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L’ultimo può essere il bambino, può essere l’anziano, può essere il cittadino

da: La Verona del sindaco Flavio Tosi (19)

Cosa è il bene per il bambino?

Vivere in un ambiente di affetti intensi, di presenze e di premure permanenti; godere della vicinanza di una madre e di un padre; sperimentare affetti il più possibile duraturi e completi.

Lo Stato, se vuole il bene dei suoi cittadini più piccoli e fragili, ha il dovere di riconoscere e promuovere la famiglia stabile, matura, capace di accogliere i figli propri e altri familiari e di accompagnare nell’amore disinteressato bambini i cui genitori non sono stati nelle condizioni di formare una famiglia solida. Il discorso, nei diversi ruoli, vale anche per la scuola.

Cosa è il bene per gli anziani?

Che vivano con i figli o da soli, soprattutto se non autosufficienti o parzialmente autosufficienti o malati, hanno bisogno di restare nel loro ambiente di vita, con gli affetti più intimi, con figli e amici. Lo verifichiamo tutti.

Cosa è il bene per i cittadini? Continua a leggere

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Conosciamo un po’ meglio gli africani che vivono tra noi (5)

La Figura dell’Antenato

E’ l’anello che lega famiglia, etnia e tribù alla storia di oggi per poi permettere un’apertura verso il futuro. Tramite vari racconti si definisce al neo arrivato in famiglia il profilo, gli impegni e la configurazione dell’antenato vissuto in famiglia e sempre presente negli eventi della vita. Ogni anziano autorevole e saggio diventa, dopo qualche periodo dal suo decesso, un antenato, cioè una suprema autorità che funge anche da intermediario tra i vivi e i morti, tra i mortali e il divino (mai afferrabile). Continua a leggere

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L’amministrazione Tosi mi preoccupa (3)

3) Al centro dell’attenzione dell’Amministrazione Tosi perciò c’è la componente di cittadini che crea insicurezza. In questa direzione vanno l’impegno, gli sforzi, la propaganda, i soldi.

Ma è questa la vera criminalità a Verona? Continua a leggere

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Riflessioni: il bilancio del Comune di Verona

asilo

e) Asili comunali. Indagine di Cittadinanzattiva. Costo per ogni bambino che frequenta il nido a Verona: 369 euro al mese: al di sopra della media nazionale (290 euro). Dura la vita per le giovani coppie!

Primi dati sui nidi nel 2008:

– le domande sono 1.184 (erano 1.231 nel 2007);

– posti disponibili: 632, più altri 40 individuati;

– 45 sono le richieste accettate da genitori unici di figli riconosciuti;

– 113 i bambini stranieri (110 nel 2007);

– 364 sono i bambini in lista di attesa.

* Le perplessità riguardano le domande delle famiglie a protezione sociale (= nuclei familiari con problematiche economiche, lavorative o sociali): su 113 solo 28 sono state accolte, perché prive dei requisiti richiesti.

* Ci si chiede anche chi sono le 364 famiglie dei bambini rimasti fuori.

* Le strutture restano comunque insufficienti. Spendiamo i soldi per autostrade e grandi mostre o per i servizi essenziali? Continua a leggere

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Riflessioni sugli “anziani” (11)

RIFLESSIONI IN PERIODO ELETTORALE

Alcuni dati, solo superficialmente affrontati in campagna elettorale, sconquassano il nostro presente e il nostro avvenire e richiedono politici capaci di prefigurare e di costruire il futuro.

A) Su circa 60 milioni di cittadini italiani, gli aventi diritto al voto il 13 e 14 aprile scorso eravamo più di 47 milioni. Ciò significa che, in Italia, i giovani sotto i 18 anni sono circa 13 milioni, tra i quali l’apporto degli immigrati e dei loro figli nati in Italia è consistente. Significa anche che, se non ci sarà una netta inversione di tendenza per quanto riguarda le nascite, tra 80 anni i cittadini di origine italiana saranno meno della metà degli attuali e in notevole parte anziani. Il dato è sconvolgente: ci parla di un popolo che decide di scomparire. Possiamo far finta di niente? Continua a leggere

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Riflessioni sugli “anziani” (10)

ALTRI PROGETTI …

Accenno ad altri progetti concretizzati o su cui ci stavamo muovendo:

– il progetto “Estate anziani“, avviato dopo l’estate 2003 con i guai ai quali abbiamo accennato. I dirigenti dell’Assessorato possono dare ogni informazione.

– il progetto di ristrutturazione di abitazioni AGEC a San Bernardino-via D’Azeglio, in seguito alla nostra partecipazione a una proposta nazionale. Siamo stati scelti e premiati con poche altre città italiane. L’abbiamo presentato durante l’Expo del maggio 2005 presso la Fiera di Verona. Non se ne parla più. Credo che si debba informare la città sullo stato degli interventi. Prevedevamo un “Centro anziani protagonisti nel quartiere”, una palestra, un ambulatorio e appartamenti protetti (uno già inaugurato) per malati di mente in reinserimento nel tessuto sociale. Continua a leggere

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Riflessioni sugli “anziani” (9)

IL PORTIERATO SOCIALE

Nelle riflessioni programmatiche in Assessorato, con dirigenti e responsabili molto guardinghi; negli appuntamenti con il Terzo Settore e con il volontariato e soprattutto negli incontri del gruppo di collegamento e di progettazione (Assessorato, USSL 20, IAA, AGEC, volontariato), pur valutando con soddisfazione il lavoro che stavamo facendo, ci rendevamo conto che le realizzazioni in atto e quelle in programma erano importanti ma insufficienti: partivano infatti dalla situazione attuale che prevede che l’anziano o chi ha bisogno si rivolga alle istituzioni socio-sanitarie. Sappiamo però che la maggior parte degli anziani non va in cerca dei servizi sociali e sanitari; si arrangia come può, con l’aiuto dei familiari, se disponibili, di amici, di gruppi parrocchiali e simili. C’è però un limite oltre il quale questi aiuti si fermano o faticano a essere continuativi. Avviene quando l’autosufficienza va in crisi: la persona, da sola o con gli aiuti a disposizione, non ce la fa più. Allora in casi estremi gli anziani si isolano fino a morire: ogni tanto succede. Spesso queste persone fanno una vita grama, al limite della sopravvivenza, in isolamento. Si tratta di migliaia di anziani a Verona. Che fare?

Un’idea è nata tra noi, anche valutando esperienze di altre città. In particolare un gruppo del Rotari, dopo aver accompagnato e controllato il cammino che stavamo compiendo per garantirsi che lavoravamo bene, ci ha presentato il percorso in atto in quartieri del Comune di Milano, con il decisivo apporto della Caritas Ambrosiana. Ci hanno anche garantito un sostegno economico.

L’idea è quella del “portierato sociale“. Continua a leggere

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