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Anno 2009. Altra svolta

Il servizio mense passa ad AGEC

A Verona il servizio mense scolastiche è stato sempre gestito dal Comune, con mense in 165 scuole; 67 centri cottura pasti; 15.000 pasti al giorno.

Nel 2009 il servizio mense per le scuole d’infanzia comunali, primarie e secondarie, passa a AGEC, che lo affida a società esterne. Col risparmio si potranno ammodernare cucine e impianti.

Sono 300 i dipendenti: cuochi, aiuto cuochi, custodi, bidelli, guardarobieri, addetti alle pulizie. Sono 230 i lavoratori precari, a tempo determinato, assunti da agenzie. Spettro disoccupazione per circa 40 lavoratori precari; l’impegno ad assumerli fa la differenza tra le aziende concorrenti.

Base d’asta per l’assegnazione del lavoro: 17 milioni, per tre anni.

Anno 2012. Ulteriore svolta:Servizi cimiteriali e onoranze funebri passano ad AGEC

AGEC crea una società per servizi cimiteriali e onoranze funebri. Presidente del CdA: Francesca Toffali; consiglieri: Renata Franchini ed Edoardo Nestori. Stipendi ad amici?

Valdegamberi: “Presidente e consiglieri operino gratis e siano scelti per le loro capacità, non per appartenenza a una lista che ha concorso alla vittoria del Sindaco”. Qualcuno ci fa caso?

E’ previsto un investimento rilevante nel settore crematorio.

Nota di Tito Brunelli. Il fatto che servizi importanti: farmacie, mense e cimiteri passino ad AGEC è segno di grande apprezzamento del sindaco Tosi nei confronti del dg di AGEC Tartaglia.

Questo che fa emergere ancora di più il danno prodotto dal suo comportamento, che lo porta a due condanne in primo grado. Il Sindaco aveva anche un altro scopo, dichiarato: recuperare soldi subito spendibili per coprire i buchi del bilancio comunale.

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Ottobre 2013: in AGEC iniziano tre anni senza pace

Il sindaco Tosi avvia il tempo di passione…espropriando AGEC del suo compito e dei suoi soldi

AGEC è azienda comunale per la gestione di alloggi popolari e immobili di pregio, in gran parte provenienti dal lascito Forti.

Dal 2009 al 2012 il sindaco Tosi affida a AGEC e ai suoi responsabili tre nuovi compiti di primaria importanza: la gestione delle farmacie comunali, delle mense scolastiche comunali, di cimiteri e onoranze funebri. E’ un grande atto di fiducia del sindaco Tosi nei confronti del dg di AGEC: Sandro Tartaglia. Ma cosa succede qualche mese dopo?

Ottobre 2013: Tartaglia e i collaboratori Campedelli e Tagliaferro sono in carcere. Da dicembre 2013 sono agli arresti domiciliari. Nel dicembre 2014 sono condannati per presunti bandi mense comunali pilotati. Tornano liberi, ma interdetti dai pubblici uffici per 3 anni e 9 mesi.

Dicembre 2015. Seconda condanna per i dirigenti AGEC per presunto concorso truccato per la nomina del nuovo direttore generale.

Per informazioni dettagliate rinviamo alla serie di articoli pubblicati negli scorsi anni.

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Non solo inchiesta penale. Ecco la Giustizia amministrativa.

Dicembre 2013. I grattacapi giudiziari per AGEC continuano in sede di giustizia amministrativa. Il TAR del Veneto e il Consiglio di Stato infatti chiedono documentazione e accertamenti su gara delle mense e servizi cimiteriali, vinti da imprese non coinvolte nell’inchiesta penale.

