L’Unione Europea ha resistito a un decennio orribile

Prima il crollo finanziario, importato dagli USA; poi il debito diffuso, gli attentati terroristici, la questione migranti e rifugiati, la Brexit: tutti colpi duri capaci di far vacillare le fondamenta dell’Unione. Ma l’Europa ha saputo resistere, in un periodo in cui spararle addosso era ed è alla portata di tutti. Addirittura la grande maggioranza dei cittadini europei sta recuperando fiducia nell’Unione. Tra il 2010 e il 2017 il volume di merci scambiate nel mercato unico è aumentato del 7%. E’ cresciuta la mobilità per ragioni di lavoro. Sono 30 milioni gli europei che risiedono in un Paese diverso dal proprio, dove pagano tasse e contributi e usano il welfare del luogo in cui vivono alle stesse condizioni dei nativi. Milioni di persone, soprattutto giovani, hanno trovato lavoro e hanno beneficiato di fondi messi a disposizione dall’Europa. Per tutti i minorenni dell’Unione i musei europei sono gratuiti. Non esiste nessuna discriminazione sulla base della nazionalità per quanto riguarda le tasse universitarie. E che dire di Erasmus, il progetto europeo che favorisce il dialogo e gli scambi tra europei, soprattutto giovani?

Nello scorso trentennio Erasmus ha interessato circa 4 milioni di studenti, quasi un milione di insegnanti, altrettanti apprendisti, mezzo milione di giovani impegnati nel volontariato. L’Europa fa parte di noi: abbiamo smesso di percepirla come una novità; diamo per scontata l’integrazione europea, con i suoi benefici e le sue opportunità. La popolazione che vive in Europa è sempre più europeizzata e il fenomeno è destinato a crescere. Siamo integrati più degli abitanti degli Stati Uniti d’America.  Nonostante questo, molti media e molti politici parlano dell’Unione Europea come di una entità astratta e lontana e tendono ad evidenziarne solo i difetti. Lasciano perplessi soprattutto le classi politiche nazionali, per molte delle quali l’Unione Europea è un bene solo se porta vantaggi: un sistema di regole e di rapporti da usare se e finché conviene. In una recente visita a Mosca, Matteo Salvini ha detto che lì si sente a casa sua, cosa che non gli succede quando viaggia all’interno dell’Europa. Cosa lo ha spinto a simili dichiarazioni? Gli fa compagnia Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia): “L’Italia lasci Francia e Germania per allearsi con Ungheria e Paesi di Visegrad”. Buon viaggio. Gli Europei veri, tra cui quelli che incontriamo per strada, sanno che l’Europa fa parte del nostro presente e del nostro futuro. Chi vive in regimi chiusi e oppressivi sente l’apprezzamento e l’ammirazione per la Comunità Europea. Il desiderio di Europa è desiderio di libertà e di benessere e condanna dell’autoritarismo. Preoccupano l’Europa i movimenti come M5S e Lega. Sottolineare la vitalità e i pregi dell’Europa di tutti i giorni non significa disconoscerne i difetti.  Occorre spronarci per correggerli, rilanciando progetti di ulteriore integrazione.

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Archiviato in Elezioni europee 2019

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