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Il Piano industriale di AGSM

Maggio 2016. AGSM: per 5 anni non ripartiranno forni; non ci sarà alcun inceneritore di rifiuti; l’impianto sarà un grande centro di trattamento e selezione rifiuti, con produzione di gas metano ed energia elettrica: una sorta di enorme isola ecologica. A Transeco arriveranno rifiuti speciali non pericolosi. Investiremo 1,5 milioni per migliorare la selezione e qualche milione per riattivare i digestori aerobici. Questo ci consentirà di produrre energia elettrica e 400 mc al giorno di gas che alimenterà i veicoli di AMIA e, se richiesti, di ATV. Sarà un motore verde che avrà bisogno di discariche”.

Si va verso i cassonetti interrati, con l’obiettivo del decoro in città: niente cattivi odori; niente cumuli di rifiuti. La soluzione, sul modello di Firenze, è allo studio da un anno. Sono 4 le zone individuate: piazza Bra, all’altezza dei bagni pubblici; piazzetta Pasque Veronesi, di fronte a Castel Vecchio; è da definire il posizionamento. Si stanno analizzando piazza Viviani e piazzetta Municipio. Miglioranzi, presidente di AMIA: “Bastano 48 ore concretizzare il progetto. Lo scavo dove posizionare i container è di circa due metri e mezzo. Impossibile ipotizzare una data”.

Giugno 2016. Il Comune di Verona dichiara di pubblico interesse la gara per il project financing della raccolta e smaltimento rifiuti nel Comune di Verona. Continua a leggere

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Cosa succederà a Ca del Bue? Fabio Venturi

Febbraio 2016. Il presidente Fabio Venturi dà tre notizie:

1)“Ca del Bue sarà la nuova sede di Transeco, società controllata da AMIA. Oggi ha sede a Zevio e opera nel recupero e smaltimento di rifiuti speciali. Risparmio, per l’affitto: 200.000 euro all’anno”.

2)”Ca’ del Bue continuerà a selezionare rifiuti con trattamento meccanico-biologico”.

3)“A Ca’ del Bue ci sarà un impianto per la produzione di biogas, che si recupererà da circa 40.000 tonnellate di rifiuto umido. Verrà riattivato il trattamento del rifiuto organico, sfruttando i residui da allevamento (liquame, letame, avanzi di mangime), la produzione alimentare (avanzi di frutta; resti della lavorazione di carne, pesce e latte; avanzi della fabbricazione di birra; avanzi di cibo), le acque reflue di depuratori industriali e comunali. Biogas e biometano saranno utilizzati come combustibile per produrre energia e come carburante, per gli automezzi di AMIA e del gruppo AGSM”.

4)“Gli impianti saranno realizzati con Urbaser, “azienda con la quale i rapporti restano ottimi. Teniamo in gran conto la correttezza con cui si è comportata in questi 6 anni di attesa. I forni a letto fluido potrebbero essere usati per il trattamento termico dei fanghi industriali. Niente forni a griglia. Nessun pericolo per odori e altri tipi di emissione. Ca’ del Bue non sarà un termovalorizzatore”.

Cosa succederà a Ca’ del Bue? I Comitati Continua a leggere

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Ampia sintesi di una intervista a Giampiero Ciglini

Da “Il Corriere di Verona” dell’1 maggio 2016.

Il progetto “inceneritore di Ca’ del Bue” è tramontato per i seguenti mutamenti intercorsi:

– è caduta la possibilità di attingere ai contributi economici precedentemente previsti, in seguito a una normativa nazionale del 2012;

– sono cambiate le richieste: non più 190.000 tonnellate di rifiuti all’anno da trattare, ma 150.000.

In seguito alle mutate condizioni dall’epoca del bando (2010) a oggi, Urbaser, azienda che si è aggiudicata la gara, perché il piano finanziario regga, ha determinato la nuova tariffa della raccolta immondizie a Verona: passa dai 109 euro a tonnellata nel 2010 alle odierne 200 euro, cifra fuori mercato: contraria all’interesse pubblico. Infatti avrebbe inciso pesantemente nelle tasche dei veronesi con un aumento della tassa rifiuti (Tari). Ca’ del Bue così non sarebbe più risorsa per i veronesi, ma ulteriore tassa. A quel punto AGSM ha dichiarato che l’impianto cessa di essere di pubblico interesse e ha azzerato le procedure, a partire dalla gara.

Urbaser cerca un indennizzo: ritiene di poter incassare sui 3 milioni per i costi sostenuti. AGSM invece ritiene di chiudere la pratica senza sborsare danaro. I due enti cercano l’accordo. E’ in atto un confronto per una mediazione: non è colpa nostra se è finita così.

I soldi che Verona ha investito nel progetto sono130 milioni circa. Soldi non del tutto perduti.

L’impianto poi continuerà a lavorare circa 100.000 tonnellate di rifiuti all’anno, Continua a leggere

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Finalmente

In seguito alle molte novità, Urbaser aggiorna la tariffa per smaltire i rifiuti (150.000 tonnellate all’anno) con i forni a griglia, installati e gestiti da Urbaser: si passa da 110 a 200 euro a tonnellata.

Il CdA di AGSM respinge la proposta, “perché aumenta di circa il 20% le bollette energetiche dei veronesi. Non è più conveniente”. AGSM chiude il rapporto con Urbaser dicendogli che “se deve prendersela con qualcuno, questi sta in laguna, non a Verona (Comune e AGSM).

