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Crisi di nervi in AMT

Intorno al progetto filobus si scatena una guerra mai vista nella maggioranza tosiana. Al centro dello scontro sta il direttore generale Carlo Alberto Voi, responsabile unico del procedimento per realizzare il filobus, messo all’angolo dalla Presidenza di AMT e dalla Giunta comunale, che gli chiede chiarimenti sul perché non risponde alle osservazioni che ATV, che gestirà il filobus, ha presentato su fermate, interferenze della linea con i sottoservizi, Piano del traffico, impatto cantieri.

Finalmente una lettera di AMT risponde su pensiline di fermata, sistema di sicurezza e impatto dei cantieri sulla mobilità. Viene recapitata al direttore Voi una lettera con varie inadempienze sullo stato di avanzamento dei lavori; su alcune verifiche su spese sostenute in passato dai vertici dell’azienda; sull’assunzione di rischio da parte di Ati al momento della consegna lavori; se, prima del 18 gennaio, data della consegna dei lavori, fossero stati compiuti tutti gli adempimenti necessari; sul ritardo nel rispondere alle osservazioni progettuali di ATV (AMT ha risposto e ATV è soddisfatta dei chiarimenti); se si chiede conto alla dirigenza di presunte spese di rappresentanza del precedente CdA e di acquisti di beni e di servizi per l’azienda. Continua a leggere

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Filobus: febbraio porta cattive nuove.

Se ne potrà uscire?

Le ditte che dovrebbero realizzare il filobus si oppongono alla consegna dei lavori a stralci per diminuire i disagi degli automobilisti. Se consegnati tutti insieme i lavori dureranno tre anni; se si consegnano in tre stralci, i tempi si allungano e i costi aumenteranno di circa 7 milioni e mezzo. Ma l’Amministrazione ha deciso. Il rapporto tra Comune e aziende si blocca.

La conseguenza è che le aziende chiamate a realizzare il filobus hanno spedito una lettera pepata, che sottolinea che è sospesa ogni attività lavorativa, fino alla soluzione delle questioni aperte. Le contestazioni: non si sa ancora quale sarà il tipo di filobus prescelto. Con Hess si sta ancora trattando sul prezzo. E manca il nulla osta finale di Roma. Altre obiezioni di natura tecnica: decidere su piccole varianti stradali, sulla modifica della pista ciclabile di via San Giacomo, con costi aggiuntivi; sulla illuminazione pubblica; sulla compatibilità tra le fermate dei bus oggi esistenti e quelle previste in futuro per il filobus.

Comunque, dicono alcuni, niente cantieri in aprile-maggio. Anzi, dicono altri, la partenza dei cantieri non sarà prima di giugno. Visti i precedenti, in giugno si rinvierà a chissà quando. Continua a leggere

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Un filobus chiamato desiderio

Nel marzo 2015 una lettera del Ministero dei Trasporti chiede a AMT se il nuovo progetto possiede i requisiti per ricevere i finanziamenti statali (84 milioni) dopo l’uscita di scena della società che doveva fornire i mezzi, con fermata automatica. Verona non risponde. Cerca l’autorizzazione a far circolare mezzi da 24 metri, perché le vetture di 18 metri non garantiscono una capacità di trasporto superiore agli autobus a metano della stessa lunghezza. Finora è stato validato solo un tratto, il meno problematico, del percorso del filobus, tra Verona Sud e la stazione ferroviaria. I progettisti valutano gli interventi possibili nei punti critici: via San Paolo, via Mameli, … Scelte in salita.

Stefano Zaninelli: “Con mezzi di 24 metri avremo il 30% di capacità in più rispetto agli attuali; rafforzeremo le linee e i chilometri di percorrenza e toglieremo i mezzi più vecchi”.

Da tempo si parla di un’unica sede, alla Genovesa, per parcheggi, uffici e officina per i nuovi e gli attuali mezzi. Zaninelli: “Mantenere il deposito dei mezzi pubblici in città, a ridosso del centro, non ha senso dal punto di vista logistico e ambientale”. Il Comune preme per il trasloco. Continua a leggere

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Il parere di due noti architetti su galleria pedonale e filobus

-Tullo Galletti vede positivamente l’idea della galleria pedonale, da realizzare espropriando e sventrando alcuni edifici lungo la strada. “Esemplare è il progetto della tramvia di Grenoble, a fine anni 80. Il tram attraversa il centro in un punto prestigioso. Per i pedoni sono state create due piccole gallerie che non stravolgono le architetture dei palazzi. In via San Paolo le proteste per l’esproprio di una fascia di un metro e mezzo mi sembrano inopportune; i negozi trarrebbero vantaggio da un passaggio comodo e protetto vicino alle vetrine”.

