Archivi del giorno: 20 marzo 2019

Il sogno europeo è nelle mani e nel cuore dei giovani

L’Unione Europea non è un comitato d’affari; non è solo un’unione doganale; non è una opportunità alla quale attingere quando conviene: si tratterebbe di un progetto di corto respiro. L’Unione ha subito scosse potenti: pesano in particolare le mostruosità del nostro passato (due guerre mondiali). L’attuale crisi economica poi, acuita da un’ondata migratoria di dimensioni notevoli, ha lasciato pesanti riflessi sulla popolazione.

Occorre una comune direzione di marcia: quel “sogno europeo” che aiuta a superare le crisi, coscienti che i passi indietro sono possibili. La questione riguarda soprattutto i giovani che devono diventare artefici del loro destino, coscienti del di più che viene dall’essere Unione Europea: un mercato unico; uno spazio economico con responsabilità da potenza globale; un luogo qualificato della libera circolazione delle persone, delle idee e delle merci; un modello sociale unico, che ridistribuisce risorse a livello internazionale; uno spazio di libertà, in una cornice di garanzie, di sicurezza e di stabilità. L’Unione è fatta di persone, con le loro ansie e aspettative. Purtroppo spesso la realtà delude: la promessa di prosperità offerta dall’euro non è stata mantenuta; sono mancati lungimiranza e coraggio, ad esempio quando ci si preparava all’unione monetaria (il valore della moneta si è dimezzato). Alcune richieste di sacrifici non erano nell’interesse di tutti. L’aspirazione di assomigliare alla Germania aggravava il complesso di inferiorità degli Italiani: le distanze aumentavano anziché ridursi.

Salvini e Di Maio si collocano in questo quadro: non pretendono di sapere; hanno risposte sbagliate, ma le domande (disoccupazione e disuguaglianze) sono giuste; sono liberi da complessi e dal desiderio di piacere in Europa; sollevano i cittadini dal senso di inferiorità rispetto a un modello superiore: la Germania. Convincono gli Italiani che sono liberi: vanno bene così, nei loro limiti: niente di più è atteso da loro. Quest’aria che si respira è una illusione, purtroppo. Sono soffocanti gli interessi sul debito.  L’Italia resta una società bloccata; la popolazione è in drammatico declino; l’emigrazione dei giovani è una emorragia. L’Italia non va bene come è, ma Salvini e Di Maio ci portano ad abbracciare la nostra anomalia senza sentirci giudicati. E gli italiani continuano a investire soldi in titoli del debito pubblico; si rivolgono a banche che acquistano titoli del debito italiano; cercano mutui per acquistare l’abitazione. Sembrano capire che i mercati non sono mostri che mirano al fallimento dello Stato, ma milioni di persone ed enti che fanno il possibile per salvaguardare i propri soldi.

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