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Aeroporto Catullo: Arrivano i mass media e la vergogna diventa pubblica

Sperpero di danaro pubblico e mala gestione

1). Metà novembre 2011. Una televisione olandese presenta Montichiari come emblema dello spreco italiano: perdite vicino ai 100 milioni. Aeroporto è vuoto. C’è solo la signora delle pulizie.

2). Poco dopo arriva Striscia la Notizia.

3). Dirompente è la trasmissione “Gli intoccabili”, su La7 del 2-2-12.

Quadro desolante allo scalo di Montichiari, colabrodo per le casse pubbliche; assunzioni con il bilancino; partiti che spartiscono i posti; ex amministratori con il vitalizio.

L’ex presidente Bortolazzi attacca frontalmente i partiti e scarica le colpe su politici e politica: “Nelle segreterie dei partiti c’è un elenco degli incarichi e delle posizioni in cui i politici possono piazzare i loro uomini. Si spartiscono i posti in base al valore della società, al volume degli affari, ai compensi previsti. Giocano come con le figurine: “Mi dai Sivori; ti do un altro”. Spartiscono tutto: dal Presidente all’operaio. Se sono implicati tre partiti e devi assumere una persona, alla fine devi assumerne tre”. Continua a leggere

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Aeroporto Catullo: L’assemblea dei soci licenzia Bortolazzi

Paolo Arena è il nuovo presidente

Dirompente.

Avviene a fine giugno 2011. Presidente e vice si diminuiscono lo stipendio del 40%. Bene.

I nuovi dirigenti fanno emergere dati significativi:

– cassa integrazione straordinaria per 72 dipendenti del D’Annunzio;

– le possibilità di autofinanziamento sono limitate: la Provincia di Verona e i Comuni di Verona e di Villafranca non possono versare l’aumento di capitale al Catullo, almeno fino a gennaio 2012.

– linee strategiche 2011-20: gestione integrata di Catullo e D’Azeglio, con unica società di gestione.

Urge sollevare dal baratro il D’Annunzio: si punta su 1.500.000 passeggeri (turismo religioso; collegamenti estivi con Ibiza e Grecia; voli low cost verso l’area balcanica; charter per la Russia) e su 150.000 tonnellate di merci. Occorre un operatore con base a Montichiari. Il piano Bortolazzi prevedeva investimenti, fino al 2020, per 120 milioni (80 per Verona, 40 per Montichiari); viene ridimensionato: 46 milioni per Verona e 37 per Montichiari.  Continua a leggere

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A questo punto vediamo chi ha guidato la “Catullo spa” negli ultimi cinque anni

*Gennaio 2007. L’assemblea dei soci (regista il sindaco Tosi) nomina il nuovo CdA della “Catullo spa”. Presidente: Fabio Bortolazzi. I membri del CdA passano da 15 a 7, però raddoppiano l’indennità. Si spendevano 260.000 euro nella gestione precedente; se ne spendono 220.000 adesso, più il gettone di presenza: 250 euro a seduta. Il costo della politica resta uguale e viene spartito tra meno persone: chi diventa consigliere guadagna il doppio di prima.

Nota: già questa scelta avrebbe dovuto far riflettere sul valore degli amministratori nominati e sulla visione politica di chi li aveva nominati.

Bortolazzi privilegia l’asse con Brescia e, in prospettiva, con Orio al Serio (Bergamo): “Verona, Brescia e Bergamo, con Cremona, Mantova, Rovigo, Vicenza, Trento, Bolzano, hanno notevoli possibilità di sviluppo: possono diventare il terzo polo aeroportuale tra Venezia e Milano”.

Il presidente ritiene che siano tre le strutture capaci di far fare il salto di qualità: Alta Velocità; autostrada Brembana (BS-BG-MI); metropolitana di superficie che collega Verona e Mantova, con fermata al Catullo. Presenta un piano finanziario faraonico, di 125 milioni: 78 per il Catullo; 50 per il D’Annunzio. I soci, con voto unanime, approvano e si impegnano per 45 milioni. Continua a leggere

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Le strategie future : quale futuro per il Catullo e per il D’Annunzio?

Il sistema aeroportuale del Garda è corteggiato da Venezia; insidiato da Milano; pressato da Bergamo; lusingato da Monaco. Spetta alla politica (se c’è): decidere le alleanze. Prevale la tendenza verso la Lombardia.

Alla “Catullo spa” Brescia porterebbe circa 20 milioni; Malpensa 40; Monaco 50.

Varie sono le possibilità, segno che il Catullo è, nei fatti, strategico:

1) Accordo tra soci veronesi e bresciani: società unica, per un polo aeroportuale autonomo, alternativo a Milano e a Venezia.

Miozzi, presidente della Provincia di Verona: “Non ci sono alternative all’accordo tra Verona e Brescia. Poi affronteremo insieme le sfide future”.

Sottosegretario Alberto Giorgetti: “Il futuro dell’aeroporto è legato all’accordo con Brescia e all’ingresso di soci privati, senza i quali è a rischio la concessione di volo”.

A Brescia il 25% delle quote, come a Trento e Bolzano. A Verona il 50%. Nel CdA: due bresciani, due trentini e quattro veronesi, tra i quali sarà scelto il Presidente, con voto doppio, in caso di parità.

Mantova punta a rafforzare il sistema “Aeroporti del Garda”.

2) Asse Brescia – Bergamo, senza Milano. Per Verona può essere un passaggio in vista del patto con Malpensa e dell’operazione aeroporti del Nord.  Continua a leggere

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L’origine del male: il rapporto mal nato e mai cresciuto tra Verona e Brescia. Così va la politica

Sull’aeroporto D’Azeglio la diffidenza tra Verona e Brescia è pesante e reciproca.

