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Malgoverno della Lega Nord nei comuni del veronese

E’ tempo che la finiamo di far passare l’idea che la Lega Nord governa bene nei territori, in particolare nei Comuni. Nel veronese gli amministratori proposti dalla Lega Nord presentano fallimenti peggiori di ogni altro partito. E’ semplice dimostrarlo.

Partiamo dal Comune di Bussolengo

Autunno 2012. L’Amministrazione leghista non approva il bilancio comunale. Alviano Mazzi, sindaco leghista, viene sfiduciato da un gruppo di 7 leghisti che fa capo al consigliere comunale e regionale Andrea Bassi. Si va al commissariamento.

Alviano Mazzi è militante della Lega Nord dal 1992; consigliere comunale dal 1994; vicesindaco e assessore al bilancio fino al 1998; sindaco dal 2003 al 2008; confermato nel 2008 con Lega Nord, Lista Mazzi, Progetto Bussolengo, civica di Valdis Salardi. La più forte opposizione nasce nel suo partito: spaccatura mai ricomposta, con conseguenti 20 mesi di paralisi amministrativa.

Paradosso: la Lega Nord sfiducia la Lega Nord e decreta la fine anticipata della legislatura: il certificato di morte lo ha letto Andrea Bassi, tosiano di ferro, fresco presidente della seconda commissione urbanistica a palazzo Ferro Fini.

Con la bocciatura di IMU e Irpef il Comune avrà un buco di bilancio di 1.400.000 euro. Il Comune è allo stremo a causa delle faide interne alla Lega Nord. Continua a leggere

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Sindaci ed esponenti della Lega Nord a processo

In una serie di articoli pubblicati nel nostro Blog sulla Lega Nord, abbiamo mostrato che quanto si sente e si legge sui mass media nazionali e locali, che cioè la Lega Nord ha messo in campo amministratori di valore, capaci e vicini al popolo è una delle tante favole costruite ad effetto che non rispecchiano la verità.

Torniamo sull’argomento perché in questi giorni è arrivata la notizia che il sindaco del Comune di Zimella, Alessia Segantini, con sentenza di primo grado del Tribunale di Verona è stata condannata a due anni di carcere, pena sospesa, e 3.000 euro di multa per riciclaggio. Sono stati condannati anche la madre, Marisa Fasolo e, a quattro anni e sei mesi, il padre Filiberto, per aver acquistato due appartamenti e un maggiolino intestandoli alla figlia. Continua a leggere

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Zimella. Sindaco della Lega Nord rinviata a giudizio

da “Un viaggio nella Lega Nord” (16)

Il fallimento della Lega Nord nei Comuni del veronese. Non solo Bovolone, Nogara, Legnago, Bussolengo ma anche Zimella.

Dicembre 2011. La Procura chiude le indagini preliminari sulle mazzette nella concia e chiede il rinvio a giudizio del Sindaco Alessia Segantini (avrebbe comprato due appartamenti a Cologna e un’auto con i soldi incassati illecitamente dal padre Filiberto) e di sua madre Marisa Fasolo per concorso in riciclaggio e per “aver impegnato denaro, beni o utilità di provenienza illecita”. La Fasolo si sarebbe recata in banca per depositare consistenti somme di denaro, quasi tutte in banconote da 500 euro, tra il 2008 e il 2009: provento di bustarelle percepite dal marito, al quale gli investigatori contestano ben 44 episodi di corruzione per un totale di oltre mezzo milione di euro. Rinvio a giudizio perché Alessia Segantini e madre sarebbero state consapevoli di aver compiuto quelle operazioni con soldi di natura illecita. Continua a leggere

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Il fallimento della Lega Nord nei Comuni del veronese: Zimella

da “Un viaggio nella Lega Nord” (15)

Il fallimento della Lega Nord nei Comuni del veronese. Non solo Bovolone, Nogara, Legnago, Bussolengo ma anche Zimella.

Fino alla conclusione del processo e alla sentenza definitiva si tratta di doverosa informazione.

Giugno 2009. Alessia Segantini, della Lega Nord, è il nuovo Sindaco di Zimella

Autunno 2010. Alessia Segantini è indagata per concorso in reato di riciclaggio.

Il Sindaco ha comprato due appartamenti con soldi in parte ricevuti dal padre Filiberto Segantini, allora dipendente dell’Agenzia delle Entrate di Arzignano, personaggio cardine dell’inchiesta in corso su corruzione e giro di tangenti nel settore conciario.

Lo afferma il Segantini nei verbali: “Nel 2007-08 mia figlia ha comprato due piccoli appartamenti a Cologna Veneta. Ho partecipato a tale spesa dandole una somma di 30-40.000 euro”.

Secondo gli inquirenti i due immobili, del valore complessivo di 533.000 euro, sono stati acquistati con denaro che il funzionario del Fisco Filiberto Segantini avrebbe chiesto alle aziende, frutto di ben 44 episodi di natura delittuosa. Continua a leggere

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