Perciò a dire addio Ca’ del Bue come termovalorizzatore (inceneritore di rifiuti per produrre energia; quindi soldi) non è la Regione, ma AGSM. Per chiudere definitivamente la vicenda, la Regione deve togliere Ca’ del Bue dal Piano regionale rifiuti. AGSM: “Qualcuno non ha il coraggio di presentare una apposita legge per la paura di essere citato per danno erariale”.

La notizia fa uscire gli abitanti del luogo, con le loro case, corti rurali, aziende agricole, da un incubo. “Addio fumi tossici nell’aria. Non ci speravamo più”. Resta l’amarezza per i soldi spesi male. Chi pagherà? Continua a leggere

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Il tira e molla

Gennaio 2016. Una mozione di maggioranza (Lista Zaia e Lega Nord) del Consiglio regionale impegna la Giunta a non attivare inceneritori, neppure quello di Ca’ del Bue. Bastano Schio e Padova. E’ già in atto la diminuzione dei rifiuti urbani inceneriti”.

Perché la decisione diventi operativa e definitiva, c’è bisogno di un nuovo Piano regionale rifiuti. Zaia: “Cancelleremo Ca’ del Bue dal Piano veneto dei rifiuti. Il Veneto è autosufficiente con i due impianti che ha. Prevediamo la differenziata al 76% entro il 2020, soglia già superata nel 2014 da 163 Comuni. Nel 2015 la quantità dei rifiuti urbani inceneriti è diminuita”.

Sindaco Tosi: “Ca’ del Bue non si fa. Ci fu imposto dalla Regione che adesso lo affossa. Meglio per noi. Il tema è serio. Voglio studiare a fondo cifre, numeri e dati. Addirittura il Veneto fa capire che sarà lui a portare fuori regione i rifiuti per smaltirli”.

Bertucco (PD): “Non è sufficiente cancellare Ca’ del Bue dal Piano regionale rifiuti. Vanno costruiti gli strumenti affinché proceda l’obiettivo del 76% di raccolta differenziata entro il 2020”.

Salemi e Albertini: “La Giunta Zaia colmi l’imbarazzante vuoto normativo che ha generato”.

Chiusura senza penale, spera AGSM. Urbaser punta a ottenere il 2,5% di 130 milioni: 3 milioni.

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Chi vuole Ca’ del Bue – 2

Fabio Venturi, presidente AGSM: “Il sindaco Tosi ha sempre confermato che, anche se cresce la raccolta differenziata, Ca’ del Bue resta necessario. Con la crescita della raccolta differenziata, calano i rifiuti che arrivano nell’inceneritore; ma resta una quota da smaltire, che non può essere riciclata. Se non andrà a Ca’ del Bue, la Regione si prenda la responsabilità di dire cosa se ne farà. Si deve decidere. La Regione, se ritiene che l’impianto serva, avvii il cantiere per rinnovarlo. Se decide che non serve, ha il diritto di eliminarlo, ma deve rifare il Piano regionale rifiuti e spiegare dove metterà le 170.000 tonnellate di rifiuti all’anno non trattate con gli impianti attuali. Se i rifiuti andranno altrove, il Veneto perderà l’autosufficienza in materia e smentirà quanto più volte dichiarato. Chi poi risarcirà i costi sostenuti?”.

Sindaco Tosi: “Il Comune esegue il programma regionale. L’ambiguità è che la Regione prevede Ca’ del Bue nel suo Piano rifiuti e incrementa la raccolta differenziata, che rende inutile l’impianto. Se lo elimina, deve far fronte a due conseguenze. Prima, giuridica: ci ha detto lei di farlo, con le caratteristiche messe a gara; quindi Urbaser, che si è aggiudicato la gara, potrà rivalersi sulla Regione. Continua a leggere

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Chi non vuole Ca’ del Bue?

Dicembre 2015. Il Partito Democratico dichiara Ca’ del Bue tramontato e chiede che la Regione lo tolga dal Piano rifiuti. “Verificheremo se Tosi e la sua maggioranza voteranno o no a favore della mozione che presenteremo per la sua chiusura, conseguenza dell’impegno congiunto di varie forze politiche ed è un fallimento dell’Amministrazione Tosi: andava abbandonato nel 2008. Sindaco Tosi, ammetti l’errore; non dare la colpa alla Regione; metti una pietra sopra il termovalorizzatore, che non ha mercato: i rifiuti calano; la raccolta differenziata aumenta: l’obiettivo del 76% entro il 2020 regge”.

Il Governo italiano cancella l’ipotesi Ca’ del Bue dall’elenco degli impianti strategici nazionali. “Se il Veneto si ritiene autosufficiente con gli impianti di Padova e Schio, non è obbligato a realizzarlo; se resterà qualche tonnellata di rifiuti da smaltire potrà portarli in Lombardia”.

Bottacin, assessore regionale all’Ambiente: “Basta inceneritori. I rifiuti saranno trattati a Padova e a Schio, ampiamente in grado di rispondere alle esigenze. In alcune aree del Veneto il 76% di raccolta differenziata (entro il 2020) è stato superato. A Treviso siamo oltre l’80%. Abbiamo un surplus di capacità inceneritoria”.

Lega Nord compatta: addio inceneritore.

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