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Il gambero: I difetti del nuovo orario dei treni

Col nuovo orario Verona perde 9 corse. Ecco le caratteristiche:

– potenzia alcune tratte e ne penalizza altre;

– penalizza alcune fasce di utenza a vantaggio di altre;

– riduce l’offerta nei giorni prefestivi e festivi; non riduce inquinamento e mobilità privata.

– E’ fallimentare la riduzione dei treni di prima mattina e, nelle stazioni secondarie, in tarda serata: incentiva l’uso dell’auto.

– Se si prende un regionale, a Verona bisogna scendere: si spezza la linea Venezia-Milano.

Quattro sono le cause dei disguidi:

– si vuole una riforma a costo zero, anzi pensando di risparmiare;

– troppi cambi, tutti insieme, aumentano le discordanze tra orari dei treni e turni di lavoro;

– i nuovi treni si impiantano perché soffrono nella captazione dell’energia elettrica;

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15 dicembre 2013: Entra in vigore il nuovo orario cadenzato. Come va?

Primi giorni: caos e incubo:  treni in ritardo crescente, corse soppresse, convogli strapieni, insufficienti a contenere tutti i passeggeri, disservizi, come vagoni sporchi e privi di climatizzazione.

Viaggiatori infuriati. Molti sono rimasti a piedi.

I pendolari veneti spendono ore e ore sui binari.

Chisso: “Male. Battesimo non soddisfacente”.

Fine dicembre. Continuano le polemiche, ma la situazione migliora, soprattutto per la puntualità.

Lavoratori e studenti pendolari evidenziano le falle della nuova programmazione:

– le linee entro i confini della regione, specialmente quelle verso est, in particolare a Venezia, sono state potenziate.

– le linee a scavalco tra Lombardia e Veneto e sulle tratte ovest risultano penalizzate.

– sono sfavorite le piccole stazioni (i convogli si fermano meno) a favore degli scali principali.

– coincidenze sfavorevoli.

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Dibattito politico sul riorganizzato trasporto su ferro

Tosi e Variati, sindaci di Verona e Vicenza, contro Regione e Trenitalia: “I treni tra Venezia e Milano non vanno soppressi, altrimenti obbligano a cambi, attese e disagi, oppure a spendere cifre alte. Dopo le 18 chi lavora fuori regione rischia di non trovare un treno per rientrare”.

Parlamentari scaligeri: la sera, il Veneto è isolato sulla direttrice Sud; chiedono perciò più treni tra Roma e Verona e tra Bologna e Verona. Il servizio per Roma si interrompe alle 18,50; quello tra Bologna e Verona dopo le 22,35. Chiedono di ripristinare i collegamenti ferroviari tra Veneto e Lombardia, in particolare tra Verona e Milano, per non penalizzare Verona, crocevia del Nord Est. La direttrice Est si fa più cara per pendolari, studenti e lavoratori. Il biglietto da e per Milano costa fino a tre volte di più. Con le Frecce crescono le corse veloci tra Roma e Verona, ma anche le tariffe.

Interviene il P.D.:

– l’orario cadenzato è positivo se aumenta il numero di treni e fermate;

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Il gambero: La nuova programmazione ferroviaria è ‘storta’

Il nuovo orario implica un primo guaio grave: una quarantina di lavoratori, tra capotreni e macchinisti, traslocano da Verona a Venezia: la riorganizzazione degli orari prevede lo spostamento verso est, tra Venezia, Padova e Treviso, del baricentro del servizio di Trenitalia. C’è chi rimarca l’importanza di Verona nel sistema dei trasporti. I sindacati: “I lavoratori sono obbligati a trasferirsi con la famiglia per mantenere il lavoro”. Il P.D. chiede l’intervento del sindaco Tosi, finora in silenzio. La Regione, con Trenitalia, ha privilegiato il Veneto orientale: la grande maggioranza dei treni aggiunti (sono passati da 580 a 700) è destinata all’area Treviso-Padova-Venezia, già egregiamente servita.

