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Indagini anche in “Fondazione Arena”

Ottobre 2013. Umberto Fanni, ex direttore artistico di “Fondazione Arena”, in passato ha denunciato il sovrintendente Francesco Girondini per diffamazione. Ora il sostituto procuratore Paolo Sachar chiede il rinvio a giudizio del sovrintendente per falso ideologico e tentata truffa per un contratto sospetto, che riguarda la buonuscita di Fanni e la provenienza del denaro.

Ipotesi di accusa: il sovrintendente sottoscrisse un contratto che prevedeva la collaborazione di Fanni per un progetto televisivo di 6 mesi (da luglio a dicembre 2011) da proporre a RAI e Mediaset per un compenso di 25.000 euro. Il direttore artistico rifiutò di sottoscrivere quella che per il Pm era una truffa, perché la data del contratto era antecedente a quella in cui fu inviato e riguardava un periodo in cui Fanni era ancora direttore artistico in Fondazione Arena.

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Bilancio 2011. Fondazione Arena. Un assurdo tira e molla

da “Il bilancio del Comune di Verona per il 2010 e per il 2011″ (12)

L’Arena necessita di consistenti manutenzioni esterne e interne, avviate 12 anni fa: gradoni da sigillare e lavori sotto terra: grande fossa, deposito, fognatura.

Il sovrintendente Girondini: “Abbiamo risanato il disastro economico e gestionale del Centro Sinistra, che ha portato a una perdita di 17 milioni e al dimezzamento del patrimonio: da 33 a 16 milioni. Abbiamo chiuso il bilancio 2008 con un utile di un milione e quello del 2009 con oltre 500.000 euro. Dopo anni, in febbraio faremo una trasferta a Tokio. Oggi però il bilancio è in deficit di 2,6 milioni e sono a rischio i fondi per il 2011 di Regione e Stato (Fus) che, nel 2010, ha dato 2,6 milioni in meno rispetto al 2009. E per il 2011?”.  Continua a leggere

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Vengono prima le grandi mostre o Fondazione Arena?

E’ il grande problema che interpella la città. Chi paga i 20 milioni di euro di debito di “Fondazione Arena?”.  Il Comune no, se finanzia il progetto mostre di Goldin.

E’ facile sostenere che le mostre Goldin e Fondazione Arena devono procedere insieme e che il progetto Goldin serve per portare a Verona un respiro internazionale e per rinforzare le attività invernali.

Ma chi paga?

C’è chi dice un ‘no’ chiaro:

Fernando Morando (Confartigianato): “Le nostre categorie sono le più tartassate. Ben venga Goldin, ma non si chiedano a noi nuovi soldi”.

Ferdinando Albini (Confartigianato): “Bene il Louvre: le opportunità non vanno perse. Contribuiscano le banche però e le istituzioni, non noi”.

Giulio Cavana (Albergatori): “Occorre riempire le camere degli alberghi. Va bene Goldin, ma non a scapito di Fondazione Arena: è valore aggiunto; non può essere caposaldo della città. Grave è se  Goldin impedisce il risanamento di Fondazione Arena. Errore altrettanto grave è che Camera di Commercio e banche si tirino indietro nel sostegno all’ente lirico”.

Il mondo economico veronese teme, nonostante le assicurazioni. Verifica i dati delle mostre di Goldin a Brescia e Treviso: solo il 5% dei visitatori ha utilizzato servizi alberghieri. Chiede di combinare musei, cantine, escursioni al lago e in montagna, degustazioni e di organizzare trasporti, aree di sosta, parcheggi. Occorre gioco di squadra per favorire il guadagno degli albergatori. Se no, sarà flop”.  Non mollano gli albergatori: “Una mostra costosa non deve lasciare da parte altre importanti fonti di indotto per il turismo, come l’Arena, la sua stagione lirica e i congressi, che contribuiscono a un turismo stanziale. Abbiamo perso metà dei congressi e rischiamo di perderne altri se non troviamo uno spazio adeguato, se la Gran Guardia diventa inaccessibile”.

