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Casa di Giulietta e illuminazione pubblica

                                          Fa capolino il project financing       

Sindaco Tosi: “La Casa di Giulietta è gestita male e non dà reddito. Qualsiasi ente locale valorizzerebbe al massimo questo cortile con milioni di visitatori; a Verona è luogo di degrado, accessibile gratis e gestito in modo disordinato e confuso. E’ impensabile andare avanti così. Se arriva una proposta seria che garantisca una migliore gestione e un introito molto più alto, perché dire di no? La collaborazione tra pubblico e privato non può essere un tabù. Anzi! L’idea è di affidare a privati la gestione del secondo sito turistico più visitato della città, dopo l’Arena”. Continua a leggere

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Archiviato in AGSM, Il Centro storico, La Verona del sindaco Flavio Tosi

Riuscirà la Regione Veneto a metter ordine nei project financing?

Giugno 2015.  Luca Zaia, presidente confermato della Regione Veneto, ripesca due proposte fondamentali: la legge sul contenimento del consumo del suolo, con la previsione di fermare per 2 anni i nuovi insediamenti previsti dai PRG e dai PAT, ma non ancora attuati (la cosiddetta “moratoria del cemento”) e la revisione radicale dei project financing, commerciali e infrastrutturali.
Questi nuovi indirizzi della Regione Veneto possono essere uno schiaffo per Verona.  Perché? Continua a leggere

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Seconda batosta

La Regione guarda con sospetto il project financing.  E la Verona dei project financing che fa?

 Febbraio 2014. Corte dei Conti del Veneto: “Il project financing consente alle Amministrazioni di costruire opere pubbliche ad alto costo con il concorso di privati; però la modalità va rivista a favore dei Comuni, che ne devono trarre vantaggio”. Il rischio riguarda la realizzazione dell’infrastruttura: la ritardata consegna, il mancato rispetto degli standard predeterminati, costi aggiuntivi di importo rilevante, deficienze tecniche, interventi esterni negativi, il rischio ambientale.
La Regione decide di rivedere i project financing. Luca Zaia: “Quelli sulle infrastrutture vanno bene: le spese si ripagano con i pedaggi. Per quelli della Sanità (ampliamento, ammodernamento, realizzazione di nuovi ospedali), complici i servizi per calore, mensa e pulizia, non ci siamo”. Continua a leggere

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Piano degli Interventi: Autunno 2011: finalmente l’Opposizione si fa sentire.

Per battersi con frutto, bisognava partire quattro anni prima.                   Partito Democratico:

 –  La filosofia di fondo del piano è condivisibile. Bene le compensazioni. Se passiamo all’attuazione pratica, mancano uno studio urbanistico approfondito e un organico piano dei servizi. Vediamo una serie di francobolli, senza un disegno complessivo: un contentino a molti, a scapito della qualità della vita, del verde e della programmazione del territorio. Occorre potenziare il trasporto pubblico.

–   Il P.I. è una cementificazione. Si consumano campagna e aree di servizio; si aggrediscono zone delicate, come Poiano e Montorio.

–   Si consuma quasi tutta la potenzialità edificatoria del PAT, creando quartieri fantasma.

–   E’ spropositato il numero di metri quadrati di commerciale a Verona Sud, costellata di torri: la zona sarà quartiere dormitorio o by night.

–   Il Piano dà per scontato che la popolazione cresca di 25.000 abitanti, mentre è in calo o stazionaria (grazie agli immigrati): è la scusa per costruire, anche se non ce n’è bisogno.

–   Grave indice di un modo di concepire la politica: i Consiglieri di Circoscrizione non hanno avuto il tempo di esaminare il P.I.

Una nota di conferma, da parte di Tito Brunelli.

Ero presente quando, in III^ Circoscrizione, si è riunita la Commissione che doveva valutare il P.I. nel suo territorio. Nonostante la difesa dell’Amministrazione comunale da parte del Presidente (gli altri Consiglieri di maggioranza assistevano muti e scocciati), è stato evidente che solo il Presidente era parzialmente informato sulle conseguenze del piano nel territorio circoscrizionale.