Verona conserva lo stesso numero di treni. In alcune sedi la situazione peggiora, come a San Martino BA (da 31 a 28 treni), Caldiero (da 32 a 28), Colognola ai Colli e Lonigo. Nessun rinforzo in questo territorio. L’utenza sarà costretta a spostarsi in auto. A Verona sarà facile perdere la coincidenza per Milano: il tempo per cambiare treno è di soli due minuti.

Stefano Valdegamberi, consigliere regionale, chiede di non ridurre il servizio ferroviario nell’Est veronese, in particolare a Caldiero: “Saranno gravi i disagi dei cittadini e dei pendolari, provenienti anche dalle vicine valli, diretti a scuola, al lavoro, alle terme. Il tragitto è tra i più frequentati; la riduzione penalizzerà l’azienda che perderà parte dell’abituale utenza”.

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Il gambero: La Regione Veneto ripensa il futuro dei trasporti su ferro

Renato Chisso, assessore veneto alla mobilità, condanna Trenitalia e dichiara non riformabile l’attuale sistema ferroviario veneto: “I pendolari non sanno che farsene di un servizio come l’attuale. Occorre cambiare l’organizzazione e la mobilità su ferro in Veneto: basta ritardi e sovraffollamento. Stiamo studiando le possibili risposte. Condivido la decisione di Trenitalia: non possiamo permetterci corse con poche persone e sprechi. Gli orari cambieranno: saranno cadenzati (= frequenza oraria: i treni locali di una medesima linea partiranno sempre alla stessa ora e agli stessi minuti)”. Si prevede che aumenteranno del 23% i servizi per pendolari; del 30% i posti a sedere; del 18% le fermate. Migliorerà il servizio sulle direttrici Verona-Venezia e Verona-Rovigo per numero di convogli e posti a sedere”.

La grande rivoluzione parte il 15 dicembre 2013: i treni dei pendolari saranno cadenzati. Coincidenze certe. Trenitalia investe 5 milioni per la manutenzione dei treni regionali.

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Il gambero: Ferrovie. Verona verso la marginalità

Anno 2001. Si progetta di quadruplicare la linea del Brennero per consentire ai super treni di sfrecciare accanto a quelli normali.

Anno 2006. Il sindaco Zanotto approva il progetto per il territorio veronese. Per salvaguardare i quartieri La Sorte, Chievo e San Massimo, si prevede un tratto di percorso interrato.

Anno 2007. Subentra l’Amministrazione Tosi. Giacino, assessore all’Urbanistica: “No al quadruplicamento devastante. Sì all’interramento sotto i centri abitati”. Queste le parole.

C’è chi nota che con la nuova intesa tramonta l’ipotesi del passaggio a Ovest della linea ad Alta Capacità e l’annunciato interramento resta come una eventualità. Si rafforza l’ipotesi che prevede il potenziamento della ferrovia del Brennero, prevedendo nell’area di Verona Ovest un tunnel sotto l’aeroporto di Boscomantico e un nuovo ponte sull’Adige.

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C’erano una volta le Ferrovie dello Stato

Verona per decenni è stata uno snodo fondamentale del trasporto su ferro.

E adesso?

Verona, forte di una collocazione geografica invidiabile, per molti anni è stata nodo portante della rete ferroviaria italiana e sede di direzione compartimentale. Oggi non più: la nuova sede è Mestre.

Conseguenze:

– a Verona, gli addetti sono passati da 12.000 a circa 3.000.

– da Verona dipendevano i nodi di Bolzano, Mantova, Rovigo. Ora non più. C’è il rischio di perdere la direzione dei treni anche sulla Verona-Bologna, a vantaggio del capoluogo emiliano.

– Luglio 2011: Trenitalia elimina 27 corse regionali, anche sulla linea Verona-Legnago-Rovigo: erano convogli usati da lavoratori pendolari e studenti. Le linee regionali sono tra le peggiori.

– Trasporto pubblico: solo il 14% degli investimenti statali va alle ferrovie. Il resto è per autostrade, strade e metropolitane. La Regione Veneto ha destinato alle Ferrovie il 7,6% del bilancio per il trasporto pubblico. Il resto va alle strade. Conseguenze per chi viaggia in treno: sovraffollamento, disservizi, tagli, corse ridotte, ritardi, aumento dei biglietti. Colpiti soprattutto i pendolari: 152.000, in crescita;

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