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Risponde il sindaco Tosi

Su Michele Croce. “Croce venne rimosso perché ha speso soldi dei cittadini per rifarsi l’ufficio. Si rischia di far passare per martire uno che ha sperperato i soldi di tutti. Fece le sue denunce dopo che gli fu chiesto di rimborsare le spese”.

Sul caso AGEC: “Conosco Tartaglia da 20 anni: ha goduto della fiducia mia e dei sindaci Sironi e Zanotto. Il rispetto, dal punto di vista umano, gli è dovuto. Prima di esprimermi attendo gli sviluppi dell’indagine. Il rischio è che si pronunci una condanna prima che il processo cominci. E’ un errore condannare prima di accertare i fatti. Aspettiamo di sapere qualcosa di più prima di gettargli la croce addosso. E’ giusto rispettare le persone per il loro lavoro: in AGEC operano dipendenti pubblici che lavorano da anni.

Le segnalazioni dei disservizi alle mense scolastiche sono giunte prima degli arresti. Le abbiamo inviate ad AGEC con la richiesta di diffidare le ditte incaricate del servizio. Abbiamo istituito una commissione ispettiva formata da Comune e AGEC. Ora è importante dare continuità all’attività dell’azienda”.

Partito Democratico: “Si impone una seria riflessione politica sulla gestione delle aziende Continua a leggere

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Prima indagine e ipotesi di reato a carico di AGEC

Alloggi residenziali a Fondo Frugose (San Michele).

L’Amministrazione Zanotto, per far cassa, ha venduto, a San Michele, un lotto di 40.000 mq, parte del lascito Forti. Per limitare l’impatto, si concentra l’edificazione sul 70% dell’area. Il restante 30% è a verde pubblico. Si decise di premiare pratiche di costruzione ecologiche. AGEC fu incaricata di redigere il bando, che prevedeva un impianto geotermico, per risparmiare energia. Il punteggio prevedeva un 60% per l’offerta economica e un 40% per l’aspetto tecnologico.

La ditta Covesper si aggiudicò l’opera (220 appartamenti) per 16,6 milioni. La convenzione fu firmata nell’ottobre 2007 dalla nuova Amministrazione Tosi. Ma i cantieri non sono partiti.

Nel novembre 2008, si fece avanti l’imprenditore Klapfer, con la sua ditta “Seeste Bau spa”. Chiese però una variante al piano per gli impianti geotermici, dichiarando l’impossibilità di realizzarli. Si sono opposti a questa richiesta Comune, AGSM, Circoscrizione VII^ e Collegio dei revisori dei conti, perché gli impianti geotermici erano parte integrante del punteggio per l’assegnazione dell’area. Tartaglia, che era anche il presidente della commissione aggiudicatrice, “con atti contrari ai doveri di ufficio”, fece accettare la modifica del bando. Si realizzò così un impianto a gas. Con questo cambio delle regole in corsa, la ditta altoatesina risparmiò 1.500.000 euro rispetto alle condizioni originarie. I lavori iniziano nel 2009. Volume d’affari: 70 milioni.

La sostituzione dell’impianto geotermico con un impianto a gas, con conseguente risparmio economico, solleva le perplessità della Guardia di Finanza, che si chiede perché Tartaglia ha fatto tante pressioni per vincere le resistenze del Comune. La Procura addebita a Tartaglia il non aver annullato la gara e ipotizza illeciti: dietro questi “atti di forza” che andavano oltre le sue competenze e il suo ruolo, si celava l’intento di favorire l’impresa di Klapfer. La Procura nota che, nella seconda metà del 2011, Tartaglia acquista e intesta alla figlia un appartamento, a Bressanone, di proprietà della ditta “Seeste Bau spa”, di Klapfer, al prezzo di 308.000 euro, quando il valore di mercato si aggirava tra i 459.000 e i 566.000 euro. Uno sconto di circa 83.000 euro. Secondo il gip “il dato non è smentibile perché fondato sull’analisi dei prezzi normalmente praticati”.

Ecco l’ipotesi di accusa: Klapfer, Continua a leggere

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Cosa succede in AGEC ? Che ne è e che ne sarà dell’azienda decapitata ?

Ripetiamo: notizie e nomi riportati nei seguenti articoli si possono leggere in numerosi articoli della stampa locale (“L’Arena di Verona” e “Il Corriere di Verona”) degli ultimi mesi. I fatti:

Michele Croce, presidente di AGEC per pochi mesi nel 2012, in 3 esposti alla Guardia di Finanza (ottobre-novembre 2012), denuncia “situazioni gravi e anomale su appalti, affitti, parentele” e rende noto l’elenco delle ditte che si sono aggiudicate lavori da AGEC. Esplode il caso, si parla anche di:

– ristrutturazioni nella casa di Tartaglia, direttore AGEC, per 140.000 euro;

– viaggi turistici offerti al direttore;

– conti in pizzeria pagati a dipendenti AGEC da una società aggiudicatrice di appalti.

– Aziende aggiudicatrici di appalti AGEC avrebbero pagato la campagna elettorale di Flavio Tosi.

Gli investigatori non confermano tali erogazioni e negano aspetti penalmente rilevanti. Tali spese, però, non sono mai state rese pubbliche. E’ tempo che avvenga.

L’inchiesta è durata poco più di un anno. Si basa su intercettazioni telefoniche e su una grande mole di atti rinvenuti nella sede di AGEC, riferiti al periodo 2009 – giugno 2013.  La Procura indagava da tempo su più filoni di AGEC: gestione degli immobili, canoni, appalti, procedure delle gare e per verificare se qualche dirigente si sia avvantaggiato dei contratti con le imprese per interessi propri.

24 ottobre 2013. Terremoto in AGEC: decapitati i vertici (restano in carica solo tre dirigenti). Sono nove gli arrestati: otto dipendenti dell’azienda e un imprenditore. Le ordinanze di custodia cautelare sono firmate dal gip Paolo Scotto di Luzio.  Vanno in carcere :

– Sandro Tartaglia, direttore generale di AGEC dal 1997, che si dimette dall’incarico.

In AGEC nulla si muoveva che Tartaglia non volesse: “Dici AGEC e pensi a Tartaglia”: uomo-azienda per eccellenza, tra i più longevi dirigenti pubblici, sempre lontano dai riflettori. Ha attraversato varie Amministrazioni. E’ diventato uomo di fiducia dell’Amministrazione Tosi che su AGEC ha puntato molto affidandole più di un grattacapo. Nel luglio 2013, di fronte ad accuse per abuso d’ufficio e turbativa d’asta, rassegna le dimissioni. Il sindaco Tosi le respinge. Nel 2012 Tartaglia ha dichiarato 220.185 euro.

– Stefano Campedelli, dirigente AGEC per i servizi istituzionali, con delega al servizio refezione scolastica e manutenzione immobili. Ha dichiarato nel 2012 euro 113.473.

– Francesca Tagliaferro, direttrice dell’area legale. Ha dichiarato nel 2012 euro 77.658.

– Martin Klapfer, imprenditore di Bressanone. E’ amministratore delegato di “Seeste Bau”, ditta che ha realizzato l’immobile di Fondo Frugose.

Vanno agli arresti domiciliari 5 dipendenti AGEC:

– Alessia Confente, dirigente del servizio farmaceutico. Ha dichiarato, nel 2012, euro 55.393.

– Giorgia Cona. Dipendente controllo gestione e qualità.

– Luisa Fasoli. Dirigente refezione scolastica e ristorazione.

– Davide Dusi. Responsabile servizio Polizia mortuaria.

– Giovanni Bianchi. Dipendente servizi informatici. Continua a leggere

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