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Il sindaco Tosi vuole approvare la Variante 23 prima della scadenza del suo mandato

Sindaco  Tosi: “Puntiamo al recupero e al riuso di edifici abbandonati nel parco dell’Adige e sulle Torricelle. Non è condono mascherato. Non si costruirà un mq in più di quanto esiste. Chi realizzerà un’opera pagherà il dovuto, che ripartiremo tra le circoscrizioni”.

Caleffi: “E’ una variante al P.I., votata in Consiglio comunale. In collina si potranno riqualificare edifici rustici in abbandono: il degrado è degrado e va evitato. Si potrà recuperare, risanare, riusare e riqualificare l’esistente; si limiterà al massimo il consumo di territorio e si impediranno future costruzioni. Sono interessati edifici rustici di almeno 90 mq, costruiti legalmente in collina e nel Parco dell’Adige, in aree fornite di opere di urbanizzazione, senza la necessità di nuove strade. Le costruzioni potranno essere riconvertite in abitazioni, ristoranti, agriturismo, strutture ricettive.

Il Parlamento sta approvando una legge per il riuso del suolo. La Regione va nella stessa direzione. E’ la filosofia della nostra proposta. Non possiamo permettere che le colline continuino a essere deturpate da edifici cadenti, orrendi e bloccati. Vogliamo migliorare il paesaggio consentendo, in casi ben definiti, di sistemare quegli edifici, migliorando il paesaggio della nostra collina.

A Verona le Torricelle sono un tabù. Continua a leggere

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Primi segnali di novità

Inizio 2016. Per aiutare i costruttori, il Comune consente a chi ha terreni edificabili e su di essi paga le tasse di renderli non edificabili, smettendo di pagare le tasse, con obbligo dei proprietari di curare il verde.

Serpelloni, (Presidente costruttori edili): “L’Assessore comincia bene il suo mandato. Finora un progetto presentato nel P.I. poteva essere ridotto di non più del 15%. Se un costruttore aveva chiesto di edificare su 100.000 metri e adesso è in grado di farlo su 50.000, perché ripartire da zero?”.

Caleffi: “I progetti del P.I. decadranno se entro il 13 marzo 2017 non saranno attuati”.

Altre scelte dell’Amministrazione creano sgomento. Un esempio: in Villa Modena – via Zamboni – scompare l’area verde. Il parco è quasi del tutto raso al suolo e la collina è scavata per far posto a ville residenziali. Residenti: “E’ assassinio del territorio. Natura e collina non si toccano. Le ruspe hanno sradicato e fatto a pezzi alberi di oltre 100 anni. Come si è potuto autorizzare questo obbrobrio? Perché, invece di continuare a costruire e a distruggere l’ambiente, non si portano a termine le case iniziate e mai finite?”.

La svolta

Maggio 2016. L’assessore Caleffi presenta la Variante al P.I.: la modifica è radicale. Sono interessate la collina, il Parco dell’Adige, la ZAI storica e il centro città. Continua a leggere

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Piano degli Interventi – Variante 23 – II

Il PAT (Piano di assetto del territorio, l’antico Piano Regolatore Generale) delinea le scelte strategiche del Comune per il governo del territorio. Il P.I. (Piano degli interventi) individua i singoli interventi, i servizi e le infrastrutture che attuano la programmazione urbanistica comunale.

L’Amministrazione Tosi rivede il PAT e approva il P.I. alla fine del 2011; individua, in città, 315 aree edificabili: 200 circa confermate dai proponenti e approvate dalla Giunta e 79 decadute per mancanza di interesse da parte dei proponenti: la crisi economica ha fatto decadere molti progetti. I privati potranno costruire, compensando la città con opere pubbliche come strade, parchi, piste ciclabili, scuole, palestre, … Obiettivi del Comune: incoraggiare iniziative imprenditoriali e avere soldi a disposizione per opere pubbliche.

Anno 2014. Il Comune chiede ai proponenti di confermare i progetti presentati. Risposte positive: 65. Sindaco Tosi: “Accoglieremo le richieste di modifica. Metteremo in moto molti cantieri privati in cambio della costruzione di opere pubbliche per la città”.

Anno 2015. Sindaco Tosi: “Lo stato di attuazione del P.I. è accettabile”. Continua a leggere

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Piano degli Interventi – Variante 23

Anno 2007. La neo Amministrazione Tosi modifica il PAT (piano di assetto del territorio) votato dall’Amministrazione Zanotto: sulle Torricelle cancella la linea rossa che vietava ogni costruzione. La questione riguarda Verona città bella e la tenuta del territorio. Per capire guardiamo Genova: anni fa, oltre le costruzioni, sullo sfondo, c’erano montagne verdi. Da anni non ci sono più. Il Comune ha consentito di edificare: abitazioni, alberghi e strutture ricettive. Conseguenze: il territorio è brutto, quasi completamente edificato e non più in grado di difendersi: è diventato franoso e viene devastato dagli agenti atmosferici. Ultimamente è accaduto più volte. Guai dimenticare!

