Poltronificio. La carica dei 300

I primi mesi della seconda Amministrazione Tosi (4)

Problema principale del confermato sindaco Tosi: “accontentare” i portatori di voti. A disposizione quasi 200 incarichi in una cinquantina di enti, piccoli e grandi. Ma i ‘pretendenti’ sono di più.

I nominati:

– Paolo Paternoster: presidente di AGSM, con Mirco Caliari vice;

– Germano Zanella: presidente di AMT;

– Matteo Gasparato: presidente di Consorzio ZAI;

– Stefano Pachera: direttore dell’Accademia Cignaroli;

– Anna Maria Leone: sarà presidente dell’Istituto Assistenza Anziani (IAA);

– Massimo Mariotti: presidente di Acque Veronesi;

– Mimma Perbellini: presidente di Verona Mercato;

– Michele Croce: presidente di AGEC;

– Silvano Stellini, presidente del Quadrante Servizi, figlioccio del Consorzio ZAI, con Elio Nicito;

– Ettore Riello: presidente della Fiera;

– Silvio Cametti: presidente di Fondazione Bentegodi;

– Monica Lavarini, presidente di ICISS;

– Stefano Passarini, presidente della Funivia di Malcesine. Dura contesa tra esponenti del PdL e amministratori locali. La questione pare non chiusa.

* Sono da nominare i Presidenti di Ater, Consorzio Bim Adige, Fondazione Scaligera per la Locazione, Istituti civici di servizio sociale (ICIIS)

* Una ‘grana’. Un modo di intendere la politica. Il sindaco Tosi vuole premiare e ‘sistemare’ il fido Andrea Miglioranzi, coordinatore della Lista Tosi, ex consigliere comunale. Ma la legge esclude che chi è stato assessore o consigliere comunale e di circoscrizione nei tre precedenti anni possa essere nominato in un’azienda controllata dal Comune. Tosi è deciso: Miglioranzi sarà presidente di AMIA, con vice Stefano Legramandi, quando AGSM acquisterà AMIA, allora formalmente dipendente da AGSM, non dal Comune: legge beffata, secondo un’antica tattica di ‘politici di razza’ che, certi di avere sempre ragione e di poter manipolare tutto a loro vantaggio, non guardano in faccia nessuno, nemmeno la legge.

Andrea Bolla, presidente di Confindustria Verona: “Nelle nomine ciò che deve contare non è la tessera di un partito né l’appartenenza a una organizzazione di rappresentanza, ma le competenze individuali, i risultati, l’esperienza. Oggi i rappresentanti degli industriali sono praticamente assenti, in particolare da aeroporto, Fiera, Consorzio ZAI. Le cariche importanti sono appannaggio di un gruppo ristretto di persone”.

Completiamo: gli industriali si lamentano di non essere valorizzati dall’Amministrazione nella guida degli enti. Più assenti di loro sono persone serie e preparate non collocate nello stretto giro degli amici di Tosi.

 

 

 

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