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Elezioni amministrative 2012: candidati sindaci e legami con il mondo cattolico

“Gerico News” ha posto a Tito Brunelli una domanda: “Perché nella Verona ‘cattolica’, nelle prossime elezioni amministrative comunali, nessun candidato vive profondi legami con il mondo cattolico?”.
“Progetto Verona” pubblica la risposta e chiede le vostre riflessioni sul tema”.
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Una domanda, il mio punto di vista.

La domanda: perché i cattolici contano così poco nella politica della Verona fedele?

E’ in atto il percorso verso le primarie per la scelta del candidato Sindaco che, nella prossima primavera, presumibilmente sfiderà Flavio Tosi per la carica di Sindaco della nostra città. Tra i candidati degli schieramenti in campo nessuno ha forti e riconosciuti riferimenti alla comunità cristiana. Questo nella città di Verona, segnata da una forte presenza di credenti, in particolare  di cattolici. Non perché la locale comunità cristiana sia insignificante. Anzi: è presenza decisiva anche dal punto di vista culturale e sociale.

Le motivazioni vanno cercate nel processo storico degli scorsi decenni.

Il mio punto di vista: quello di una persona che, per più di 25 anni, ha avuto un ruolo da protagonista riconosciuto nella vita ecclesiale e sociale veronese.

Per capire cosa, secondo me, è successo e succede, richiamo alla nostra attenzione momenti precisi vissuti direttamente da me, ma anche da chi, tra i lettori, ha oggi dai 60 anni in su.

Settembre 1965 (avevo 19 anni). Boscochiesanuova: Quattro giorni unitaria dell’Azione Cattolica veronese. La prima fila del teatro era occupata da parlamentari, sindaci e politici della Democrazia Cristiana. Un giovane di 25 anni, presidente della GIAC (giovani di A.C.), riferendosi al dibattito conciliare in atto, con poche parole secche fa presente che non era gradito lo schieramento delle autorità politiche e amministrative. Basta collateralismi. Era auspicabile la netta distinzione dei ruoli: la politica doveva percorrere la sua strada e non cercare voti tra i laici cristiani di A.C.

Seguì un lungo e convinto applauso, segno che un momento della storia di Verona era finito. Anch’io applaudii, con fierezza.

Nessuno ci spiegò che quanto detto era una parte della verità; che era dovere di tutti, anche dei cattolici, come tali, evitare ogni estraneità alla politica. Diventammo proprio estranei. Continua a leggere

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Cosa resterà di questi anni?

Lettera inviata al giornale “L’Arena” e non pubblicata

Alla Direzione de “L’Arena”

Cosa resterà di questi anni?

Più di 20 anni fa, ad Assisi, durante un viaggio di istruzione con i miei alunni, di fronte alla magnificenza delle opere d’arte che ci erano di fronte, mi è capitato di cantare una canzone del tempo: “Che cosa resterà di questi anni 80?”. Nacque una ricerca che ci accompagnò per mesi.

Oggi, in vista delle prossime elezioni amministrative, è bene che ci facciamo la stessa domanda: “Che cosa resterà di questi primi anni del nostro secolo?”.

Limitandoci all’amministrazione della nostra città e lasciando da parte, per un momento, tutto ciò che è dibattito, confronto e progetto, chiedo agli Amministratori, agli operatori dei mass media, alle realtà vive della città e a tutti i Veronesi: “Ce la sentiamo di guardare negli occhi la realtà? Cosa c’è di nuovo e di bello, che alimenta la speranza, nella Verona del nuovo millennio?”. Continua a leggere

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Piano degli Interventi: lettera a l’Arena

A “L’Arena” – Lettere al Direttore , lettera pubblicata dal giornale

Immaginiamo un giro in elicottero sulla nostra città: la guardiamo dall’alto. Da lassù proviamo a collocare nel territorio comunale 280 cantieri: 280 complessi edilizi piccoli e grandi, fino a grattacieli di 100 e più metri. Proviamo a renderci conto di cosa vuol dire, per Verona, 280 cantieri: tutti nel territorio comunale.

Non è una visione notturna: è ciò che il Consiglio comunale di Verona deve approvare in questi giorni. Certo: i cantieri non si apriranno tutti insieme; sorgeranno nei prossimi 10 – 20 anni. Sono migliaia di abitazioni che chi ci governa decide che ci vogliono. E tutti i discorsi sulla preziosità e sul dovere di salvaguardia del territorio, quelli che facciamo dopo alluvioni e disastri come quelli delle Cinque Terre, di Genova e di tante località della nostra penisola? Discorsi per i convegni. I “politici” guardano ai soldi e ai potenti locali. Continua a leggere

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Lettere a “Famiglia Cristiana” (10)

Riprendiamo dal sito di Famiglia Cristiana le lettere riguardanti le “distrazioni” del premier. Ognuna è seguita da un commento della nostra redazione. Al termine delle nove lettere, riporteremo la risposta del direttore di Famiglia Cristiana.

