Questo piccolo articolo va letto con particolare attenzione, per capire

Oggi reggono il mondo gli Stati Uniti d’America, la Cina e La Russia: il nuovo G-3. Un triangolo sostenuto dal dominio tecnologico, dalla continuità dei leader e dal tramonto dell’ordine precedente, costruito dagli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale, sui pilastri della cooperazione atlantica e dell’integrazione europea.

Quell’epoca è passata. Ognuno dei tre Stati guida seguirà alcuni percorsi paralleli. Primo: il controllo dei propri seguaci. Secondo: il controllo comune dei focolai di instabilità. Terzo: una dura competizione con gli altri due soci, secondo i propri interessi e le proprie ambizioni.

La domande capitali sono evidenti: potrà ogni singolo Paese europeo competere con questi tre colossi?Certamente no. Potrà l’Europa unita sopravvivere al nuovo ordine imposto dal triangolo di ferro?

Unica certezza: l’UE rischia di pagare carissimo le sue divisioni interne e il suo ritardo in tema di difesa. La prospettiva è di diventare strategicamente irrilevante e di essere tagliata fuori dalla grande competizione tecnologica della nuova era. Un Trump eletto per la seconda volta non mancherebbe di esigere, ancor più di quanto faccia oggi, che l’Europa diventi un docile insieme di Stati individuali pronti a rapporti bilaterali con gli USA (ma non con Cina e Russia). L’Europa sarebbe annientata. Quanto basta per capire quanto siano lontani dalla realtà i proclami dei nostri nazional populisti quando annunciano che l’Europa attuale sarà “spazzata via” dagli elettori e che l’Italia potrà finalmente essere sovrana e badare ai suoi interessi. Le urne europee di fine maggio ci proporranno una alternativa secca e senza appello: tra una limitata sovranità europea pronta a battersi per trovare posto nel G-3, e una sovranità nazionale del tutto inesistente perché vincolata a rapporti bilaterali con i veri potenti. Laddove non sono ancora nella stanza dei bottoni, questi partiti (a partire dalla Lega) vorrebbero comunque entrarci presto.

Governare significa scendere a compromessi, diventare realisti: il che nell’Europa di oggi significa in primo luogo rispettare le regole dell’UE, in modo da poter trarre tutti i vantaggi dell’integrazione. Secondo Le Pen rinunciare all’uscita dall’euro non significa accettare questa Europa. L’obiettivo resta costruire “un’altra Europa”. Europa vorrebbe  dire in questa visione una  civiltà intesa come un insieme di idee e valori condivisi, contrapposta a quelli di altre culture, in particolare all’Islam.

E’ una visione che ricorre frequentemente nei discorsi di Le Pen e che spesso riaffiora anche in Salvini. Una visione che tocca molte corde all’interno di elettori nazionali sempre più impauriti dall’immigrazione, dalla disoccupazione, dal terrorismo, dal carattere multi etnico delle nostre società. Questo humus culturale potrà fornire un punto d’appoggio per sviluppare una qualche agenda comune tra sovranisti. Sul tema della difesa dei confini esterni, ad esempio, forse sul terrorismo.

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Archiviato in Elezioni europee 2019

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