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Scricchiolio mortale. Il declino dell’aeroporto Catullo

Il peccato originale della crisi del Catullo va cercato in una politica provinciale e autoreferenziale, priva di una visione strategica in grado di affrontare un mercato in veloce cambiamento.

La situazione del Catullo Spa era in deterioramento dal 2007 e la politica veronese non si è accorta di cosa succedeva sul mercato. Mentre nel resto d’Italia gli aeroporti crescevano, Verona perdeva progressivamente quote di mercato, rubate da Bergamo, Bologna e Venezia.

L’inerzia della Catullo Spa , combinata con la crisi economica; l’aumento del costo dei carburanti; il crollo del mercato del charter (su cui si era specializzata), rimpiazzato dal low cost, hanno portato al progressivo ridimensionamento del nostro scalo.

Si giunse al bivio: ridurre la società in modo drastico o tentare un piano di sviluppo capace di portare l’aeroporto di Verona fuori dalle secche. La scelta fu di fare un accordo con i competitors del sistema lombardo: Malpensa e Bergamo in primis. Piuttosto di andare allo scontro, si preferì un accordo con Sea spa, società di gestione degli aeroporti di Malpensa e Linate. Si fece il progetto SEAS (South European Airport Sistem): quattro aeroporti con 5 piste del Nord-Italia. La commissione trasporti della Regione Lombardia approvò il progetto. Leggo che venne stipulato un accordo tra gli aeroporti di Verona e Milano e si decise di dare mandato a due advisor di stendere il progetto industriale di aggregazione tra gli aeroporti lombardi della Seas e quello di Verona-Montichiari. Continua a leggere

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Scricchiolii pesanti. Il Comune causa di contrasti tra le categorie economiche

Ottobre 2011. Un fatto di 14 mesi fa pesa nel tempo.

L’Amministrazione Tosi aveva messo in vendita il 24% delle quote della Fiera. Aveva bisogno di incamerare soldi per coprire il debito del bilancio comunale 2011.

La maggioranza della Giunta della Camera di Commercio delibera l’acquisto del 5% delle quote in vendita, per 7.700.000 euro, portando la quota camerale a un totale dell’11,45%. Confcommercio, Coldiretti, Artigiani e il presidente Alessandro Bianchi votano a favore. Vandino Guerra (CNA), Andrea Prando (Casartigiani) e Gianni Della Bernardina (Confindustria) escono per non votare contro. La delibera passa con 6 voti.

Questa scelta segna una rottura e crea scossoni nella politica e negli enti economici. Continua a leggere

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Scricchiolii pesanti. La questione aeroporto Catullo grava su tutti noi

Sull’aeroporto abbiamo già scritto molto. Ci limitiamo a una sottolineatura

Chi è responsabile dei disastri  che rischiano di portarci via l’aeroporto?

C’è chi sostiene che Massimo Soppani , ex manager del Catullo e l’ex presidente Fabio Bortolazzi devono rispondere della loro gestione che ha prodotto, per il 2011, un buco di bilancio di circa 26 milioni. Occorre rilevare che anche il 2012 chiuderà in perdita (circa 10 milioni) e che c’è un ulteriore debito (perché non se ne parla?) verso l’Erario (almeno 16,5 milioni). Nella relazione del Comune leggiamo: “Le svalutazioni operate negli anni gravano pesantemente sul risultato economico della società, contribuendo a determinare l’attuale situazione economica e finanziaria”. Se però, come abbiamo mostrato in precedenti interventi sul Catullo, verifichiamo i bilanci, emerge che i due scali (Catullo e Montichiari) hanno un debito complessivo di 85 milioni. Di chi le responsabilità? Chi paga? Continua a leggere

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Il federalismo fa del Valerio Catullo un aereoporto di serie B

Il federalismo arriva anche negli aeroporti e si abbatte come un fulmine sul “Valerio Catullo” che dovrà rassegnarsi a un ruolo di scalo locale, definito “primario” ma non “strategico”, mettendo da parte quelli che sempre più appaiono come infranti sogni di gloria. Così almeno si evince dal Piano ENAC  (Ente Nazionale dell’Aviazione Civile) sullo “Sviluppo della rete aeroportuale italiana” messo a punto per il ministero dei Trasporti da OneWorks, Kpmg, Nomisma e spiegato nelle sue linee essenziali sul quotidiano La Repubblica del 18 agosto scorso. Continua a leggere

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