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Scricchiolii. Verona era uno snodo fondamentale delle Ferrovie dello Stato. E ora?

Verona, in posizione geografica strategica e all’incrocio tra i corridoi europei uno e cinque, era un nodo portante della rete ferroviaria italiana, in un Veneto diviso in due aree, ognuna con direzione compartimentale: quella orientale a Venezia; quella occidentale a Verona. La riorganizzazione in atto accentra tutto a Mestre, trasferendovi da Verona, tra molti disagi, 300 dirigenti, funzionari, capitreno e macchinisti, senza referenti precisi, se non un numero verde a Venezia.
Conseguenze:
– nel 1994 le ferrovie impiegavano a Verona circa 12.000 persone; oggi sono circa 3000;
– da Verona dipendevano i nodi di Bolzano, Mantova, Rovigo. Ora non è più così e c’è il rischio di perdere anche la direzione dei treni sulla Verona-Bologna, a vantaggio del capoluogo emiliano;
– il nodo scaligero perde pezzi in continuazione a favore di Venezia, Bologna e Milano.
– da più di un anno, con la direzione, è sparito da Porta Vescovo anche il presidio della PolFer.
– Trenitalia, nel luglio 2011, elimina 27 corse regionali, poco frequentate, anche sula linea Verona-Legnago-Rovigo: tutti convogli usati da lavoratori pendolari e studenti. Continua a leggere
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Archiviato in Riflessioni, Verona che non cambia