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I dati che abbiamo sulla mafia tra noi, a Verona

In città si parla da anni (si parla) di investimenti milionari: Alta Velocità, Passante Nord con traforo delle Torricelle e ponte sull’Adige, Nogara-mare, filobus, ….

Il ricco boccone può stuzzicare l’appetito della criminalità organizzata.

Anno 2008

– il procuratore Papalia avvia un’indagine sullo spaccio di droga: Verona risulta la prima provincia veneta per quantità di droga intercettata: il 30% di quella regionale.

– Novembre. Degli 11.552 terreni, appartamenti e immobili confiscati alla mafia in Italia, 71 sono in Veneto e, di questi, 25 in provincia di Verona: a Sanguinetto, Cerea, Castel d’Azzano, Oppeano.

Anno 2009

– Oppeano. Vengono sequestrati beni intestati ai fratelli Zucco, originari di Locri, della ‘Ndrangheta della Locride, per un valore di 200.000 euro. Sono ufficialmente camionisti, coinvolti in traffici di stupefacenti insieme con cittadini del veronese. Uno di loro, Roberto, è ritenuto della ‘Ndrangheta. Continua a leggere

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Verona : ci sono o no le mafie nella nostra città ?

Aprile 2011. Da Reggio Calabria arrivano nella sede comunale di Verona il Procuratore Prestipino, il dirigente della Squadra mobile Cortese, il giornalista Badolati. Tema: la presenza mafiosa in terra scaligera. Discorso che fa rabbrividire chi si ostina a pensare che questa terra sia vergine in materia. Prestipino: “A Verona c’è la presenza stabilizzata di cellule criminali di matrice mafiosa”.

Badolati: “Qui lavorano la cosca crotonese dei Vrenna-Bonaventura e il clan di Rocco Anello. Mafia e soprattutto ‘Ndrangheta sono già nel veronese”.

Sono presenti il Prefetto Perla Stancari, solo una decina di Consiglieri e 30 cittadini. Continua a leggere

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Voci dal e sul Veneto. Bella gente che vuole avere, non essere

*Franco Zanardi – Confindustria: “Le critiche rivolte anche a Confindustria sono giuste. Gli imprenditori non vogliono sentir parlare di infiltrazioni mafiose, altrimenti si devono affrontare”.

* Safiotti, imprenditore calabrese: “Il Nord Est fa affari; non guarda la provenienza dei denari. Dalla criminalità organizzata è agognato come terreno di investimenti e di residenze, fertile per la finanza criminale. Le imprese del Nord vogliono questi legami. Non crediate di essere esenti dalla malavita organizzata e mimetizzata. E’ quando c’è il silenzio che vi dovete preoccupare: vuol dire che i loro affari vanno bene”.

* Musella di “Riferimenti”: “Se la mafia è qui è perché qualcuno si presta a farci affari”.

* Maino Marchi (P.D.): “La mafia si muove con investimenti economici: asfissia le piccole aziende e le incorpora nel riciclaggio. Butta fuori dal mercato chi lavora onestamente. Parte dell’economia locale è connivente”.

* Pietro Grasso, procuratore nazionale anti mafia: “La mafia allunga i suoi tentacoli in Veneto: investe profitti illeciti; si inserisce nell’imprenditoria sana con capitali che, nella crisi di liquidità, hanno un potere maggiore; finanzia aziende in difficoltà. La crisi aiuta la mafia. Continua a leggere

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La mala erba in Veneto?

Ci illudiamo e facciamo finta di nulla, ma la verità salta fuori. Meglio prima se vogliamo salvarci.

Anno 2008 in Veneto:

– sesta regione per quantità di droga sequestrata;

– nona regione per beni confiscati al crimine organizzato: 78 immobili;

– numerose operazioni finanziarie sospette;

– Commissione parlamentare antimafia: in Veneto opera la cosca dei Grandi Aracri di Cutro.

Anno 2010:

– Sono 689 le operazioni finanziarie sospette documentate dalla Dia nei primi sei mesi.

