Archivi del giorno: 3 aprile 2019

Un mondialismo di sovranismi contro l’Europa

di Sergio Paronetto – Prima parte

Il governo sovranista si sta orientando in ambito internazionale in due direzioni: l’uso tribale o settario delle istituzioni internazionali viste in funzione dei propri immediati interessi; in prospettiva, la distruzione dell’Europa voluta dal nuovo mondialismo dei sovranismi concorrenti, a servizio di nuovi poteri e delle mire di Stati Uniti e Russia. Si entra così in una contraddizione (non percepita): si pensa di combattere il mondialismo ma si diventa prigionieri di un altro mondialismo frammentato a supporto di sovranità diminuite o inerti. Si pensa di combattere i tecnocrati di Bruxelles (certamente screditati) ma si favoriscono i grandi poteri di Washington o Mosca.

Con gli Stati Uniti di Trump e Bannon

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, occorre ricordare che Matteo Salvini, amico del gruppo di Visegrad – Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia – il nucleo nero dell’anti-Europa sovranista, il 7 settembre 2018 ha incontrato Steve Bannon per aderire al suo nuovo raggruppamento The Movement, un’infrastruttura globale per il movimento populista globale, una strana “Internazionale dei nazionalisti”. Chi è e cosa fa Bannon? Collegato a grandi poteri statunitensi (esercito, Virginia Tech, Georgetown, Harvard Business School, Goldman Sachs, Hollywood, poi Washington come consigliere di Trump, più trumpiano di lui), editore dello screditato sito Breitbart news, protagonista di operazioni di disinformazione prima e dopo le elezioni che hanno portato il suo capo alla Casa Bianca nel 2016, coinvolto nello scandalo di Cambridge Analytica, consigliere del presidente brasiliano Bolsonaro, è emigrato in Europa e sta puntando al mercato europeo dell’opinione pubblica di orientamento euroscettico e nazionalista, facendo leva sul mito dell’invasione senza limiti. Egli si presenta come punto di sintesi di alcune spinte aggressive, ora complottiste ora millenariste, ben consolidate: il suprematismo statunitense di matrice razzista, il nazionalismo reazionario russo, il sovranismo populista attivo in Europa, il fondamentalismo religioso anglosassone, la teopolitica dominionista, la visione apocalittica-catastrofista di William Strauss e Neil Howe, il cattolicesimo reazionario antibergogliano.

  In Italia, con il beneplacito di qualche cardinale e dell’Istituto “Dignitatis humanae”, sta aprendo una scuola politica nel monastero laziale di Trisulti, chiamata “Accademia dell’Occidente giudaico-cristiano”, schierata contro il papa. E’ molto presente in Italia che ritiene «il centro dell’universo politico» dove «è in gioco la natura stessa della sovranità, perché dall’esito di questa esperienza dipendono le sorti della rivolta dei popoli che vogliono riprendersi il potere dalle mani delle élite globali che gliel’hanno sottratto». Bannon pensa all’Italia come laboratorio per «il futuro della politica mondiale» guidato da Salvini e Di Maio, «patrioti eroi» come Orbàn, Farage, Le Pen, Strache e gli amici della galassia grigionera.

   Tipico atteggiamento trumpista in Salvini è il rifiuto di istituzioni internazionali orientate alla difesa dei diritti umani (e dei popoli!): di qui la minaccia di non pagare le quote all’ONU dopo la notizia di monitoraggio europeo su episodi di violenza xenofoba e razzista in Italia (10 settembre 2018). Analoghe minacce sono rivolte alla Commissione europea in caso di opposizione alla manovra economica in forte deficit: «Dell’Europa me ne frego» ha esclamato Salvini il 30 settembre a fianco di Marine Le Pen. Nel frattempo, il 26 settembre scorso, il presidente Conte («l’amico Giuseppe» dice Trump) ha incontrato negli Stati Uniti gli esponenti della Blackrock, la più grande società di investimento al mondo che è tra gli azionisti di Google, Apple o Chevron.

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