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Ancora assuntopoli: in AMT e in “Acque Veronesi”

Dicembre 2013. La Guardia di Finanza visita gli uffici di AMT e di “Acque Veronesi”: chiede ai vertici dei due enti la documentazione relativa ad alcuni contratti di assunzione, da vagliare, di una decina di persone nelle due aziende.

La richiesta rientrerebbe nell’attività di verifica circa la regolarità e il rispetto delle procedure stabilite dalla legge per le assunzioni, in riferimento all’art. 97 della Costituzione che impone i concorsi per accedere ai pubblici uffici e al decreto legge 112/2008 che prescrive, per le società a capitale interamente pubblico o che forniscono pubblici servizi, la massima pubblicità in caso di reclutamento di personale.  Le richieste non sono legate a fascicoli di indagine già esistenti.

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Assunzioni in Fiera? Si indaga

Il fatto che si indaghi in Fiera è particolarmente grave per l’importanza di questo ente, determinante per il presente e per il futuro della città. Sappiamo che l’Expo 2015 a Milano è molto importante anche per Verona e vede in prima fila la nostra Fiera.

Settembre 2013. La Procura, su disposizione del sostituto procuratore Valeria Ardito, indaga per verificare alcuni contratti professionali stipulati dalla Fiera, ente autonomo, di diritto privato. L’inchiesta è sulla correttezza delle assunzioni negli enti pubblici. La Procura ha chiesto la documentazione relativa ad alcuni contratti di lavoro e ad alcune consulenze. Si tratterebbe di contratti a progetto, a tempo determinato: prestazioni professionali. Probabilmente sono le modalità di assegnazione a interessare la Procura scaligera. Si tratta di accertamenti simili a quelli effettuati anche in ATV, dove si tradussero in un provvedimento cautelare per il direttore generale e per il responsabile del personale, che furono sospesi per due mesi dal servizio.

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Catullo. Chi sapeva dei debiti ?

 

Secondo l’ex direttore generale (dg) Soppani i soci erano informati delle decisioni prese per il Catullo. Tutti hanno detto: “Sì”. Non accetterà di prendersi tutte le colpe; chiamerà in causa tutto il vecchio CdA. L’ex presidente Bortolazzi godeva di ampia autonomia decisionale e poteva firmare contratti fino a 200.000 euro senza passare dal CdA. Aveva l’appoggio dei soci veronesi, del Comune in particolare. Ora rischia l’azione di responsabilità perché il suo piano era “un sogno fuori dalla realtà”.

Gennaio 2013. Il CdA vota a favore dell’azione di responsabilità contro il precedente CdA (poi però rinvia la decisione).

Presidente Arena: “Scelta compiuta con amarezza, ma inevitabile. Devono rendere conto dei 26,6 milioni di perdite nel 2011 e di vari scandali: assunzioni pilotate, appalti gonfiati, contratti tossici. Chi sarà ritenuto colpevole dovrà pagare di tasca propria”.

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Un caso emblematico: l’Aeroporto Catullo

 

Marzo 2012. “Gli intoccabili”, trasmissione televisiva di La7 condotta da Gianluigi Nuzzi, presenta un servizio sulla presunta parentopoli leghista veronese.

Momento televisivamente forte: il vicesindaco leghista di Villabartolomea, rintracciato per le affermazioni rilasciate a Il Corriere di Verona (“La Lega Nord fa bene ad assumere i suoi, ora che è al governo”), prima parla con la giornalista; poi, quando le domande lo mettono in difficoltà, corre lontano, lasciandola col microfono a mezz’aria.

Aeroporto Catullo. Estate 2012. Il CdA della precedente gestione è sotto esame per:

Assunzioni politiche. L’ex presidente Fabio Bortolazzi ne parlò con La7. L’ex direttore generale Massimo Soppani confermò: “L’aeroporto è stato influenzato e usato come vacca da mungere, come luogo dove piazzare amici e parenti, da chi rappresentava interessi politici e sindacali. In alcuni casi ho risposto “no”; in altri non è stato possibile. In almeno 5 occasioni ho assunto persone non necessarie”.

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Considerazioni di Tito Brunelli sul malaffare in ATV e su parentopoli

Non me l’aspettavo. Leggeremo nei prossimi giorni tanti altri articoli sul malaffare e risulterà sempre più evidente che, anche a Verona, la politica ha perso la testa.