Le mense. Nel giugno 2013 la ditta “Vivenda spa”, esclusa, ha presentato ricorso contro l’aggiudicazione dell’appalto. Sono significativi gli incroci con l’inchiesta penale. Un punto del bando riguarda il numero dei dipendenti impiegati per il servizio di ristorazione appaltato da AGEC. I magistrati vogliono “conoscere l’organigramma del personale impiegato nel servizio mensa e la collocazione operativa”, per confrontarlo con quello proposto dalle società aggiudicatrici al momento della partecipazione alla gara. Una volta avuta la documentazione, il TAR deciderà sul ricorso di “Vivenda spa”. Una prima risposta circa i risvolti penali della vicenda è arrivata dal perito nominato dal Pm nella parte della sua relazione dedicata al personale delle due imprese di ristorazione: “Trattandosi di elemento di valutazione per l’aggiudicazione dell’appalto, ritengo che la mancata assunzione di personale da parte dell’impresa vincitrice, optando per l’affidamento in subappalto che ha attualmente in carico il personale, comporti la violazione degli elementi fondamentali costituenti l’offerta di gara”. Di più: l’esperto ricorda che per questo requisito “fu attribuito uno specifico punteggio”. Una già ricordata intercettazione dei militari della Finanza (il 20-4-13) completa il quadro: il dirigente Stefano Campedelli, rivolgendosi a Giorgia Cona, indagata e considerata dall’accusa commissario ombra e quindi “abusiva” nel procedimento di assegnazione dell’appalto delle mense, discutono sulla casualità dei punteggi. Campedelli dice che “stiamo inchiappet … bene la Vivenda spa”.

Servizi cimiteriali. Anche in questa assegnazione la giustizia penale si incrocia con quella amministrativa. Continua a leggere

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Terza indagini e ipotesi di reato contro AGEC: Riguardano i servizi cimiteriali

La gara per affidare l’appalto dei servizi nei 23 cimiteri cittadini sarebbe stata eseguita con le stesse modalità di quella per le mense scolastiche, con una variante decisiva: la commissione giudicante, presieduta da Tartaglia, contestò l’offerta della ditta prima classificata, che ha proposto un ribasso del 14,70%, fino a determinarne l’esclusione.

Ascoltiamo i periti che la Procura ha incaricato delle indagini: “Le scelte di AGEC hanno lo scopo di assegnare lavori, servizi e forniture a un ristretto numero di imprese e a impedire la concorrenza di altre. Si decideva anche in ragione della provenienza geografica delle imprese concorrenti: non dovevano essere estranee al tessuto veneto”. In altre parole: erano favorite le aziende venete. La ditta vincitrice, poi esclusa, la “Multiservice srl”, ha sede in Molise. Questa ditta ha fatto ricorso al TAR contro la sua esclusione e lo ha vinto. La decisione spetta al Consiglio di Stato.

La magistratura indaga il direttore e il capo e un dipendente del Servizio manutenzioni di AGEC. Sono accusati (i dipendenti AGEC indagati diventano 10) di abuso d’ufficio e turbativa d’asta. I due sono coinvolti per filoni di inchiesta di cui non è emerso il contenuto.

Il gip: “L’inchiesta arriverà a maturazione. Il non rispetto delle regole è consuetudine in AGEC; dimostra l’impropria attribuzione di funzioni e la sistematica violazione delle regole, in funzione di scopi propri, estranei all’amministrazione”.

Per questa vicenda la procura ha disposto il sequestro di beni degli indagati. Hanno vinto la gara la “Bonazzi srl” e la “Cooperativa San Michele”.

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Un po’ di storia di AGEC

L’Azienda gestione edifici comunali (AGEC) è nata a Verona il 6-12-1909. Si occupa di edifici comunali e dell’assegnazione di case popolari. Negli ultimi 15 anni ha assunto nuove competenze, triplicando il numero dei dipendenti e maneggiando molto denaro. Dal 1996 lo statuto di AGEC è stato modificato 7 volte per accogliere nuovi rami d’azienda che il Comune, socio unico, le cede per tornaconto contabile. Al vertice, ininterrottamente, c’è il direttore generale Sandro Tartaglia, sempre più potente, architetto della crescita dell’azienda; crescita che ha fatto comodo ai sindaci Michela Sironi e Paolo Zanotto e soprattutto a Flavio Tosi: il Comune ha aggiustato il suo bilancio, trasferendo ad AGEC servizi e personale e incassando in cambio denaro contante: partite di giro, senza nessuna entrata di euro, a vantaggio delle casse comunali.

Sono andate ad AGEC le farmacie comunali, per 40 milioni presi nelle casse di AGEC; esborso che ancora oggi costringe l’azienda a chiudere i bilanci in perdita: 6 milioni di rosso nei conti del 2012. AGEC era proprietaria del solo palazzo Diamanti; oggi, grazie al Comune, possiede immobili per oltre un centinaio di milioni, fatto che le permette di accendere mutui e di indebitarsi con le banche, come è avvenuto con il mutuo di 25 anni per l’acquisto delle farmacie.

Il boccone più grande, nel 2009, è l’affido della gestione delle mense scolastiche e dei circa 500 dipendenti, Continua a leggere

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