Archivi categoria: Comune Verona

Piano degli Interventi del Comune di Verona: Ma quanti cantieri sorgeranno in una città con molte case vuote?

L’assessore all’Urbanistica Giacino dice un’altra parte della verità:

“Nei prossimi 10 – 20 anni, daremo un nuovo assetto al territorio. L’80% degli interventi sarà su aree da riconvertire. Le opere di compensazione pubblica, per 140 milioni, consentono di progettare lo sviluppo di Verona e di risolvere molti problemi, sanando quartieri e correggendo errori. I privati dovranno vincolare la metà dell’area assegnata a verde e servizi, alla piantumazione di alberi e all’utilizzo di sistemi di bioedilizia.

Sarà contestuale l’approvazione del Piano dell’Ambiente, a difesa delle zone sensibili della collina e dell’Adige e a tutela dei siti di interesse comunitario (SIC). Sarà approvato anche il nuovo Piano delle piste ciclabili. Sarà tutelato in particolare il patrimonio faunistico con una rete ecologica a difesa del territorio. Ci saranno nuovi alberi.

Il P.I. sarà un incentivo importante all’edilizia, in un momento delicato e difficile.

Abbiamo catalogato 4.500 unità abitative nel centro storico maggiore; 2.000 nei centri storici minori; 180 corti rurali; 1.200 edifici storici e liberty, definendo il grado di intervento consentito. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Comune Verona, Eredità Tosi, Piano degli Interventi 2011, Urbanistica

Filosofia del Piano degli Interventi: Va tutto bene. Tutto è ammesso. Basta racimolare un po’ di soldi.

Giugno 2011. La Giunta approva il P.I. Dice di puntare alla riqualificazione di siti abbandonati costruendo case, alberghi, uffici, negozi. Nei fatti circa 700 privati ‘manifestano interesse’ per interventi edilizi. La Giunta ne approva 300, di cui 280 vengono firmati da proprietari e Comune, con l’impegno di attuarli.

Il sindaco Tosi spiega le novità del Piano: dice parte della verità. Non parla dell’enorme edificabilità che cambierà il volto della città, sulla base di scelte compiute da privati:

“Un tempo, con il Piano Regolatore, il Comune arricchiva qualcuno regalandogli una destinazione urbanistica nuova delle sue aree. Il P.I. non sarà strumento per regali; ridisegnerà il volto di Verona secondo criteri di sviluppo urbanistico. Non eroderà aree agricole; trasformerà zone abbandonate. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Amministrazione Tosi, Comune Verona, Eredità Tosi, Piano degli Interventi 2011

Il Piano degli Interventi del Comune di Verona: la regina di tutte le battaglie.

Conoscerlo aiuta a capire l’idea della ‘nuova’ Verona secondo il sindaco Tosi e l’assessore Giacino : alcune centinaia di privati decidono il volto futuro della città, cogliendo l’occasione della debolezza della politica e del bisogno di soldi del Comune.

Dicembre 2011. Approvato dal Consiglio comunale, il “Piano degli Interventi” (d’ora in poi: P.I.) disegna la Verona del futuro. L’Amministrazione (sindaco Tosi e assessore all’Urbanistica Giacino) lo presenta come un affare per la città: porterà nelle casse comunali circa 140 milioni, versati da costruttori privati, che consentiranno all’Amministrazione di realizzare circa 400 opere pubbliche nei quartieri. Quasi un miracolo, viste le ristrettezze economiche del Comune.

Benefattori’ privati che cercano il bene della città?

Per rispondere occorre conoscere il P.I.  Nelle intenzioni dell’Amministrazione, dei costruttori e dei detentori del potere economico, nel prossimo periodo sorgeranno in città circa 300 cantieri: grattacieli, palazzi, hotel, alberghi, negozi, abitazioni, uffici e soprattutto centri commerciali.

La lettura degli articoli che seguiranno (circa una trentina) sarà impegnativa, ma ci aiuterà a capire in che mani siamo.

Tito Brunelli

Lascia un commento

Archiviato in Amministrazione Tosi, Comune Verona, Eredità Tosi, Piano degli Interventi 2011, Urbanistica

Filobus. Chi paga? Nell’indifferenza dei Veronesi

Fine luglio – metà agosto 2012.

E’ disponibile il contributo statale di 86 milioni (il 60% della spesa totale).

Per pagare la cifra restante, AMT ha acceso con Banca Popolare di Verona un mutuo per una quarantina di milioni, da recuperare con soldi incamerati dal Piano della Sosta.

