Il precipizio è davanti a noi, ma il governo italiano non se ne accorge

Il governo italiano sfida l’Unione Europea, convinto che il consenso e la storia siano dalla sua parte. Così evita di vedere la realtà e non avverte il pericolo. Scommette che, nel prossimo maggio, i raggruppamenti critici nei confronti dell’Unione Europea vinceranno le elezioni, mutando i rapporti di forza. Il potere inebria, specie quando si hanno molti posti da spartire e non si è abituati a farlo. Stordisce in particolare gli ultimi arrivati, emersi dal nulla. Una parte crescente dell’Italia che lavora e produce teme di pagare un prezzo alto e ingiusto all’incompetenza e all’arroganza di chi oggi ci governa. L’opinione pubblica non percepisce il rischio che già mina la solidità dei nostri risparmi. Non si può procedere a lungo con lo spread oltre quota 250 punti, con punte sopra i 300. A segnalare la nostra debolezza è il confronto con la Spagna. Sono in crisi alcuni istituti bancari. E’ come se fossimo tornati al 2011. L’Italia è oggi isolata in Europa, respinta anche da governi, come Austria e Ungheria, che la Lega considera interlocutori naturali e alleati preziosi.  Il paradosso è che la trattativa tra Italia e Commissione europea è tenuta dai due personaggi presi di mira dal governo italiano: il presidente Jean Claude Juncker e il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici. Solo un dialogo con loro può condurre a un giusto compromesso. Chiediamoci però perché Di Maio e Salvini non hanno partecipato alle trattative con la Commissione europea. Ne sono stati protagonisti Conte e Tria. E’ indebolita la credibilità del ministro Tria: appare ostaggio rassegnato di Salvini e Di Maio. Da lui si attende un discorso serio e pubblico sui pericoli che ci aspettano se continueremo a violare le regole europee. Intanto il quadro economico cambia in peggio. Basta ricordare la nuova crisi economica internazionale e l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. I dati negativi su crescita, produzione e andamento degli ordinativi dovrebbero suscitare ripensamenti sull’intero impianto del nostro bilancio. Sono urgenti interventi e investimenti.

Giornalista Ferruccio De Bortoli

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Archiviato in Elezioni europee 2019

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