Molti a Verona non vogliono dare spazio e peso ai bresciani:

– Giancarlo Conta, consigliere: “Verona ha speso più di 90 milioni per Montichiari”;

– Elio Mosele, ex presidente della Provincia: “Montichiari costa molto a Verona. Finché Brescia grava sui nostri bilanci, dare soldi al Catullo è gettarli in un pozzo senza fondo”.

– Cinzia Bonfrisco: “Mai visto vendere un gioiello di famiglia al minor offerente: Brescia compra a 10 un bene che vale 100. Paghino quel che devono. Regaliamo a Montichiari un aeroporto e Brescia ci impedisce di investire e promuove un contenzioso contro di noi”.

* Verona ha l’85% del capitale della società che gestisce gli scali di Brescia e Verona (sistema aeroporti del Garda). Provincia e Camera di Commercio di Brescia hanno il 7,5%.

Obiettivo di Brescia: l’autonomia. Senza autonomia, niente soldi alla “Catullo spa”.

Febbraio 2011. Il Consiglio di Stato cancella le aspirazioni autonomiste dei bresciani: la “Catullo spa” è legittimo gestore del D’Annunzio. Va cercata una soluzione unitaria. Sottosegretario Giorgetti: “Senza l’accordo politico Verona – Brescia la concessione di 40 anni è a rischio”.

Allora ministro Matteoli: “Niente intesa tra Verona e Brescia? Niente concessione”. Continua a leggere

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Una spesa senza fondo: l’aeroporto D’Azeglio di Montichiari (Brescia)

Come è nato e non è cresciuto questo aeroporto?

Torniamo ai tempi del sindaco Michela Sironi.

L’aeroporto Catullo risultava scalo militare e disponeva di piste per il decollo e di strutture scadenti: da rinnovare. Non si voleva perdere il traffico aereo conquistato. I lavori implicavano una lunga sospensione dell’utilizzo dello scalo. Si decise di costruire un nuovo aeroporto, in momentanea sostituzione del Catullo per il periodo dei lavori, che non entrasse in concorrenza con il Catullo quando fosse rientrato in funzione. Si scelse un ampio spazio nel comune di Montichiari, periferia di Brescia. Alla nuova società “Catullo spa” facevano capo il Catullo e il D’Annunzio. Il CdA era controllato dai veronesi.

Il nuovo aeroporto di Montichiari viene inaugurato il 5 marzo 1999: ospita gli aerei legati al Catullo e non è mai decollato come scalo autonomo. Quando il Catullo riprese la sua normale attività, il D’Annunzio, abbandonato a se stesso, ha cominciato a produrre perdite (in totale circa 90 milioni) ripianate dalla “Catullo Spa”. Finché ha prodotto utili, il Catullo ha coperto le perdite. Dal 2008 però anche il Catullo è in perdita: non è più nelle condizioni di pagare.

Il debito diventa voragine. Continua a leggere

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A rischio l’aeroporto Catullo

Aeroporto CATULLO. Verona ha ereditato realtà di grande valore economico e sociale, da custodire e da trasmettere, rafforzate, ai suoi figli e nipoti. Una di queste è l’aeroporto Catullo, oggi a rischio.

Presentiamo la situazione dello scalo aeroportuale, al 17 luglio 2012, in una serie di articoli cha vanno letti uno a uno e nel loro complesso per avere coscienza di una situazione che può diventare drammatica:

– Finalmente possiamo conoscere la verità

– La consistenza del debito

– L’aeroporto D’Annunzio di Montichiari

– L’invincibile diffidenza tra soci veronesi e soci bresciani

– La strategia futura degli aeroporti Catullo e D’Annunzio

– Chi ha guidato la “Catullo spa”?

– Il nuovo presidente: Paolo Arena

– Arrivano i mass media e la vergogna diventa pubblica

La verità su una situazione drammatica tenuta nascosta per anni

Catullo spa”: un nuovo rilevante debito per noi Veronesi

Partiamo dalle notizie recenti

Giugno 2012. Paolo Arena, presidente da un anno della “Catullo spa” (comprende gli scali Catullo e D’Annunzio), rende noto “il buco di 26.615.018 euro nel bilancio 2011. Si cammina sull’orlo dell’abisso. Territorio, azionisti, dipendenti devono valutare l’effetto dirompente del drastico ridimensionamento del nostro sistema aeroportuale in termini occupazionali e di indotto (circa 400 milioni)”.

Nell’assemblea dei soci programmata per fine luglio 2012, gli azionisti (per Verona: Provincia, Comune, Camera di Commercio) dovranno prendere decisioni pesanti. Il sindaco Tosi: “Attendiamo un piano industriale credibile e realistico: l’aeroporto è fondamentale per Verona”.

La soluzione può essere la chiusura dello scalo di Montichiari in perenne deficit? Costerebbe molto e si perderebbe una realtà territoriale importante, che potrebbe garantire sviluppo.

Provvedimenti immediati:

– liquidazione delle controllate Catullo Park e Adg Engineering;

– sostanziale commissariamento dell’aeroporto di Montichiari. L’assemblea dei soci, al 99% di proprietà della “Catullo spa”, ne azzera il CdA. Amministratore unico è Carmine Bassetti, direttore generale. Il deputato bresciano Stefano Saglia, del PdL, parla di segnale “non distensivo” da parte di Verona: “la territorialità non deve essere cancellata”. Continua a leggere

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