Dalla rubrica “Colloqui col padre” di “Famiglia Cristiana” n. 26 del 28 giugno 2009 – Direttore: Antonio Sciortino

LA REAZIONE DEI LETTORI SU COMPORTAMENTI DISCUTIBILI

Chi ha l’onore e l’onere di servire il Paese, per di più con una così larga maggioranza, ha il dovere di dedicare tutto il suo tempo al “bene comune” dei cittadini. Senza tante “distrazioni”.

Risposta alle lettere del Direttore don Antonio

«Il presidente del Consiglio non deve illudersi che la Chiesa taccia. La Chiesa non rinfaccia nulla a nessuno, per carità cristiana, ma è evidente che i vescovi hanno una precisa morale da difendere». Così comincia l’intervista a monsignor Ghidelli, vescovo di Lanciano e Ortona, noto biblista, apparsa domenica 21 giugno sul Corriere della Sera, a proposito delle vicende che hanno investito una delle più alte cariche istituzionali del Paese. Continua a leggere

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Lettere a “Famiglia Cristiana” (9)

Riprendiamo dal sito di Famiglia Cristiana le lettere riguardanti le “distrazioni” del premier. Ognuna è seguita da un commento della nostra redazione. Al termine delle nove lettere, riporteremo la risposta del direttore di Famiglia Cristiana.

Dalla rubrica “Colloqui col padre” di “Famiglia Cristiana” n. 26 del 28 giugno 2009 – Direttore: Antonio Sciortino

LA REAZIONE DEI LETTORI SU COMPORTAMENTI DISCUTIBILI

Chi ha l’onore e l’onere di servire il Paese, per di più con una così larga maggioranza, ha il dovere di dedicare tutto il suo tempo al “bene comune” dei cittadini. Senza tante “distrazioni”.

Perché i preti non dicono “qualcosa di cristiano”?

Sono Liliana, sposata con Luigino da 36 anni e ho tre figli. Abbiamo avuto la fortuna di conoscerla durante l’indimenticabile pellegrinaggio dei lettori di Famiglia Cristiana “Sulle orme di san Paolo”, e le abbiamo espresso il nostro pieno appoggio per il suo coraggio nel proclamare il Vangelo. Le scrivo perché mi sono ritrovata in sintonia con il pensiero di Pina ’53 (FC n. 24/2009) e con la sua risposta, che ho fotocopiato e dato ai sacerdoti del mio paese. Lei chiede un “minimo di moralità” ai politici che ci governano, eppure i nostri bravi cattolici appoggiano persone poco trasparenti, che non hanno uno stile di vita sobrio e avversano l’accoglienza degli stranieri. Continua a leggere

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Lettere a “Famiglia Cristiana” (8)

Riprendiamo dal sito di Famiglia Cristiana le lettere riguardanti le “distrazioni” del premier. Ognuna è seguita da un commento della nostra redazione. Al termine delle nove lettere, riporteremo la risposta del direttore di Famiglia Cristiana.

Dalla rubrica “Colloqui col padre” di “Famiglia Cristiana” n. 26 del 28 giugno 2009 – Direttore: Antonio Sciortino

LA REAZIONE DEI LETTORI SU COMPORTAMENTI DISCUTIBILI

Chi ha l’onore e l’onere di servire il Paese, per di più con una così larga maggioranza, ha il dovere di dedicare tutto il suo tempo al “bene comune” dei cittadini. Senza tante “distrazioni”.

È necessario un serio e rapido cambiamento

Leggo volentieri il suo giornale, che interpreta una visione del sociale che mi è affine. Sono rimasta sconcertata dalla protervia con cui chi ci governa di chiara d’essere vittima di calunnie, anziché dare una spiegazione dei suoi comportamenti, quanto meno “inusuali” per una figura istituzionale. Mi ha dato fastidio che anche i giovani industriali, all’incontro di Santa Margherita Ligure, abbiano manifestato un clima di simpatica “collusione”, battendo le mani e ridendo alle discutibili battute e barzellette del presidente del Consiglio. Continua a leggere

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Lettere a “Famiglia Cristiana” (7)

Riprendiamo dal sito di Famiglia Cristiana le lettere riguardanti le “distrazioni” del premier. Ognuna è seguita da un commento della nostra redazione. Al termine delle nove lettere, riporteremo la risposta del direttore di Famiglia Cristiana.

Dalla rubrica “Colloqui col padre” di “Famiglia Cristiana” n. 26 del 28 giugno 2009 – Direttore: Antonio Sciortino

LA REAZIONE DEI LETTORI SU COMPORTAMENTI DISCUTIBILI

Chi ha l’onore e l’onere di servire il Paese, per di più con una così larga maggioranza, ha il dovere di dedicare tutto il suo tempo al “bene comune” dei cittadini. Senza tante “distrazioni”.

I giovani e il grande fascino dell’uomo di successo

Acquisto da molti anni la sua rivista e spesso ho desiderato scriverle, ma non ho mai dato seguito al mio impulso. Ora, però, il cuore trabocca. Nell’ultima campagna elettorale – in cui si è toccato il fondo dello squallore – si è levata una domanda drammatica: «Vi sentireste di far educare i vostri figli da chi è alla guida del Governo oggi?». Domanda arrivata troppo tardi, perché potesse far riflettere seriamente. Continua a leggere

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