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AUGURI DI BUON NATALE

Guai a chi tocca il Natale !

Natale conserva un valore simbolico fondamentale che non possiamo permetterci di perdere. E’ il tempo in cui ci si saluta senza rischiare uno sguardo bieco; il tempo degli auguri reciproci, dell’incontro tra familiari e amici. E’ il tempo della festa, del regalo a chi ci è caro. Affiorano sorrisi e benevolenza. La bontà non è più il moderno reato. Talvolta sussurriamo che il tempo di Natale è una falsità: un breve periodo di sorrisi e di bene tra un prima e un dopo di musi duri e di indifferenza.
Probabilmente è vero. Ma è fondamentale che per questo breve periodo la cattiveria diventi negatività; che l’amore, il perdono e la vicinanza tra le persone diventino esperienze di vita da augurarsi gli uni gli altri. Non è poco.
E’ bene che il Natale ci tocchi il cuore, anche se marginalmente. Ci consente di intravedere che un’altra vita è possibile: quella che chiamiamo civiltà dell’amore. Nella nostra civiltà, segnata in profondità dal cristianesimo, il Natale è di più; di più anche del Bambino che nasce e che dona speranza: molto di più. Il Natale è l’incontro tra Dio-Amore, l’Eterno; il Figlio di Dio, il grande mediatore; l’umanità in cerca del Bene e ogni persona che spera di incontrare il Dio della vita e della felicità. Natale pone al centro il grande dialogo tra Dio e l’umanità. E’ molto.
Si può perdere un’occasione del genere? Buon Natale !

                        Tito Brunelli   Armando Ferrarese

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Buon Natale 2012

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Un germoglio. Cosa è un germoglio? E’ piccolo. Occorre fermarsi per fissarlo e vederlo, altrimenti è come se non esistesse. Si può calpestare sotto le scarpe o distruggere con le dita. Eppure quel piccolo essere può diventare una grande pianta, capace di ospitare gli uccelli del cielo desiderosi di ombra.

L’Antico Testamento vede in quel germoglio l’immagine del Messia che viene. E’ come un granello di senapa ma diventerà grande: il Figlio dell’Altissimo che viene tra noi per accompagnarci nel nostro cammino di persone, di famiglie, di società. Non è invadente; quasi non si vede e non si fa vedere. Però è la luce del mondo, di chi vuol vedere. Chi lo vuol vedere lo vede. E’ lui che rende concreta la nostra speranza. E’ lui che sostiene, tanto più quando pare di brancolare nel buio, il cammino di noi suo popolo. Continua a leggere

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Natale

Ultimo dell’anno di parecchi anni fa. Festeggiavamo la fine dell’anno. E’ venuta a mancare la luce. Eravamo tanti in piccolo spazio: tutti fermi e perduti. Dopo un po’ di tempo, un lumino si è acceso: si vedeva poco, ma si vedeva. La luce. Grande applauso.

E se l’oscurità fosse durata a lungo?

Ogni anno, a Natale, ripenso a quella serata. Ascolto la lettura biblica sulla Luce che si accende.
Ringrazio Gesù: luce che illumina il cammino di chi Lui tira a sè, di tutti noi.
Questo nostro tempo, quello che ci è dato di vivere, ha bisogno di Luce: lo sappiamo bene.
Il problema è chiaro: crediamo che Gesù è la Luce o la cerchiamo altrove? O non la cerchiamo neppure?
E’ Lui la luce che illumina il mondo, la nostra vita, quella delle nostre famiglie.
Possiamo cogliere l’occasione per vedere: per il bene nostro, di chi ci sta vicino, di tutti.
Allora sarà il Natale del Signore.

Buon Natale

Tito Brunelli

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