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Soldi per i terremotati: altra brillante idea

Idea di grande valore simbolico, proposta da più persone e gruppi: chi è ricchissimo o ricco versi una somma di denaro in aiuto ai terremotati.

“Questa chiesa è stata costruita con le buone parole dei ricchi e con l’obolo dei poveri”, ha detto un vecchio parroco. Spesso chi ricco non è sa aiutare chi ha meno o nulla.

Una tassa pro Abruzzo pagata da chi ha redditi alti, a cominciare dai parlamentari, sarebbe stato un segno importante e chi avrebbe dovuto versare non se ne sarebbe neppure accorto. Ma no, dicono Berlusconi e Tremonti: “Non metteremo le mani nelle tasche degli Italiani”. Buona anche questa! Lasciamo stare i ricchi; ma in quali tasche vengono presi gli 8 e più miliardi di euro stanziati per gli abruzzesi?

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Uno scandalo che non avremmo immaginato

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Spese per i terremotati? La soluzione c’è. E’ alla portata. Da sola è in grado di finanziare la ricostruzione dell’Abruzzo. Avanzerebbero anche soldi per fronteggiare la crisi economica in atto. Eccola: bloccare la spesa approvata in gran silenzio, il 7 e 8 aprile 2009, dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato per l’acquisto di 131 aerei cacciabombardieri, capaci di trasportare ordigni nucleari. Costo: 100 milioni di euro l’uno. Continua a leggere

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“Ma io per il terremoto non do nemmeno un euro …”

E’ una voce fuori del coro. Non ci pare giusto accogliere l’invito a non contribuire a favore dei terremotati, garantendoci però che i nostri soldi vadano a buon fine. Ma ci aiuta a riflettere. E questo è molto buono.

“MA IO PER IL TERREMOTO NON DO NEMMENO UN EURO…” (11 aprile 2009, di Giacomo Di Girolamo, direttore di Marsala.it)

Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda. Continua a leggere

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