Notiamo: Sindaco, Amministrazione e mondo economico, in particolare gli albergatori, hanno un solo metro di valutazione e di giudizio per essere favorevoli o no alle mostre d’arte: i soldi che devono guadagnare.

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Fondazione Arena: la posizione di Progetto Verona

In base ai dati “Progetto Verona” dice la sua per salvare il Titanic Arena che non sa dove battere la testa.

1) L’Arena, per Verona, è priorità: viene prima. Abbiamo la fortuna di poter godere di un valore unico che la storia ci ha trasmesso e che ogni città vorrebbe.

2) L’Amministrazione ha il dovere di coinvolgere nel CdA di “Fondazione Arena” sia Cariverona sia Banco Popolare anche come finanziatori, ma soprattutto come protagonisti del presente e del futuro di ciò che si muove intorno e dentro l’Arena. E’ miope decidere comportamenti e scelte tali per cui il rappresentante di Cariverona nel CdA sia costretto a dimettersi, perché senza ruolo. Non è possibile non aprire un confronto con Banco Popolare sulle questioni che pone per ritenersi corresponsabile di questo bene della città, come premessa di un suo ingresso nel CdA. Continua a leggere

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La polemica continua anche a ferragosto. Qual’è l’obiettivo?

Nei giorni di Ferragosto, Franco Bonfante, consigliere regionale P.D., presenta una interrogazione a Venezia: la Regione Veneto deve prendere in mano e per mano Fondazione Arena. Da tre anni essa eroga fondi oltre gli abituali: 2.090.000, contro i 585.000 del Comune. Ha perciò la forza morale per chiedere conto di come questi soldi vengono spesi. In Fondazione Arena regna lo stato confusionale: la Regione assuma un ruolo politico per fermare la deriva. C’è calo di presenze; i lavoratori sono in stato di agitazione. E il Comune preferisce destinare 4 milioni alla mostra del Louvre. Come può chiedere ai privati e ad altri enti pubblici un maggiore investimento se il primo soggetto che non ha fiducia nella rinascita di Fondazione Arena è proprio il Comune? Il Comune deve partecipare al risanamento finanziario dell’Ente con un intervento che sia almeno il doppio di quello della Regione. Occorrono corrette relazioni sindacali e il passaggio a rapporti di lavoro a tempo determinato per i dirigenti, collegandone la conferma al raggiungimento degli obiettivi. Il piano di rilancio deve contemplare la collaborazione con “Fenice”. Continua a leggere

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Che fine ha fatto il “piano di risanamento”?

E’ fermo per quanto riguarda sia la situazione finanziaria sia quella gestionale. Il Sovrintendente fa presente che “il CdA ne ha preso visione, ma non l’ha approvato. I soci non danno contributi straordinari”. Si aspetta il bilancio della stagione 2008. Occorre decidere se l’attuale dirigenza è in grado di operare in modo che la nave non affondi. La città ha il diritto di sapere se per l’Amministrazione l’Arena è scelta prioritaria o no, tenendo conto che il malato si aggrava.

UNA SPERANZA

C’è il cartellone del Teatro Filarmonico per la stagione 2008-2009: è una buona notizia ed è il riconoscimento che il Filarmonico non è palla al piede nel bilancio; anzi è solo grazie al suo teatro che Fondazione Arena riceve i fondi ministeriali di circa 14 milioni: la stagione estiva in Arena, da sola, non sarebbe in grado di arrivare al numero di spettacoli richiesti per il finanziamento statale.

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Stagione areniana 2008

E’ all’insegna del risparmio: nessun nuovo allestimento di scenografie (il nuovo allestimento di Romeo e Juliette di Gounod, inizialmente previsto, è stato cancellato); nessun nome celebre. “Ogni nuova produzione ha costi notevoli; per questo privilegiamo le riprese e recuperi di spettacoli e scenografie del passato” (Girondini).