Notoriamente non sono un estimatore di Flavio Tosi, soprattutto perché l’ho conosciuto da vicino nell’esperienza amministrativa. Ma se qualcuno mi avesse detto che l’Amministrazione Tosi sarebbe arrivata a questo punto, non ci avrei creduto.  Eppure, pensandoci bene, le premesse c’erano tutte:

– La Lega Nord era ed è un insieme eterogeneo di persone arrivate al potere quasi improvvisamente; persone che, in sintonia con il “capo”, dichiaravano di rispondere del loro operato solo al popolo sovrano, cioè a se stesse; persone che vedevano e vedono nelle leggi, che comunque conoscevano e conoscono poco, un ostacolo al “fare”. Il loro modo di procedere è questo: “Quello che appare bene a noi, rappresentanti eletti dalla gente, è l’unica regola”. Ho avuto modo di confrontarmi con una decina di segretari comunali: tutori della legge. Quelli che hanno avuto a che fare con la Lega Nord mi hanno detto quasi le stesse parole: “Queste persone, una volta elette, pensano di poter fare quello che a loro va bene e guardano il segretario comunale con sospetto, come partigiano di una legge che è rimasuglio di un passato da cancellare”.

E’ la sbornia del potere, del “faccio io”. Flavio Tosi è maestro in questo. Si adatta alle varie situazioni. Resta però saldo nel “ghe pensi mi”. Gli altri con contano.

– Secondo appunto. Mi interessa relativamente che i sospettati di parentopoli siano condannati o meno. Chi approfitta del suo ruolo è colpevole; ma ciò che è più grave, anche se non viene sanzionato dalla magistratura, è la mentalità, la visione della politica che emerge dai comportamenti descritti. Queste persone non sono in politica per il bene di tutti, ma per occupare il potere e approfittarne come possono e più che possono a vantaggio di una parte. Il sindaco Tosi ha voluto mettere alla guida degli enti comunali chi va bene a lui, inventandole tutte per lasciare alle minoranze e ad altre rappresentanze il minimo spazio. Non si è curato di scegliere persone competenti nel settore di impegno a loro affidato. Ha progressivamente eliminato le voci di autonomia e di dissenso anche lieve. Non ha tenuto conto che Continua a leggere

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L’Amministrazione Tosi si difende e l’opposizione attacca

Il Comune di Verona, in un dossier, chiarisce che le assunzioni contestate si sono svolte secondo le regole, senza favoritismi. Si prende in esame il caso della sorella di Luca Coletto (assessore regionale). Assunta in comune, come precaria, ai tempi dell’Amministrazione Zanotto, fu impiegata all’ufficio permessi. La legge Brunetta impediva il rinnovo dei contratti ai precari già impiegati per tre anni nei Comuni, per cui si è deciso di trasferire l’intero ufficio (una decina di persone) ad AMT. Su pressione sindacale, i contratti, a tempo determinato, sono diventati, due anni dopo, a tempo indeterminato.

Partito Democratico: “E’ un sistema. Le aziende pubbliche veronesi vengono usate per dare lavoro ad amici e parenti dei politici di turno, tutti di un’area politica. Continua a leggere

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“Assuntopoli”

Dopo tre anni le indagini sono chiuse. Secondo la Procura, una ventina di assunzioni negli enti comunali sono state deliberate senza rispettare la Costituzione (articolo 97) e le norme dettate dalla legge 112/2008 che stabilisce l’obbligo di massima pubblicità e trasparenza. Per il Procuratore non è avvenuto.

Si sono assunti amici, mogli e parenti, per vie preferenziali. Il fenomeno riguarda soprattutto persone della Lega Nord.

Schinaia: “Verifichiamo solo la regolarità delle assunzioni che devono avvenire sempre per concorso, trattandosi di enti pubblici. Ci deve interessare il principio, a servizio del buon andamento della pubblica amministrazione”.

Gli indagati (amministratori, direttori e consiglieri delle aziende) sono accusati di abuso di ufficio.

Procuratore Schinaia: “Abbiamo inviato gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Appena scadranno i termini, chiederò di fissare l’udienza preliminare”.

Lo scontro è sulla natura delle aziende. Continua a leggere

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