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Regolamento del Comune di Verona per la tutela degli animali

In seguito a un articolo pubblicato sul nostro giornale “Progetto Verona”, Carmelo Furnari, medico veterinario, coordinatore del ‘Forum veterinaria’ del Patito Democratico di Verona, ci ha inviato un lavoro preparato per il

REGOLAMENTO del COMUNE di VERONA per la TUTELA DEGLI ANIMALI

CONSIDERAZIONI POLITICHE

Che il Comune di Verona abbia deciso di dotarsi di un regolamento per la tutela degli animali in città è fatto positivo e come tale va apprezzato: giova agli animali, al loro benessere e a chi li possiede. Giova anche a chi non convive direttamente con animali, ma può subire, in vari modi, gli effetti non graditi della loro presenza: fecalizzazione, degrado, rischio di aggressioni, disturbo della quiete, pericolo di diffusione di malattie. Continua a leggere

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Nidi comunali: regolamento stravolto

Richieste di ammissione ai nidi, in città – anno 2008-09: 1231. Posti comunali disponibili: 1100.

A fine aprile 2008, il regolamento sui nidi non viene approvato dal Consiglio comunale, che lo rinvia alla Conferenza dei capigruppo e alla commissione servizi sociali. Ne esce un nuovo regolamento che non privilegia più le coppie regolarmente sposate. Fattore determinante per l’accesso agli asili nido diventa il reddito. Continua a leggere

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Asili nido a Verona: c’è posto per chi? Il dibattito

Questo articolo è la continuazione di quanto pubblicato il 7 maggio.

Viene riportato il resoconto dei dibattiti che si sono tenuti nei diversi organismi politici cittadini. E’ un po’ lungo ma si è preferito essere il più esaurienti possibile.

Maggioranza.

– Papadia Salvatore (capogruppo di Forza Italia): “Il nostro programma garantisce la tutela della famiglia tradizionale, alla quale, per nostra precisa volontà, vanno un punteggio maggiore e grande attenzione rispetto a coppie di fatto e a separati. Chi è separato e i nuclei disagiati e a basso reddito percepiscono assegni familiari maggiori. Bisogna aiutare, con servizi di sostegno, le coppie che hanno un progetto comune, con figli da allevare. Chi si separa o divorzia deve sapere che andrà incontro a questi inconvenienti. Le madri single hanno un punteggio più basso, ma riserviamo una quota del 2% alle ragazze madri, per aiutare chi compie la scelta coraggiosa di non abortire”.

Pavesi Antonia (presidente Commissione consiliare V – lista Tosi): “Con questo regolamento diamo una risposta più fedele alle esigenze della società veronese. Le norme servono a dare un segnale: ti sposi? Devi mantenere l’impegno”.

Traverso Elena (Alleanza Nazionale): “I figli di ragazze madri sono discriminati rispetto a quelli delle coppie coniugate e delle vedove. I punti anche per loro devono diventare 20. Le ragazze madri si trovano a dover gestire una situazione di difficoltà a causa dell’irresponsabilità altrui e non hanno né alimenti né reversibilità della pensione. Poi io sono contraria all’aborto: ci affianchiamo alle ragazze madri e diamo loro un sostegno reale: invogliamo a portare a termine la gravidanza. Un asilo privato costa anche 700-800 euro al mese e una ragazza da sola non può permetterselo. Benetti prevede una riserva per le ragazze madri pari al 2%, ma, oltre a trovarla decisamente insufficiente, eticamente trovo più corretto alzare il punteggio, anche per una questione di principio. Non ci deve essere divario di punti tra la vedova e la madre single. La Traverso propone un emendamento, approvato dalla Commissione: dare ai bambini delle ragazze madri 20 punti, lo stesso attribuito ai figli delle vedove. Propone pure di portare dal 2 al 5% la quota di riserva dei posti disponibili per figli di ragazze madri.

Miglioranzi Andrea (capogruppo “lista Tosi): “Le perplessità ci sono”. Continua a leggere

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Asili nido a Verona: c’è posto per chi?

Criteri a cui ispirarci.

Chi accogliere negli asili nido comunali? L’argomento sta coinvolgendo molti cittadini di Verona in questo periodo di stanca amministrativa. Vedremo in seguito i dati. Premettiamo alcuni criteri di valutazione della questione.

° Il primo riguarda soprattutto i cattolici praticanti, componente consistente di chi legge queste pagine. Nell’ultimo anno si è parlato spesso di “principi non negoziabili”. Tra questi c’è certamente la famiglia, alla quale teniamo molto. Constatiamo ancora una volta la particolarità e la difficoltà della politica e dell’amministrare: un principio condiviso, se è applicato ideologicamente (= in base a riferimenti rigidi, non mediabili, che non tengono conto delle situazioni della vita) può portare a risultati opposti a quella che ci si propone. La “Dottrina sociale della Chiesa” è per noi riferimento essenziale; il compito del politico cattolico è di puntare al meglio possibile, nel confronto costante con la realtà della vita.

° Il secondo, collegato al primo, riguarda l’assegnazione del punteggio per l’inserimento dei nostri bambini al nido comunale. Il regolamento proposto, per stabilire criteri e punteggio, non prende in esame i bambini, i loro diritti e i loro bisogni; si riferisce invece alla condizione familiare dei genitori, privilegiando quelli regolarmente sposati e che vivono un buon rapporto familiare. Lo scopo è premiare i genitori virtuosi o cercare il meglio per i bambini? Continua a leggere

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