Archivi tag: servizi sociali

Non doveva accadere: l’estate 2014 senza le piscine di via Galliano

Tarda primavera 2014. Via Galliano: lido e piscine comunali. Nell’estate cittadina sono tradizionale punto di riferimento per eccellenza, frequentato da migliaia di veronesi. Quest’anno sono in desolante abbandono. Nessuna società sportiva si è presentata alle due gare d’appalto indette dal Comune per la gestione dell’impianto: si prevedeva la concessione per 15 anni, con l’impegno del gestore di ristrutturare l’impianto con un intervento radicale, a proprie spese: sui 2 milioni. Fallita questa strada, il Comune ha proposto un affidamento fino a settembre, compresa la pulizia e la sistemazione delle vasche. Nessuno si è fatto avanti. L’estate sarà senza lido e senza le sue piscine.

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Scricchiolii. Quale attenzione ai poveri?

Autunno 2012. Chi è povero a Verona? Famiglie numerose; genitori soli con figli a carico; persone licenziate; famiglie che conducevano un’esistenza dignitosa e si trovano senza lavoro, con affitto e bollette da pagare, depositi cauzionali, spese condominiali, libri scolastici, utenze: i conti non tornano. Le persone che chiedono aiuto ai Servizi sociali del Comune, in drastico aumento, sono 130 fino al 13 settembre. Soldi messi a disposizione dal Comune: 185.000 euro. L’aiuto è di 1000 – 1500 euro per chi, per situazioni contingenti, come la perdita del lavoro, non è in grado di fronte, momentaneamente, alle proprie spese. Occorre mostrare possibilità di recupero.  Continua a leggere

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Maria Cialich: Una persona che non esisteva per nessuno

solitudine.jpgMaria Cialich: una persona che non esisteva per nessuno e di cui nessuno ha avvertito l’assenza.
Quanti come lei a Verona?

Via Scrimiari, 36 – Veronetta. Nei primi giorni del gennaio 2008, in un appartamento, viene trovata dai vigili urbani la signora Maria Cialich, di 51 anni, istriana, morta per emorragia interna da tre mesi. Da quando è morta la mamma, tre anni fa, viveva da sola.

Le motivazioni sociologiche di fatti del genere si ripetono: decadenza del tessuto sociale, crescente isolamento ed egoismo delle persone d’oggi, destino segnato per anziani e per le circa 50.000 persone che nella nostra città vivono sole, senza relazioni stabili, nell’anonimato; persone che decidono di arrangiarsi, di risolvere da sé i propri problemi, spesso per i fatti della vita, spesso per scelta, per vivere liberamente, perché i legami comportano obblighi. Per accorgersi che queste persone esistono non è sufficiente neppure che muoiano: il caso della signora Maria lo dimostra; la storia di parecchi barboni e ‘sbandati’ lo conferma. In questa nebbia di rapporti inesistenti il rischio è che non vediamo l’altro; che non ci vediamo tra di noi. Continua a leggere

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