Alla prova dei fatti, l’Amministrazione leghista, ritenuta vicina alla gente, si è mostrata chiusa al confronto, con unico interlocutore i proprietari e gli imprenditori interessati. Continua a leggere

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Piano degli Interventi: Chi capisce bene quanto succede è l’allora Presidente dei Costruttori Andrea Marani.

“La crisi si combatte rilanciando le costruzioni. Il P.I. è un primo passo. Vogliamo una Verona bella. Nel passato si è cementificato troppo e male. Oggi occorre demolire e ricostruire bene, pensando alle persone e al sociale. Non è pensabile oggi un condominio o una palazzina uffici senza palestra, senza spazi per conferenze e zone a misura di bambino. A Verona, come solo a Milano e Roma, abbiamo due importanti istituti di credito, una Fondazione e una grande assicurazione: devono dare il denaro perché l’economia parta. Le Istituzioni facciano opere pubbliche e infrastrutture ed eliminino la burocrazia”.

–   A chi dice che l’offerta di case supera la domanda, Marani risponde: “L’offerta non è eccessiva se abbiamo una strategia. Prima o poi in città mancheranno circa 2.000 alloggi. Giusto ristrutturare edifici vecchi, soprattutto in centro storico. C’è bisogno di case per immigrati, per forze dell’ordine, per impiegati che lavoreranno qui. E’ importante che si costruisca rapidamente. Verona, città storica, deve darsi una nuova immagine nei quartieri che non sono centro storico, a partire da Verona Sud. Continua a leggere

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Archiviato in Amministrazione Tosi, Eredità Tosi, Piano degli Interventi 2011, Urbanistica

Piano degli Interventi del Comune di Verona: Ma quanti cantieri sorgeranno in una città con molte case vuote?

L’assessore all’Urbanistica Giacino dice un’altra parte della verità:

“Nei prossimi 10 – 20 anni, daremo un nuovo assetto al territorio. L’80% degli interventi sarà su aree da riconvertire. Le opere di compensazione pubblica, per 140 milioni, consentono di progettare lo sviluppo di Verona e di risolvere molti problemi, sanando quartieri e correggendo errori. I privati dovranno vincolare la metà dell’area assegnata a verde e servizi, alla piantumazione di alberi e all’utilizzo di sistemi di bioedilizia.

Sarà contestuale l’approvazione del Piano dell’Ambiente, a difesa delle zone sensibili della collina e dell’Adige e a tutela dei siti di interesse comunitario (SIC). Sarà approvato anche il nuovo Piano delle piste ciclabili. Sarà tutelato in particolare il patrimonio faunistico con una rete ecologica a difesa del territorio. Ci saranno nuovi alberi.

Il P.I. sarà un incentivo importante all’edilizia, in un momento delicato e difficile.

Abbiamo catalogato 4.500 unità abitative nel centro storico maggiore; 2.000 nei centri storici minori; 180 corti rurali; 1.200 edifici storici e liberty, definendo il grado di intervento consentito. Continua a leggere

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I fallimenti dell’Amministrazione Tosi: Decadenza della cura del territorio in città.

Impariamo a controllare l’Adige: dopo i grandi acquazzoni spesso fa paura.

– Andiamo al Boschetto: gli scantinati si allagano dopo ogni forte pioggia.

– A Porto San Pancrazio: la fossa Morandina si gonfia.

– Al Nassar (Parona), in varie occasioni, sono mancati pochi centimetri per l’esondazione.

– Preoccupano strada Castellana (sulle Torricelle); via del Fante; via Turbina a Chievo; Breccia San Giorgio.

– Interventi causati dalla pioggia a Navigatori (via Magellano) e Valdonega (via Zenari).

– Maggio 2013: notte da incubo in via Sasse, a Castiglione.

– Situazione pesante ad Avesa ogni volta che piove. Violenti fontanazzi in via Indentro. Il Lorì, piccolo fiume che scorre sotto e sopra il paese, tracima: Continua a leggere

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I fallimenti dell’Amministrazione Tosi: Cemento e asfalto dominano.

