. Al centro della sua ascesa politica e delle sue campagne elettorali non è stato il futuro della città, ma la cacciata dei nomadi e la chiusura immediata dei campi in cui vivevano: prima quello presente da molti anni allo Stadio, poi quelli di via Montelungo, di Borgo Roma, di Porta Palio, di nuovo dello Stadio, del Monsuà, di Boscomantico. Il suo è un “progetto sicurezza” che consiste nell’allontanamento da Verona di quelle che considera le vergogne della città: alcune centinaia di persone (ma per Tosi sono persone?) considerate spazzatura: gente da spazzare via.

Nella cacciata dei Rom dal campo di Boscomantico, il Sindaco (chissà altrimenti come se la sarebbe cavata) ha avuto una grande fortuna: il neo Vescovo di Verona, mons. Giuseppe Zenti, ha contribuito molto a mobilitare energie che hanno reso indolore, anzi positivo, lo smantellamento del campo e l’inserimento di molte famiglie Rom nella città e in alcuni Comuni della provincia. Oggi vivono tra noi e sono i veri fortunati. Li ascoltiamo: “Eravamo nomadi perché nessuno ci voleva. Possiamo sentire il rumore del vento anche aprendo la finestra, con il vantaggio di sentirci sicuri tra quattro mura”. Chiudere Boscomantico è stato vincente, contro la cultura del ghetto e della diffidenza.

Il problema è un altro. Lo indichiamo con le parole di Thomas Hammarberg, commissario per i Diritti Umani del Consiglio dell’Unione Europea, che tira le orecchie all’Italia per il razzismo e la discriminazione nei confronti dei Rom, portando come esempio proprio il Sindaco di Verona: “Il Commissario è stato informato del caso che ha coinvolto l’attuale Sindaco di Verona e altre cinque persone: nel settembre 2001 invitarono i cittadini di Verona a firmare una petizione per l’immediata rimozione di tutti i campi nomadi irregolari e diffusero dei manifesti che riportavano quanto segue: “No ai campi nomadi. Firma per allontanare gli zingari”. Il Sindaco in una riunione ha affermato che la città dovrebbe essere ‘inospitale’ per gli zingari, perché dove sono arrivati si sono svolti furti”. Per la Cassazione italiana l’avversione nei confronti dei Rom “era motivata non da discriminazione, ma dal fatto che tutti gli zingari sono ladri. Si fondava pertanto non su un concetto di superiorità o di odio razziale,  ma su un pregiudizio razziale”.

Via tutti i Rom perché sono Rom. E via dove? Una sola cosa conta: cacciarli. Meglio: far sì che non si vedano. Infatti Flavio Tosi non realizza la promessa della campagna elettorale secondo cui avrebbe fatto sparire i Rom da Verona. Se li è visti sparpagliare. Ci ha fatto credere che nel campo erano tutti ladri. Oggi che sono in appartamenti sono ancora  criminali? Non gli importa. Importa solo averli cacciati.

Ma la vita è altro: riparte ora il processo di integrazione di quei Rom; obiettivo l’inserimento graduale nella società. Ma questo a Flavio Tosi non interessa.

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