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Investire davvero sull’innovazione. Un modello

(da scritti di Sandro Mangiaterra) 

Ci vorrebbe da noi un Fraunhofer, il maggior gruppo europeo di ricerca applicata. E’ a Monaco di Baviera. Nel 2009 ha aperto una sede a Bolzano. E anche grazie al Fraunhofer (1,9 miliardi di giro d’affari, nella stragrande maggioranza frutto di contratti con l’industria) che la locomotiva tedesca tira. L’istituto coordina le ricerche nei settori ad alto valore aggiunto e a forte tasso di sviluppo: il digitale, la green economy, le biotecnologie, il medicale. Un esempio di politica industriale. Giovani cervelli resterebbero in Italia se il terreno fosse fertile.

Proposta per il Veneto: studiare la fattibilità di fondere i parchi scientifici di Venezia, Padova, Treviso dando vita a un grande incubatore di saperi che dialoghi con il resto del mondo. Occorrono un coordinamento dell’innovazione e un indirizzo concordato. E’ questione centrale per il Nord Est e per l’Italia, bisognosa di un nuovo modello di sviluppo. Continua a leggere

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Sorpresa! Nel Veneto spariscono gli imprenditori

Marzo 2013. Padova. Viene presentato il Rapporto Nazionale del Global Entrepreneurship Monitor:  la più grande indagine mondiale sull’imprenditorialità. Parliamo di imprese, in particolare di quelle allo stato iniziale. Sorpresa. Il Nord Est arranca più del resto del Paese: le aree più dinamiche in Italia sono il Nord Ovest e il Sud (con il 23% sul totale); segue il Centro (19%); ultimi: le isole e il Nord Est, ex terra delle partite Iva.

Moreno Muffatto, padovano, professore di Gestione strategica delle organizzazioni:

“Paese bloccato, con forte paura di fallire. Nel 2012 il Nord Est è l’unica area con saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni di impresa (-0,4%). Disimpariamo a essere imprenditori. C’è  un deficit di iniziative di stimolo all’imprenditorialità da parte degli enti pubblici. Alto Adige, Trentino, Friuli, Emilia fanno di più. Contributi e incentivi sono per l’esistente, non per  iniziative volte a creare nuovi settori e nuove aziende. Gli studenti frequentano l’Università per trovare un posto di lavoro, non per crearselo. Vengono formati professionisti, ricercatori, al massimo manager, ma non imprenditori. Urge cambiare strada. Continua a leggere

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