Verso la decadenza del territorio comunale.

Dal Piano degli Interventi risulta evidente che la Verona di Tosi continua sulla strada del cemento e dell’asfalto, del rompere e scavare la terra. Conseguenze: una pioggia intensa può creare alluvioni, esondazioni di torrenti, frane, smottamenti.

Approfondiamo il tema per la sua importanza decisiva della quale troppo spesso non teniamo conto:

Inverno 2010-11. Ricordiamo i disastri a Soave e Monteforte. Pochi sanno cosa è successo in città:

– Parco delle Colombare: crollo di un muro;

– Castel San Felice, poco più a nord: crollo;

– Montorio: frana a Olivé e in via Monte Novegno; voragine in via Olmo;

– Poiano: frana e buco nel sottopasso;

– Quinzano: caduta massi. Chiusa per settimane la strada per Montecchio: pericolo crolli;

– Avesa, vicino al fiume Lorì: cantine e scantinati allagati;

– via Mameli: smottamento; via Doria: buco; via Marsala: condominio evacuato per sicurezza.

Inverno 2011-12

– Grezzana: grande smottamento;

– Sezano e Santa Maria in Stelle: allagamenti.

Maggio 2013.

-A Montorio e nei paesi della vallata si contano i danni. Il torrente Squaranto, saturo di acqua e di detriti (tronchi, copertoni, taniche, ghiaia, …), esonda. Uno strato limaccioso ha coperto il centro di Montorio: buche e tombini intasati; cantine e garage allagati; negozi chiusi; strade trasformate in fiumi; crateri nell’asfalto, sollevato e frantumato; Continua a leggere

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I fallimenti dell’Amministrazione Tosi: A Verona Sud si ricomincia da capo.

Verona Sud va ripensata e ricostruita. Oggi la ZAI storica è quasi disabitata e parecchi edifici sono abbandonati. Il problema è decidere il futuro dell’area.

Il progetto Zanotto prospettava una visione unitaria di quel territorio, programmata dal Comune. Proponeva, una di fronte all’altro, Fiera e Polo Finanziario (ritenendolo vantaggioso per entrambi e per la città) e la riorganizzazione unitaria dell’intera area, dai binari ferroviari e dalle ex Cartiere fino all’autostrada e alla Complanare Sud, con la nuova piazza Bra nell’area degli ex Magazzini Generali, evitando il sovrapporsi di opere simili.

Un esempio: riteneva non proponibile, in uno spazio di poche centinaia di metri, la presenza di più centri commerciali o di più zone per il gioco e il passatempo.

L’Amministrazione Tosi va nella direzione opposta: protagonisti sono singoli privati che cercano spazi adatti alle loro esigenze e presentano opere secondo le loro priorità e i loro interessi. Nascono vari progetti, senza una visione unitaria. Il Comune approva. Continua a leggere

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I fallimenti dell’Amministrazione Tosi: Verona, Città dei congressi: ora non più.

Amministrazione Zanotto. Dal 2003, specialmente a livello medico e sociale, la Gran Guardia diventa sede di innumerevoli congressi (quasi settimanali): internazionali, nazionali e locali.

I partecipanti e le loro associazioni apprezzano:

-la sede, la Gran Guardia, collocata in una maestosa piazza Bra;

– il fascino del palazzo che, come ci si mette piede, trasforma avvenimenti già di per sè importanti in eventi di valore e coinvolgenti, anche dal punto di vista dello stare bene personale e comunitario. Chi ha ascoltato gli organizzatori, di tutto il mondo, ha colto la soddisfazione per aver trovato una sede di tale prestigio. Prospettive allettanti per Verona, anche sul piano economico.

L’avvento del sindaco Tosi ha portato all’agonia e alla morte di questi convegni. Si è indicata un’altra sede: la Fiera di Verona. Ma è altra cosa. Primi a rendersi conto del danno sono stati gli albergatori. Abbiamo memoria corta, ma forse qualche lettore ricorda le critiche pesanti dell’allora presidente degli albergatori per la fine di tali convegni alla Gran Guardia. Continua a leggere

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