-Giorgio Forti invece rigetta il progetto come una assurdità: “E’ folle che i pedoni si infilino nel tunnel per non disturbare i mezzi a motore, e non viceversa. La città nasce per i cittadini a piedi, i suoi principali fruitori. Lo spazio per la viabilità non deve continuare a erodere le aree pedonali”.

I due architetti però bocciano senza appello l’opera filobus: Continua a leggere

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Una galleria in via San Paolo?

Un dato è certo: nella strettoia all’imbocco di via San Paolo non c’è spazio per marciapiedi, filobus e auto insieme; per i pedoni in particolare non ci sarebbe posto: il marciapiede verrebbe risucchiato per allargare la carreggiata e far passare il filobus. Nel 2006, ai tempi della tranvia, si ipotizzava “una galleria pedonale, lunga circa 25 metri, all’imbocco della strada, in direzione San Michele”: un tunnel per garantire la sicurezza dei pedoni. Si parlava anche di abbattere un balcone e di ingabbiarne un altro con una schermatura in vetro, ai civici 19 e 24. Si doveva espropriare una striscia dell’antica erboristeria e una porzione dell’edificio adiacente che si affacciano sulla via, trasformati in galleria pedonale. Le richieste di esproprio sono arrivate nell’ottobre 2014. Dopo di allora però i titolari degli immobili non hanno più saputo nulla. E’ da tener presente che alcuni di quegli edifici hanno valore storico, in particolare l’antica erboristeria: bottega storica, nata nel 1882. Poi si era deciso di deviare il tragitto. Continua a leggere

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Il filobus a fine 2015 pareva a un passo

Dopo un mese appare un miraggio

Fine gennaio 2016. Il sindaco Tosi incontra il Presidente del Consiglio Renzi. Obiettivo: modificare il Codice della Strada perché il filobus possa dotarsi di vetture di 24 metri, oggi vietate. C’è bisogno di un ‘aiutino governativo’. Tosi: “C’è l’impegno di Renzi. Gli farò avere una memoria tecnica che egli girerà ai tecnici ministeriali”.

Diego Zardini e Alessia Rotta, deputati PD: “Sollecitati tempo fa da Corsi, abbiamo fatto verifiche tecniche con il Ministero. Non ci sono contrarietà pregiudiziali, ma forti perplessità tecniche: è questione di sicurezza stradale. E’ pericoloso che un mezzo così lungo viaggi in autonomia, senza bretelle, senza vincoli con la rete elettrica. Per di più, l’iter verso il filobus di 24 metri è lungo: occorre una iniziativa parlamentare per modificare il Codice della Strada. Non servono modifiche alla legge, però, se si installano i fili elettrici anche in centro storico. Stupisce che per anni si sia lasciato tutto in sospeso e che nessuno abbia chiesto il parere della Sovrintendenza. Tosi è dovuto andare da Renzi per mantenere i finanziamenti. L’incapacità di gestione è manifesta”.

Rotta: “L’Amministrazione si affida alla comprensione del Governo dopo che Continua a leggere

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Torna alla carica il PD

Bertucco: “Solo adesso, a un anno dalla fine del mandato, Tosi mette mano ai nodi del filobus e si accorge che deve dialogare con Roma per modificare il Codice della Strada in modo da poter far circolare vetture da 24 metri, in assenza delle quali il filobus è meno competitivo di un autobus doppio. Solo oggi Tosi ammette i problemi con i parcheggi scambiatori e si accorge che in via XX Settembre il nuovo mezzo soffre delle stesse criticità della tranvia. Si attendono soluzioni per la strettoia di via Rosa Morando e per sdoppiare il filobus sulle vie Pisano e Spolverini. L’incapacità di Corsi di venire a capo dei problemi si ripropone con Tosi. Il Sindaco si mostra soddisfatto per la consegna dei lavori del filobus, visto che finora non vanta nemmeno mezza opera realizzata. Continua a leggere

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