“Rimanere in Europa è l’unica speranza per l’Italia” (Romano Prodi)

Recenti sondaggi mostrano che il 60% degli italiani è favorevole all’attuale governo, anti europeo. La stessa percentuale (il 60%) è favorevole alle Istituzioni europee e vuole l’Italia nell’Unione. Contraddizioni? No. E’ il ‘sentire’ di molti. C’è chi sostiene che la maggioranza a favore dell’Unione Europea è destinata a squagliarsi se entra in conflitto con le Istituzioni europee, se l’Europa viene accusata di ogni nefandezza e se le si scarica addosso la responsabilità di futuri disastri, a partire da quelli economici. M5S e Lega potrebbero essere traditi da un eccesso di sicurezza. Questi movimenti politici o riescono a sopprimere il pluralismo (dando vita a un regime autoritario) oppure, prima o poi, il pluralismo li sconfigge. La maggioranza pro Unione deriva dalla diffusa consapevolezza che l’Italia ha tratto grandi benefici dalla sua partecipazione all’integrazione europea, che ne ha accelerato la modernizzazione. Cambiare è pericoloso. Se ne è reso conto Salvini, che, per ora, ha smesso di parlare di alternative all’Europa. Se l’orientamento pro Europa è solido e motivato, a uscirne male sarà il governo attuale. Luigi Di Maio ha più volte affermato che “questo governo non esce dall’euro né dall’Unione”.

Il confermare ripetutamente l’alleanza con gli Usa e la permanenza nella NATO e nell’Unione Europea significa che il profilo internazionale dell’Italia è a rischio, tanto più che molti notano che i due partiti che formano il nostro governo cambiano spesso idea. Personaggi eminenti della Lega continuano a ripetere che se l’Unione non avesse approvato la manovra economica dell’Italia per il 2019, la riflessione sull’uscita sarebbe stata inevitabile: affermazioni pesanti, il cui effetto dura nel tempo. Preoccupa che l’Italia possa scivolare, quasi senza accorgersene, fuori dalle alleanze tradizionali. L’Italia deve dire in che direzione e in che modo decide di procedere. I partiti politici al governo si mostrano incapaci di cogliere la drammaticità dei tempi e tacciono circa gli indirizzi futuri dell’Unione: mancano le idee su come la ‘loro’ Europa deve essere. Si aspettano i nuovi equilibri, dopo le elezioni di maggio.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Elezioni europee 2019

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...