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Case AGEC. Quale manutenzione?

Primavera 2013. Si parla di una permuta da 48,5 milioni tra Comune e AGEC: edifici di pregio, in centro, affittati a prezzi di libero mercato, saranno scambiati con alloggi popolari. Così AGEC potrà rispondere alle domande di casa e le imprese acquisteranno immobili. La vendita renderà possibili interventi di manutenzione.

Il P.D. condivide la vendita se, con il ricavo, si ristrutturano abitazioni esistenti. Gli appartamenti acquisiti con la permuta vanno affittati a chi ne ha diritto.

Perplessi i sindacati degli inquilini: “AGEC perde beni di valore, spendibili sul mercato; si impoverisce e rende incerti il futuro e l’adempimento dei suoi compiti istituzionali. E’ pericoloso trasferire valori di AGEC ad altri, depotenziando l’azienda. Va evitata ogni dismissione a favore di soggetti forti, con rischio di abusi e/o di vendita sottocosto. Meglio mettere a reddito i cespiti pregiati, con canoni di locazione adeguati. Meglio vendere in un momento storico diverso (con la crisi va evitata la vendita di alloggi). Che AGEC venda suoi immobili di pregio non porta benefici immediati e sicuri per i poveri. Continua a leggere

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Archiviato in AGEC, Aziende partecipate, La Verona del sindaco Flavio Tosi

Anno 2009. La svolta: AGEC gestisce le farmacie comunali

Il Comune vende ad AGEC le 12 farmacie di cui è proprietario. Costo: 40 milioni. AGEC apre un mutuo bancario di 40 milioni, che versa al Comune in cambio delle farmacie. AGEC deve restituire questi soldi alla banca. I conti di AGEC vanno in rosso. L’azienda potrà investire meno soldi per la sua finalità istituzionale: mettere case a disposizione di nuclei familiari in difficoltà. I revisori dei conti di AGEC esprimono dubbi su questa spesa; chiedono dove l’azienda troverà i fondi per pagare il debito.

Il Sindaco: “Cediamo ad AGEC immobili per 110 milioni; così può contrarre nuovi mutui e pagare i 40 milioni pattuiti”. La realtà però è chiara: nel 2012 il passivo di AGEC è di 6.280.000 euro. La situazione si ripete negli anni vicini.

Nota di Tito Brunelli.

AGEC spende 8 milioni di euro all’anno per pagare il mutuo, fino al 2015. Chi si curerà dei suoi palazzi e delle case che hanno bisogno di manutenzione? L’intero patrimonio è da sistemare: impianti elettrici, caldaie, infissi, ascensori, sporcizia, furti, incendi, …

Ha il diritto il Sindaco di scaricare i suoi problemi di bilancio su una importante azienda pubblica, impedendole di fatto, per anni, di adempiere ai compiti per cui è nata?

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Archiviato in AGEC, Aziende partecipate, La Verona del sindaco Flavio Tosi

Ottobre 2013: in AGEC iniziano tre anni senza pace

Il sindaco Tosi avvia il tempo di passione…espropriando AGEC del suo compito e dei suoi soldi

AGEC è azienda comunale per la gestione di alloggi popolari e immobili di pregio, in gran parte provenienti dal lascito Forti.

Dal 2009 al 2012 il sindaco Tosi affida a AGEC e ai suoi responsabili tre nuovi compiti di primaria importanza: la gestione delle farmacie comunali, delle mense scolastiche comunali, di cimiteri e onoranze funebri. E’ un grande atto di fiducia del sindaco Tosi nei confronti del dg di AGEC: Sandro Tartaglia. Ma cosa succede qualche mese dopo?

Ottobre 2013: Tartaglia e i collaboratori Campedelli e Tagliaferro sono in carcere. Da dicembre 2013 sono agli arresti domiciliari. Nel dicembre 2014 sono condannati per presunti bandi mense comunali pilotati. Tornano liberi, ma interdetti dai pubblici uffici per 3 anni e 9 mesi.

Dicembre 2015. Seconda condanna per i dirigenti AGEC per presunto concorso truccato per la nomina del nuovo direttore generale.

Per informazioni dettagliate rinviamo alla serie di articoli pubblicati negli scorsi anni.

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Archiviato in AGEC, La Verona del sindaco Flavio Tosi, Mense scolastiche, Servizi cimiteriali

Un po’ di storia di AGEC

L’Azienda gestione edifici comunali (AGEC) è nata a Verona il 6-12-1909. Si occupa di edifici comunali e dell’assegnazione di case popolari. Negli ultimi 15 anni ha assunto nuove competenze, triplicando il numero dei dipendenti e maneggiando molto denaro. Dal 1996 lo statuto di AGEC è stato modificato 7 volte per accogliere nuovi rami d’azienda che il Comune, socio unico, le cede per tornaconto contabile. Al vertice, ininterrottamente, c’è il direttore generale Sandro Tartaglia, sempre più potente, architetto della crescita dell’azienda; crescita che ha fatto comodo ai sindaci Michela Sironi e Paolo Zanotto e soprattutto a Flavio Tosi: il Comune ha aggiustato il suo bilancio, trasferendo ad AGEC servizi e personale e incassando in cambio denaro contante: partite di giro, senza nessuna entrata di euro, a vantaggio delle casse comunali.