Cosa succede a Verona?

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Terremoto e rabbia

Terremoto politico e rabbia nelle Circoscrizioni: sono stati dati a Italiana Costruzioni più di 10 milioni tolti ai quartieri. “Come al solito le Circoscrizioni hanno votato alla cieca, senza alcuna cognizione di quali opere verranno eliminate dal Piano triennale; di quali e quante opere saranno posticipate. I quartieri di periferia vengono sacrificati e lasciati a se stessi. Maggioranza allo sbando”.

Tosato (Lega): “I soldi sono sempre meno. Meglio concentrarsi su emergenze e priorità, piuttosto che su grandi opere. Il rischio è che la prossima Amministrazione sia costretta a chiudere istituti scolastici per carenza di manutenzione. Tosi le prova tutte pur di creare terra bruciata intorno alla prossima Amministrazione”.

Bertucco: “Se non fermiamo il project lo pagheremo carissimo. A causa di questa manovra la città è senza soldi per la sicurezza di scuole e strade, con la prospettiva di sborsare circa 36 milioni nel futuro per il progetto Arsenale che ne vale 45 e che resterà proprietà del privato per 50 anni”.

Elisa La Paglia: “Si penalizzano scuole primarie e per l’infanzia, L’Amministrazione lascia dietro di sé debiti che il futuro Sindaco dovrà pagare. Dove passa Tosi non cresce più l’erba”.

Il presidente Venturi: “AGSM, con “4,8 milioni intende partecipare come protagonista al futuro dell’Arsenale, con un progetto di incubatoio d’imprese, sul modello di Ca’ Tron; un luogo in cui, soprattutto per i giovani, si sviluppano e si mettono in comune idee e progetti”. L’Arsenale, con queste attività legate all’innovazione, rientra nel piano ‘per la città intelligente’, che AGSM, con le sue tecnologie e con la sua competenza, sta creando a Verona. In tante occasioni ho a che fare con giovani, professionisti e studenti, che hanno idee ma non trovano il luogo e l’occasione per metterle in comune con altri e per svilupparle. Sarà possibile”.  La battaglia continua, molto dura.

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Ex-Arsenale: Il Comune versa più di 10 milioni.

Dove li prende?

Non li prende dalla vendita del Palazzo dl Capitanio, come per anni si è ritenuto e il Comune ha lasciato credere. Quei 12 milioni, destinati all’Arsenale, sono già stati spesi. Qualcuno lo sapeva? Mancheranno anche 10 milioni di AGSM.

Il sindaco Tosi elenca “i lavori più importanti del 2017”: manutenzioni di strade (4 milioni); pista ciclabile lungo i canali Biffis e Camuzzoni (1,8 milioni) e tra Saval e Stadio (1,4 milioni); adeguamenti strutturali di palazzo Nervi e biblioteca civica (1,6 milioni); ristrutturazione dell’asilo notturno “Camploy” (1,3 milioni) e Palasport di San Massimo (2,1 milioni). Variazioni:

– consolidamento di ponte Nuovo (3,3 milioni): restano a carico del 2017 le spese tecniche: 400.000 euro; la spesa vera si rinvia al 2018 (quando Tosi non sarà più sindaco).

– eliminazione delle spese per uno stralcio del Parco dell’Adige, al Saval;

– per restaurare la Torre del Mastio, a Castelvecchio (1,4 milioni) si cercheranno contributi privati.

Il Comune, per recuperare i 14,8 milioni per l’Arsenale, azzera (o posticipa) 37 opere pubbliche già programmate e inserite in bilancio a favore dei quartieri per un totale di 10.050.000. A questi si aggiungono 4,8 milioni provenienti da AGSM con Art bonus.  Il concessionario mette a disposizione 30,5 milioni.  Ecco il misfatto: dal piano triennale dei lavori pubblici l’Amministrazione elimina:

– la nuova sede del Soccorso alpino e speleologico, a Boscomantico (450.000 euro); Continua a leggere

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Il dopo tagliola

Il progetto di Italiana Costruzioni andrà in gara pubblica, a livello europeo, con eventuali imprese che offrano soluzioni migliori.

Dopo il secondo voto sulla delibera Arsenale (marzo 2017), in aprile, la gara dovrebbe essere aggiudicata, con il “sì” del Consiglio comunale, la bonifica del terreno in atto, il via libera della Direzione regionale per i beni paesaggistici, il parere favorevole di Anac di Raffaele Cantone, al quale scrive il deputato Francesca Businarolo (M5S): “Chiedo di verificare la regolarità della procedura seguita a Verona per il recupero e la riqualificazione dell’area dell’Arsenale austriaco, che deve restare un bene comune che risponda alle esigenze culturali e sociali della città, avviando un progetto di restauro e riqualificazione dell’edificio e mettendolo a disposizione della comunità”.

Seguiranno 9 mesi per la bonifica e lo sgombero del materiale: una incognita.

Si passerà al restauro-riconversione dell’ex caserma, con una partnership pubblico privata. Continua a leggere

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