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Casa di Giulietta e illuminazione pubblica

                                          Fa capolino il project financing       

Sindaco Tosi: “La Casa di Giulietta è gestita male e non dà reddito. Qualsiasi ente locale valorizzerebbe al massimo questo cortile con milioni di visitatori; a Verona è luogo di degrado, accessibile gratis e gestito in modo disordinato e confuso. E’ impensabile andare avanti così. Se arriva una proposta seria che garantisca una migliore gestione e un introito molto più alto, perché dire di no? La collaborazione tra pubblico e privato non può essere un tabù. Anzi! L’idea è di affidare a privati la gestione del secondo sito turistico più visitato della città, dopo l’Arena”. Continua a leggere

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Archiviato in AGSM, Il Centro storico, La Verona del sindaco Flavio Tosi

Quale futuro per la Verona dei project financing?

Il project financing è un’operazione pubblico-privata per realizzare lavori pubblici o di pubblica utilità. L’ente affida a un investitore la progettazione, la costruzione e la gestione di un’opera. Le entrate remunereranno il capitale investito. L’Amministrazione Tosi ha basato gran parte dei suoi progetti sul ricorso a privati per opere costose, concedendo loro, in cambio, la gestione e i guadagni delle opere realizzate, per un periodo concordato.
Non mancano i risultati buoni. Basti pensare al Polo Confortini (scelta di Galan e di Biasi) e al futuro Ospedale della donna e del bambino, pensato e finanziato dalle aziende sanitarie. In altri casi i risultati sono da verificare, come nel caso AMIA, al quale accenneremo tra poco. Spesso però i risultati sono deludenti, come per il Passante Nord con traforo delle Torricelle e ponte sull’Adige e per il Piano degli Interventi. Continua a leggere

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Archiviato in AMIA, Aziende partecipate, La Verona del sindaco Flavio Tosi

Riuscirà la Regione Veneto a metter ordine nei project financing?

Giugno 2015.  Luca Zaia, presidente confermato della Regione Veneto, ripesca due proposte fondamentali: la legge sul contenimento del consumo del suolo, con la previsione di fermare per 2 anni i nuovi insediamenti previsti dai PRG e dai PAT, ma non ancora attuati (la cosiddetta “moratoria del cemento”) e la revisione radicale dei project financing, commerciali e infrastrutturali.
Questi nuovi indirizzi della Regione Veneto possono essere uno schiaffo per Verona.  Perché? Continua a leggere

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Archiviato in Amministrazione Tosi, La Verona del sindaco Flavio Tosi, Verona e il suo Territorio

Seconda batosta

La Regione guarda con sospetto il project financing.  E la Verona dei project financing che fa?

 Febbraio 2014. Corte dei Conti del Veneto: “Il project financing consente alle Amministrazioni di costruire opere pubbliche ad alto costo con il concorso di privati; però la modalità va rivista a favore dei Comuni, che ne devono trarre vantaggio”. Il rischio riguarda la realizzazione dell’infrastruttura: la ritardata consegna, il mancato rispetto degli standard predeterminati, costi aggiuntivi di importo rilevante, deficienze tecniche, interventi esterni negativi, il rischio ambientale.
La Regione decide di rivedere i project financing. Luca Zaia: “Quelli sulle infrastrutture vanno bene: le spese si ripagano con i pedaggi. Per quelli della Sanità (ampliamento, ammodernamento, realizzazione di nuovi ospedali), complici i servizi per calore, mensa e pulizia, non ci siamo”. Continua a leggere

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Critiche pesanti, capaci di stroncare l’Amministrazione Tosi, vengono da tecnici comunali

Passante Nord. Alcuni tecnici comunali si chiedono se è possibile procedere alla nuova gara per realizzare il tunnel a una canna, dato che i 53 milioni che Autostrada A4 si dice pronta a mettere a disposizione per il traforo, al momento non ci sono.

Si chiedono: “Si può procedere “come se” quei soldi ci fossero? O è meglio che si riveda il Piano economico finanziario, in modo da renderlo sostenibile anche senza quei 53 milioni?”.

Il dubbio viene dall’interno: da funzionari comunali. Il rilievo è forte.

Ex Arsenale. E’ pezzo pregiato del patrimonio immobiliare cittadino. In seguito a forte pressione popolare, il Sindaco spiega al responsabile della Rizzani De Eccher, il gruppo che intende ristrutturare e gestire l’immobile con una valorizzazione anche commerciale, che il project financing per il nuovo Arsenale va bene, ma i 99 anni di affidamento dell’immobile sono troppi. Si può puntare a 80, per il 30% dell’area ad uso privato. La modifica è sostanziale. Occorre far quadrare i conti. De Eccher si riserva la risposta. Da allora: silenzio. Il Sindaco si occuperà personalmente della questione. Forse altri imprenditori sono interessati, come la finanziaria Finint, presieduta da Enrico Marchi. L’idea è costituire un fondo immobiliare, con varie partecipazioni. Il Comune parteciperebbe con l’Arsenale, Palazzo Pompei e l’ex convento di San Domenico. L’Arsenale piace anche a catene della grande distribuzione.

Opposizioni (PD, M5S, Forza Italia) e Comitato di residenti chiedono che l’intera area resti a uso e a gestione pubblici. Bertucco (PD): “Dopo tanti annunci, anche l’intervento all’Arsenale è ai box di partenza e il Comune tiene in banca i 12 milioni che potrebbero essere impiegati per arrestarne il declino. L’idea del fondo immobiliare può andar bene per edifici che si intende dismettere: si aspetta che il privato tolga le castagne dal fuoco; ma questo è il contrario di ciò che fanno le Amministrazioni serie. Dal 2007 assistiamo al vuoto di idee e proposte, a pressapochismo e a dilettantismo senza precedenti. Anche gli altri edifici storici vengono buttati sul mercato a seconda delle esigenze di bilancio. Senza Cariverona e Cassa Depositi e Prestiti ci sarebbero state vendite?”.

E siamo a fine luglio 2015.

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Alla caccia di soldi

Una domanda viene spontanea: nei prossimi mesi di Amministrazione, tra difficoltà crescenti, come farà il sindaco Tosi a chiudere in pareggio i bilanci?

Negli scorsi anni l’Amministrazione ha venduto immobili preziosi:

Palazzo Forti: 33 milioni da Cariverona,

Palazzo del Capitanio: 18 milioni da Cariverona,

Palazzo Gobetti: 6,4 milioni,

Ex bar Borsa di corso Porta Nuova: 3,9 milioni,

Ex caserma Principe Eugenio: 5,4 milioni,

Ex Magazzini Generali: 30 milioni da Cariverona, Continua a leggere

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Rischio del ridicolo

L’Amministrazione Tosi guarda alle elezioni comunali del 2017. Ripete promesse e annunci su:

– Fondazione Arena (perché non si è intervenuti in occasione del centenario della stagione lirica?). Pesante è il debito di 25 milioni: 16 da restituire a Unicredit; due a Banco Popolare; 6 ai fornitori. Alcuni enti cittadini e grandi banche offrono un buon finanziamento. Si valuta un concorso internazionale per la copertura dell’anfiteatro,

– filobus,

– Ikea, Continua a leggere

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