Sono andate ad AGEC le farmacie comunali, per 40 milioni presi nelle casse di AGEC; esborso che ancora oggi costringe l’azienda a chiudere i bilanci in perdita: 6 milioni di rosso nei conti del 2012. AGEC era proprietaria del solo palazzo Diamanti; oggi, grazie al Comune, possiede immobili per oltre un centinaio di milioni, fatto che le permette di accendere mutui e di indebitarsi con le banche, come è avvenuto con il mutuo di 25 anni per l’acquisto delle farmacie.

Il boccone più grande, nel 2009, è l’affido della gestione delle mense scolastiche e dei circa 500 dipendenti, Continua a leggere

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Archiviato in AGEC, Aziende partecipate, enti economici veronesi, Eredità Tosi

Sono tanti i settori dell’Amministrazione in cui i conti non tornano

Per non dimenticare

2009. AGEC, per il quinquennio, prevede bilanci da profondo rosso per pagare il mutuo di 40 milioni per l’acquisto delle 13 farmacie comunali. Impossibili nuovi investimenti. I poveri si arrangino. L’Amministrazione Tosi espropria AGEC del suo compito istituzionale: fare case per chi vive tra le difficoltà. 

Estate 2010. Consigliere Uboldi: “Il Sindaco apprezza la riqualificazione di Porta Nuova e del piazzale antistante. Il progetto è dell’Amministrazione Zanotto. Nel 2002 Tosi fece ostruzionismo. Si ripete la scorrettezza: Tosi reclamizza come propri i progetti del Centro Sinistra che egli ha fatto di tutto per affossare”. Cosi va la politica!

2009. L’Amministrazione Tosi annuncia, quasi come una liberazione, la chiusura del Parco Scientifico e Tecnologico, avviato nel 2001 per favorire l’innovazione e lo sviluppo della ricerca al servizio delle aziende veronesi, in collaborazione con l’Università e con gli imprenditori locali. Motivo: non spendere soldi per un carrozzone in perdita, che non ha dato l’impulso sperato.

Recentemente si è tornati a parlare del Parco. Continua a leggere

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Archiviato in La Verona del sindaco Flavio Tosi, Riflessioni

Scricchiolii. Altra tegola sull’Amministrazione

18 inquilini denunciano il Comune: il prezzo di vendita di appartamenti popolari in un complesso residenziale in zona Sacra Famiglia è stato maggiorato (aggiunte e conteggi sbagliati: 1460 euro a mq anziché i 1178 di altri condomini della zona). Gli inquilini hanno pagato 490.000 euro in più rispetto al dovuto. Soldi che vogliono indietro.

Tensione tra il Comune, che scarica la rogna su AGEC, e AGEC che replica duramente.

Attori della vicenda:

– la ditta costruttrice: la Cta srl che fa i contratti e incassa;

– il Comune che 10 anni fa aveva programmato il complesso residenziale, accordandone la realizzazione alla Cta;

– AGEC (azienda comunale che gestisce gli alloggi di edilizia pubblica) che, con la deliberazione 39 del 2004, assume il ruolo, a nome dell’Amministrazione comunale, di “controllore sull’andamento dei lavori e sul rispetto, da parte di Cta, delle obbligazioni da essa assunte”.

Tra AGEC e Amministrazione i toni si scaldano: hanno posizioni divergenti.

Il Comune dice che era compito di AGEC controllare e che “il prezzo di vendita era stato quantificato da AGEC che ha negoziato direttamente con Cta”.

AGEC risponde: “Non si comprende sulla base di quali convenzioni il Comune chiami in causa AGEC. La convenzione aveva come Dominus l’operatore privato (Cta) e il Comune, che aveva stabilito il prezzo medio massimo degli alloggi”. Compito di AGEC era solo controllare: “La chiamata in causa del Comune è priva di fondamento”.  Continua a leggere

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Archiviato in Riflessioni, Verona che non cambia

Bilancio comunale 2010 (6)

Progetto AGEC: altro modo per permettere al Comune di spendere

Luglio 2009. L’Amministrazione Tosi cede alla sua azienda AGEC, che gestisce gli immobili del Comune, centinaia di case e di edifici che l’azienda già gestiva. Ne aumenta così il capitale di 113 milioni. Obiettivo: dare credibilità ad AGEC nei confronti delle banche, in modo che possa ottenere mutui milionari. Con questi soldi AGEC potrà acquistare le licenze delle 13 farmacie comunali, versando al Comune 40 milioni che, senza mutui, non avrebbe. Spetterà ad AGEC versare alle banche 6-7 milioni all’anno per gli ammortamenti dei mutui per le licenze delle farmacie.

Conseguenza: AGEC potrà investire pochi soldi per le case per i bisognosi, scopo per cui esiste. Continua a leggere

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