– Autunno. Un imprenditore calabrese, in passato denunciato per associazione mafiosa, tenta di investire 12 milioni nella ricostruzione post alluvione. Scoperto dai carabinieri di Verona.

Anno 2011.

– primo semestre: rispetto ai sei mesi precedenti le denunce per usura sono diminuite del 63% (caso unico in Italia), mentre la segnalazione di operazioni bancarie sospette è aumentata del 23%. C’è il sentore che la presenza mafiosa in Veneto sia più pronunciata di quanto emerso e che parecchi non denuncino ciò che sanno e che hanno subito.

– Aprile. Indagine “Serpe”: ha coinvolto una cinquantina di imprenditori nostrani, finiti nel giro usuraio gestito da una compagine criminale collegata al clan camorristico dei Casalesi. Tirano le fila personaggi collegati alle ‘ndrine calabresi. Continua a leggere

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Lo Stato estraneo

* Nell’ambito criminale l’unità d’Italia esiste. Le ragioni socio economiche sfuggono solo a chi si gira dall’altra parte. Molti mafiosi sconfitti nel Sud si sono trasferiti al Nord. Si nota una strana differenza: al Sud la gente si sta mobilitando; al Nord pochi collaborano. E’ radicato un sentimento di estraneità verso lo Stato e di indifferenza verso l’interesse collettivo: noi Italiani non abbiamo il minimo turbamento quando neghiamo a Cesare quello che è di Cesare.

Ce la sentiamo di schierarci dalla parte delle Istituzioni e della legge e di dichiarare che è nel giusto chi le difende?

La criminalità organizzata è radicata al Sud, dove è la maggior parte dei centri decisionali; ma è da tempo al Centro e al Nord il suo mercato più ricco: vastissimo, in crescita, in nero. Il 7% della ricchezza del Nord finisce nel consumo di droga. Più della metà del fatturato criminale è legato al traffico di stupefacenti. Continua a leggere

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Le mafie riguardano solo il Sud?

* Pierpaolo Romani di Avviso Pubblico, associazione anti mafie: “La mafia è diffusa e presente, con grande disponibilità di denaro, ovunque c’è un tessuto economico forte. Minaccia tutto il mondo economico e finanziario. Il ricco Nord Est è terra di reinvestimento, di riciclaggio di enormi profitti. La vera emergenza sicurezza in Italia sono le mafie e la corruzione”.

* Procuratore Caselli: “L’impresa criminale diventa impresa economica. La mafia prospera in imprese legali di copertura; compra i migliori cervelli; sta nelle maggiori città italiane; lì reinveste, costruisce, presta danaro, accumula capitale: è un progressivo avvelenamento dell’economia pulita e della concorrenza. L’economia sana non può competere. Oggi il mafioso è in doppiopetto, laureato, con attività professionali. La questione morale è impallidita, se non eclissata: se non uccide, la mafia non presenta problemi. L’assuefazione è il danno peggiore che possiamo farci”. Continua a leggere

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Strano popolo in nostro: più della corruzione preoccupa Equitalia

In Italia è illegalità di massa :

– ogni anno l’evasione fiscale è di 270 miliardi (tra le più alte del mondo): il 19,2% del Pil;

– la corruzione costa 60 miliardi;

– il valore complessivo dell’economia sommersa è di 400 miliardi: il 27% del Pil;

– le mafie hanno un giro di affari annuo di 170 miliardi: il 12% del Pil; tra il 15 e il 20% del Pil di Sicilia, Calabria, Campania e Puglia. Alle mafie paghiamo una tassa occulta di mille euro all’anno a testa: 50 – 60 miliardi.

– il riciclaggio di denaro sporco incide sul 10% del Pil nazionale;

– l’economia sommersa, senza eccezioni geografiche, è di circa 270 miliardi.

Lo scudo fiscale favorisce la cultura dell’evasione e della corruzione, terreni culturalmente fondamentali per il crescere della mafia imprenditrice. Continua a leggere

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