Presenze. Capacità dell’Anfiteatro: 14.500 – 15.000 presenze. I prezzi sono aumentati del 22%. Giugno: sotto tono; luglio: migliore; agosto: in crescita. Dati definitivi: 608 biglietti venduti in più (485.734 in totale) rispetto alla stagione 2007 e mezzo milione di euro di incassi in meno (26.835.000, con flessione del 2%). Il fatto che i biglietti venduti siano aumentati e gli incassi diminuiti significa che mediamente il costo dei biglietti è stato inferiore rispetto all’anno scorso. Dato in contraddizione con l’aumento dei prezzi previsto del 22%. Evidentemente si sono venduti biglietti a prezzi stracciati il giorno prima della rappresentazione. Continua a leggere

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Una stagione lirica tormentata

Tra i dipendenti sono diffusi sconforto, tensione, preoccupazione, paura di perdere il posto. Causa: i temuti tagli al personale e agli allestimenti delle scenografie, per ridimensionare i costi. Si denuncia un clima di intimidazione che deresponsabilizza.

Sabato 26 luglio è momento di svolta. La misura appare colma: i lavoratori incrociano le braccia (solo 5 cartellini su 60 vengono timbrati. Scioperano anche i lavoratori precari che rischiano seriamente la ritorsione) e minacciano nuovi stop. Scintilla: il licenziamento del capo del reparto tecnici Aurelio Barbato che in 10 anni ha avuto una sola contestazione (cancellata) e nell’ultimo mese 21. “Significa che tutte le persone scomode possono essere rimosse”. Si teme la sostituzione di parte dei lavoratori ‘storici’, stagionali e non, con personale di cooperative esterne, dividendo così i dipendenti (un migliaio contando le comparse). E’ braccio di ferro, con aria di tempesta.

Fondazione decide di garantire lo spettacolo e, per i lavori necessari, chiama cooperative esterne, con personale senza qualifica e specializzazione, rischiando la qualità della rappresentazione. Continua a leggere

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Il piano di rilancio di Fondazione Arena

Sintetizziamo la proposta del CdA di Fondazione Arena. Obiettivi:

– pareggiare il bilancio;

– arrivare all’autosufficienza economica;

– garantire il versamento delle quote da parte dei soci, conferendo così certezza agli impegni assunti;

– salvaguardare il capitale umano;

– cercare nuovi soci pubblici e privati, a partire dai Comuni e dalle Province;

– costruire collaborazioni artistiche e alleanze con altri teatri in Italia e all’estero;

– attrarre nuovi spettatori, garantendo qualità e spettacolo, favorendo la presenza dei veronesi e con promozioni anche all’estero, allestendo grandi spettacoli;

– considerare la scuola come luogo in cui si insegna e si impara ad amare la lirica; Continua a leggere

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Quale rilancio per la Fondazione Arena?

GALAN E TOSI: DUE TESI A CONFRONTO

Emerge il contrasto tra il sindaco Tosi e il Presidente della Regione Veneto Galan: entrambi vogliono gestire l’impresa “Arena”da protagonisti.

Giancarlo Galan assicura l’impegno diretto della Regione per Fondazione Arena, “indispensabile per Verona e per il Veneto”, consapevole che dall’utilizzo dell’Arena passa il rilancio culturale di Verona e non solo. Non condivide però la riorganizzazione dell’ex ente lirico, il licenziamento di Claudio Orazi, le mostre di Goldin e la vendita di palazzo Forti. Miracco, suo portavoce per le politiche culturali, dice che “la situazione di Verona in generale desta un po’ di apprensione: non è di sicuro una città in mano ai barbari; è ricca di attività culturali, portate avanti anche in collaborazione con la Regione. Ma c’è una lontananza, anche delle istituzioni, sulla quale è opportuno riflettere prima che sia troppo tardi”. Continua a leggere

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