Nel caso che AMT non abbia più la gestione della sosta, che va in gara, il Comune garantisce i tre milioni all’anno per pagare il mutuo.

La firma definitiva del contratto è fissata per il 31 agosto.

In ogni caso pagano i cittadini. A proposito di quanto ci è stato ripetuto: i cittadini non verseranno neppure un euro! Continua a leggere

1 Commento

Archiviato in Commenti, Comune Verona

Accelerata per il filobus

Luglio 2012. Sì al filobus da parte della Commissione della Provincia per la Valutazione di Impatto Ambientale. I lavori dovrebbero cominciare a inizio 2013 e concludersi entro tre anni.

Sono 23,8 chilometri, di cui 16 fuori le mura (dove il mezzo procederà a trazione elettrica, con le bretelle) e 7 in centro città, con motore diesel Euro 6. Trasporto fino a 140 passeggeri.

Costo previsto: 143 milioni, dei quali 86 da parte dello Stato.

Prescrizioni da rispettare:

– il Comune dovrà costruire, con propri soldi, i parcheggi scambiatori di Ca’ di Cozzi, San Michele Extra e Verona Sud: andranno collaudati prima della messa in esercizio del filobus. Continua a leggere

1 Commento

Archiviato in Commenti, Comune Verona

Filobus. Avanti, ma …

Polemiche tra ex alleati sul filobus. Che ne sarà di via IV Novembre?

Luglio 2012. Alberto Bozza, capogruppo PdL in Provincia, fino a maggio Presidente della II^ Circoscrizione, richiama l’attenzione sulla possibilità che via IV Novembre diventi strada a senso unico: “Tra Borgo Trento e Ponte Crencano i problemi saranno parecchi.

Primo: il parcheggio scambiatore di Ca’ di Cozzi, da 1000 auto, nodo di tutto il sistema. Dovranno costruirlo (come opera compensativa) i privati che realizzeranno il traforo. Ma se il traforo non si dovesse fare chi lo costruirà?”.

Secondo: via Ca’ di Cozzi, con due corsie riservate al filobus al centro della strada e due (al posto delle attuali quattro) per il traffico privato: “All’incrocio con la strada per Quinzano l’intasamento sarà notevole. Altrettanto all’incrocio con la strada per Avesa: lì le corsie si scambiano, col filobus che passa sulle fasce laterali e le auto al centro della strada. Ma chi arriva dalla collina come farà a mettersi sulla strada e ad andare verso il centro?”. Continua a leggere

1 Commento

Archiviato in Commenti, Comune Verona

Una spesa senza fondo: l’aeroporto D’Azeglio di Montichiari (Brescia)

Come è nato e non è cresciuto questo aeroporto?

Torniamo ai tempi del sindaco Michela Sironi.

L’aeroporto Catullo risultava scalo militare e disponeva di piste per il decollo e di strutture scadenti: da rinnovare. Non si voleva perdere il traffico aereo conquistato. I lavori implicavano una lunga sospensione dell’utilizzo dello scalo. Si decise di costruire un nuovo aeroporto, in momentanea sostituzione del Catullo per il periodo dei lavori, che non entrasse in concorrenza con il Catullo quando fosse rientrato in funzione. Si scelse un ampio spazio nel comune di Montichiari, periferia di Brescia. Alla nuova società “Catullo spa” facevano capo il Catullo e il D’Annunzio. Il CdA era controllato dai veronesi.

Il nuovo aeroporto di Montichiari viene inaugurato il 5 marzo 1999: ospita gli aerei legati al Catullo e non è mai decollato come scalo autonomo. Quando il Catullo riprese la sua normale attività, il D’Annunzio, abbandonato a se stesso, ha cominciato a produrre perdite (in totale circa 90 milioni) ripianate dalla “Catullo Spa”. Finché ha prodotto utili, il Catullo ha coperto le perdite. Dal 2008 però anche il Catullo è in perdita: non è più nelle condizioni di pagare.

Il debito diventa voragine. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Aeroporto Catullo, Comune Verona

A rischio l’aeroporto Catullo

Aeroporto CATULLO. Verona ha ereditato realtà di grande valore economico e sociale, da custodire e da trasmettere, rafforzate, ai suoi figli e nipoti. Una di queste è l’aeroporto Catullo, oggi a rischio.

