Archivi tag: democrazia della spesa

La strada della rinascita della politica

Per non essere “democrazie della spesa”, la strada è una e difficile: trovare nuovi contenuti alla democrazia; abbandonare la visione solo economica del nostro futuro e riscoprire la politica come capacità di animare un dibattito pubblico con verità, con capacità di visione e di mobilitazione ideale; una politica che allarga lo spazio ai valori essenziali che ci preme salvaguardare, al modello di società che vogliamo. Con questa politica riusciremo, se ne saremo capaci, a far sì che le nostre società non diventino una docile e invivibile appendice della Borsa.

Il governo democratico di un Paese deve essere capace di una pedagogia civile ispirata alla verità. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Politica e Riforme

Governatori del nulla. La debolezza delle leadership

Non si fanno riforme perché non si è capaci di farle

I popoli occidentali si rendono conto che i propri governanti tengono sotto controllo un bel nulla e non riescono a immaginare vie di uscita dalla crisi. Scoprono di essere nelle mani di leader privi di temperamento, di coraggio e soprattutto di visione. Non è un caso. Il deterioramento qualitativo delle classi politiche è prodotto inevitabile della ‘democrazia della spesa’ che caratterizza i nostri Paesi: governare significa disporre di soldi, non importa come reperiti, o prometterli; significa spendere e ancora spendere per soddisfare quanti più elettori possibile, fino a indebitarsi, con relative catastrofi finanziarie. L’esercizio del potere si spoglia della necessità di conoscere, di capire, di progettare e soprattutto di scegliere e decidere. Il denaro diventa intrinseco alla politica e appare il vero e unico scopo del rapporto politico: per chi lo elargisce e per chi lo chiede o lo riceve. E dove il danaro è tutto, inevitabilmente si infila la corruzione. La democrazia della spesa insomma svilisce la sostanza e l’immagine della politica e contribuisce a selezionare le classi politiche non premiando i migliori, per esempio quelli che pensano all’interesse generale. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Politica e Riforme

Perché in Italia le riforme risultano impossibili?

Ogni tot anni si vota. Per conservare il potere occorre un voto in più dei rivali, mostrando che i risultati ottenuti sono superiori alle loro promesse. La crisi economica e politica in atto obbliga le democrazie, fondate sul suffragio universale, a esplorare nuove strade per vincere le elezioni. Quel voto in più è decisivo. Chi programma la politica prende atto che, al fine di vincere le elezioni, non hanno più presa motivazioni ideologiche o etiche. A partire dagli anni 70, motivi di consenso fino ad allora decisivi (la difesa di interessi nazionali, l’opposizione al comunismo, l’anti fascismo, l’ispirazione cristiana) hanno perduto di peso o sono svaniti. Trovano spazio limitato valori personali e collettivi, la qualità della vita individuale e della convivenza, le prospettive del futuro. Viene espulso dal dibattito politico, basta pensare alla recente campagna elettorale, ogni elemento ideale. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Politica e Riforme