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La risposta di Cantone

Cantone risponde al sindaco Tosi, che lo accusa di aver detto una cosa e di averne scritto un’altra, ripercorrendo la vicenda: “Tosi ha presentato una soluzione alternativa per realizzare il Passante Nord: una nuova offerta, in due fasi, aperta alle ditte partecipanti alla gara per valutare eventuali proposte migliorative. Non si era concordato nulla. Abbiamo detto che l’avremmo studiata per verificare, in base alla norma, in un rapporto di collaborazione, se fosse possibile. Abbiamo stabilito che la proposta illustrataci non può essere accolta”.

Il project financing “consiste nel realizzare un’opera in assenza di finanziamento da parte dell’Amministrazione”. Il privato investe e riceve in cambio lo sfruttamento economico dell’opera. Il problema è se, come sostengono il Comune di Verona e Technital, la crisi economica è di tale gravità da consentire di cambiare il Pef. Continua a leggere

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Dicembre 2014. Cambia tutto: No al traforo con una sola galleria.

Per Anac (Autorità nazionale anticorruzione, presieduta da Raffaele Cantone) realizzare il Passante Nord in due fasi temporali successive e distinte non è legittimo: “Mutano in modo significativo le condizioni contrattuali, con una proroga temporale (da 3,5 a 12,5 anni) della concessione e con un mutamento della tipologia dell’intervento, distinto in due fasi, che consente, in tempi brevi, di ottenere una prima remunerazione a favore del concessionario, aprendo una prima carreggiata a doppio senso di marcia”. Il Piano economico-finanziario (Pef) e termini e modalità di esecuzione del project financing non possono essere modificati rispetto alle procedure di gara del Comune”.

Tutto da rifare, quindi. Continua a leggere

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Sesta nota di Tito Brunelli: La questione acqua

Nel territorio del Comune di Verona i rischi legati al regime delle acque sono evidenti, soprattutto in Valpantena e in Borgo Venezia. Preoccupano le frane e gli smottamenti sulle Torricelle. Non va dimenticato però che, negli ultimi anni, vaste aree di Avesa si sono allagate. Si è fatto finta che si trattasse di fatti di poco conto. Se si fa il Passante Nord con traforo, aumenteranno i rischi nelle valli di Avesa-Quinzano-Ponte Crencano, attraversate da tre corsi d’acqua: due a regime torrentizio (i progni di Avesa e Quinzano) e il Lorì, un fiume piccolo, ma fiume, visto che l’acqua scorre in modo permanente. Rischio perché? Continua a leggere

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L’unico vero problema, secondo il Sindaco

Ottobre 2013. Sindaco Tosi: “Non sono in discussione i 53 milioni stanziati dalla Brescia-Padova (A4) per il Passante Nord”. E’ la risposta a quanto afferma Burchi, dirigente di Serenissima: “Il piano finanziario (Pef) deve fare i conti con il calo del traffico. La realizzazione del progetto trova difficoltà. Stiamo studiando soluzioni, impegnative in termini economico finanziari”.
Aprile 2014. Il Sindaco: “L’autostrada deve dare quei 53 milioni. Sono da chiarire tempi e modi”, legati al rinnovo della convenzione per la gestione della A4, bloccata al Ministero Trasporti. Il Pef di Serenissima e il finanziamento di cui si parla da 15 anni dipendono da questa trattativa .
Agosto. Sindaco Tosi: “Contiamo che l’approvazione del Piano industriale della A4 si chiuda in settembre, consentendo l’erogazione dei 53 milioni”. Continua a leggere

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Le banche sborseranno soldi ?

Aprile 2014. Luigi Castelletti, gruppo misto, prospetta che siano le banche a mettere il bastone tra le ruote del traforo e solleva una grana: “Se l’opera sarà realizzata in due tempi, l’Amministrazione si dovrà tutelare: come essere sicura che, una volta terminata la prima galleria, venga realizzata anche la seconda? Allo scopo i costruttori privati devono sottoscrivere una garanzia bancaria, che il Comune possa riscuotere, di pari importo del costo dei lavori. E’ difficile credere che un’azienda che chiede di spacchettare l’opera perché in difficoltà economiche, possa ottenere una simile fideiussione: se deve dare gli stessi soldi alle banche come garanzia, viene meno il risparmio”.

– Ing. Zanoni: “Castelletti ha sollevato il nocciolo della questione. Occorre una soluzione”.

– Bertucco: “L’opera in due tempi raddoppia i costi. Il problema vero è trovare i finanziamenti”.

– Sindaco Tosi: “Non sono preoccupato per la fidejussione”.

I quesiti restano tutti. C’è solo meno baldanza da parte dell’Amministrazione.

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L’impresa Mantovani può realizzare il traforo?

“Mantovani spa” è una delle maggiori imprese italiane di costruzioni.

Inizio 2013. L’azienda entra nell’associazione temporanea di imprese (Ati), capitanata da Technital, che dovrebbe realizzare il traforo delle Torricelle.

Febbraio 2013. Il suo amministratore delegato Piergiorgio Baita viene arrestato.

Marzo. Carmine Damiano, ex questore di Treviso, è il nuovo presidente.

Aprile 2014. La Mantovani si aggiudica un grande appalto a Trieste: una piattaforma logistica a servizio del porto. La Icop, azienda arrivata seconda, ricorre ricordando le vicende giudiziarie che hanno coinvolto la Mantovani e il suo amministratore delegato Pierluigi Baita, cha ha patteggiato per frode fiscale. Con il suo arresto vengono meno le condizioni fissate dal Codice degli Appalti, Continua a leggere

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Traforo a una canna: sì o no ?

Il Popolo delle Libertà si divide:
Daniele Polato: “Il traforo a una canna stravolge il progetto: è illegittimo Le opere di compensazione, dalle quali si attendono ricavi, restano invariate, a vantaggio dei costruttori?”.
Alberto Bozza, capogruppo in Provincia: “Meglio non fare il traforo con una sola galleria, col rischio concreto che la seconda non venga mai fatta. Significherebbe incanalare automobili, camion e Tir, in fila indiana, con intasamenti e inevitabile impatto ambientale”.
Massimo Giorgetti, assessore regionale Lavori Pubblici: “Se si dimezza l’opera, diminuiscono anche le compensazioni ai costruttori?”. Continua a leggere

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