NO. Non voteremo il Movimento 5 Stelle

Proviamo a immaginare quello che avverrà tra un paio di mesi nel M5S: si presenteranno in Parlamento circa 200 persone, gran parte delle quali si vedranno per la prima volta: potranno queste persone, per quanto valide, governare l’Italia dal maggio prossimo e dare il proprio contributo unitario a livello europeo e internazionale? La risposta è netta: NO. Un programma comune per l’Italia è una lunga e dura conquista e implica una visione comune almeno nell’essenziale. C’è chi dice: ci penserà il Movimento a indirizzare il gruppo. Illusione. Ci può dire il M5S qual è il suo programma: l’Italia che vogliamo? E l’eventuale programma sarà di tutto il gruppo? NO: prima di tutto perché il programma non c’è. Manca una proposta sia a livello nazionale e internazionale sia nei singoli comuni. Basta verificare il nulla prodotto dagli eletti M5S nel Comune di Verona negli anni della loro presenza. Oggi il Movimento manda avanti persone forse non peggiori di quelle dei partiti, ma certamente non migliori e, per giunta, addestrate a considerarsi superiori e alla critica malevola nei confronti degli avversari. Mancano poi personalità capaci di indirizzare nella libertà e per il bene comune. Che arrivi al governo nazionale questo gruppo è un rischio e un pericolo, in una realtà politica ed economica che presenta grandi difficoltà. Aspettiamo i nomi dei ministri che Di Maio presenterà nei prossimi giorni. Ci pare però difficile che siano persone all’altezza di Gentiloni, Renzi, Padoan, Minniti, Franceschini, Calenda, Del Rio, Martina, che hanno dato prova di capacità, intelligenza e dedizione. Pensiamo proprio che l’Italia ci guadagnerà cambiando facce?

C’è poi un’altra questione capitale aperta. Dal marzo prossimo cosa farà Beppe Grillo? Ammettiamo che resti in politica: sarà ascoltato e obbedito come è successo negli scorsi 5 anni? Ne dubitiamo molto: il tempo dell’obbedienza è comunque finito. Se poi Grillo, come pare, si farà sempre più da parte, il nuovo capo politico, Luigi Di Maio sarà all’altezza del compito? Noi pensiamo di no. E comunque la competizione interna e il confronto sulla visione di Europa, di Italia, di politica saranno forti e pesanti. Possiamo anche prevedere grandi cambiamenti nel movimento. Difficile prevederne le conseguenze per gli Italiani e per l’Europa. Rischiare non conviene.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Elezioni Politiche 2018, Parere di Tito Brunelli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...