Presentiamo la situazione dello scalo aeroportuale, al 17 luglio 2012, in una serie di articoli cha vanno letti uno a uno e nel loro complesso per avere coscienza di una situazione che può diventare drammatica:

– Finalmente possiamo conoscere la verità

– La consistenza del debito

– L’aeroporto D’Annunzio di Montichiari

– L’invincibile diffidenza tra soci veronesi e soci bresciani

– La strategia futura degli aeroporti Catullo e D’Annunzio

– Chi ha guidato la “Catullo spa”?

– Il nuovo presidente: Paolo Arena

– Arrivano i mass media e la vergogna diventa pubblica

La verità su una situazione drammatica tenuta nascosta per anni

Catullo spa”: un nuovo rilevante debito per noi Veronesi

Partiamo dalle notizie recenti

Giugno 2012. Paolo Arena, presidente da un anno della “Catullo spa” (comprende gli scali Catullo e D’Annunzio), rende noto “il buco di 26.615.018 euro nel bilancio 2011. Si cammina sull’orlo dell’abisso. Territorio, azionisti, dipendenti devono valutare l’effetto dirompente del drastico ridimensionamento del nostro sistema aeroportuale in termini occupazionali e di indotto (circa 400 milioni)”.

Nell’assemblea dei soci programmata per fine luglio 2012, gli azionisti (per Verona: Provincia, Comune, Camera di Commercio) dovranno prendere decisioni pesanti. Il sindaco Tosi: “Attendiamo un piano industriale credibile e realistico: l’aeroporto è fondamentale per Verona”.

La soluzione può essere la chiusura dello scalo di Montichiari in perenne deficit? Costerebbe molto e si perderebbe una realtà territoriale importante, che potrebbe garantire sviluppo.

Provvedimenti immediati:

– liquidazione delle controllate Catullo Park e Adg Engineering;

– sostanziale commissariamento dell’aeroporto di Montichiari. L’assemblea dei soci, al 99% di proprietà della “Catullo spa”, ne azzera il CdA. Amministratore unico è Carmine Bassetti, direttore generale. Il deputato bresciano Stefano Saglia, del PdL, parla di segnale “non distensivo” da parte di Verona: “la territorialità non deve essere cancellata”. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Aeroporto Catullo, Commenti, Comune Verona

Cosa succede al “Don Calabria” ? Un grande patrimonio se ne va

Cosa ne direbbe don Giovanni Calabria?

Come si sarebbero mosse trent’anni fa:

– la diocesi di Verona

– il mondo giovanile la politica

– l’Amministrazione

– la scuola

– l’associazionismo della nostra città e provincia?

In 40 anni di insegnamento alla scuola media, molte volte, tra genitori e docenti abbiamo detto: “Per questo ragazzo/a occorre una strada adatta”. In parecchi casi la strada adatta era, per le ragazze, la Bon Brenzoni (scuola comunale professionale) e, per i ragazzi, il “Don Calabria”, con corsi di grafica, meccanica, elettronica, servizi alberghieri: scuole attrezzate per ragazzi/e impegnativi/e, che difficilmente si adattano a scuole professionali come Sammicheli e Giorgi.

Oggi la Bon Brenzoni è chiusa da qualche anno e la scuola professionale Don Calabria di via San Marco è in chiusura. Tra alcuni anni saranno un ricordo, come le ex comunali Leonardo da Vinci.

La nostra Verona, ricca di risorse, di volontariato, di riferimenti religiosi, chiude queste scuole, pensate per ragazzi che necessitano di cure particolari, e neppure si chiede che ne sarà di loro e se troveranno accoglienza adatta nelle scuole alle quali arriveranno. Continua a leggere

3 commenti

Archiviato in Comune Verona

In seguito ai tagli ai finanziamenti pubblici, con quali soldi il Comune è rimasto in piedi?

Ha venduto:

– a Fondazione Cariverona: ex Magazzini Generali, Castel San Pietro, Teatro Ristori, Palazzo Forti, Palazzo del Capitanio.

– a privati: parte dell’ex Caserma Principe Eugenio, l’ex bar Borsa, palazzo Gobetti.

– azioni della Fiera per più di 25 milioni a Cattolica Assicurazioni, Camera di Commercio e Banca Popolare di Vicenza (già spesi per coprire il buco del bilancio 2012. Tratta con la Provincia di Trento per vendere altre azioni. Totale: 33,8 milioni.

* Visto che si vende il patrimonio dei cittadini, la decisione doveva essere condivisa da politica, maggioranza e opposizione, categorie economiche e sindacali, istituzioni, associazioni culturali.

D’ora in poi si vende ancora? Urge una mappatura, con valutazioni economiche, delle proprietà vendibili e va aperto il doveroso dibattito.

Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Comune Verona