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Scricchiolii. Quale progetto per i senza dimora?

Ogni anno, nel tardo autunno, si torna a parlare delle persone senza dimora (persone? Alcuni discorsi e alcune scelte fanno pensare che per molti, anche nelle istituzioni, non siano persone a tutti gli effetti o, per lo meno, che siano gente da allontanare da Verona). Anche nel 2012, ai primi freddi, le forze dell’ordine hanno censito persone scovate negli scantinati dell’ospedale di Borgo Trento. Sorprende il loro aumento numerico. Alternativa: la strada.

Aumenta il loro numero e mancano i 40 posti di corte Marini, chiusa dall’Amministrazione, e i 30 della Locanda, gestita dalla Caritas, di fronte a Il Samaritano. L’assessore Anna Leso è tranquilla. Sono pronte le soluzioni alternative. Se ci saranno problemi si ricorrerà, come nei mesi scorsi, a una tensostruttura (molto costosa). Emergenza; non soluzioni. Continua a leggere

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La grande cacciata. Conosciamo meglio Flavio Tosi (17)

Centro o periferie per i barboni? O nessuno dei due?

Aprile 2009. Flavio Tosi, sindaco: “Non esistono distinzioni tra centro e periferia. Ovunque si deve garantire la vivibilità. Interveniamo dove ci sono segnalazioni. Serve garantire il rispetto della legalità da parte dei barboni, ai quali è offerta l’alternativa dell’accoglienza. I bagni pubblici non sono una risposta: li frequenterebbero tossici e ubriachi. Meglio evitare occasioni di bivacco e individuare soluzioni come ‘Il Samaritano’ e la sala di fronte alla Fiera, per i pasti”, per curare igiene e  pulizia. Continua a leggere

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La grande cacciata. Conosciamo meglio Flavio Tosi (16)

Persone senza dimora dormono nel centro storico? Mai. Il decoro della città esige che siano cacciate

Aprile 2009. Piazza Dante, piazza Indipendenza, Palazzi Scaligeri, cortile del Tribunale, corte Sgarzerie e zone limitrofe: luoghi di bivacco. Di giorno sui gradoni della Loggia di Fra’ Giocondo siedono turisti e veronesi; di notte la zona diventa dormitorio a cielo aperto e tappa della Ronda della Carità, che porta cibo e coperte ai barboni. Quelli abituali sono una decina; dormono su letti di cartone. Continua a leggere

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Verona cambia pelle

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LA  CACCIATA  DELLE PERSONE  SENZA  FISSA  DIMORA

Articolo inviato e non pubblicato da l’Arena.

Dopo le elezioni comunali del 2007, a un giornalista che mi chiedeva una valutazione del risultato elettorale, ho detto che esso era il segno che noi Veronesi stavamo cambiando pelle.

Sempre i poveri e i diversi hanno creato imbarazzo in molti, fastidio in altri, partecipazione umana in altri ancora. Al di là delle scelte personali, era determinante l’atteggiamento sociale. A Velo, il paese in cui sono cresciuto, Comune, parrocchia, bottegai, contadini, allevatori e famiglie erano al fianco di chi aveva bisogno del necessario per vivere. Noi bambini a scuola, spronati dai genitori, ci davamo da fare a favore di chi, tra noi, era in difficoltà nello studio e non solo. Questi nostri amici partecipavano ai nostri giochi. Continua a leggere

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I senza fissa dimora. Per loro il sindaco Tosi prepara le guardie armate

 

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Il dramma di Ianus, l’uomo di nazionalità polacca vittima dello scoppio di una bombola nei giorni di Natale nella sua roulotte al Quadrante Europa, ripropone la questione “persone senza fissa dimora”. Il vescovo Zenti interviene lodevolmente nella volontà di affrontare alla radice il problema. L’assessore ai servizi sociali Bertacco si dichiara disponibile a collaborare. Dice che “con il cambio di Amministrazione non c’è stata riduzione di posti letto per i senza tetto” e che nelle strutture comunali ci sono posti liberi. Continua:”La sola assistenza di queste persone non funziona più. Bisogna attivare percorsi con l’obiettivo del reinserimento sociale”. Ho avuto per tre anni la responsabilità dei ‘servizi sociali’. Al mio arrivo i posti letto attivi tutto l’anno erano 163: 100 gestiti da privati convenzionati con il Comune (Comunità dei Giovani 55; La casa per gli extracomunitari 20; San Vincenzo 10; Casa della Giovane 2; Il Maggiociondolo 4; Sol.Co. 9) e 63 gestiti direttamente da Comune al dormitorio ‘Camploy’. Continua a leggere

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