Bisogna dire NO all’odio

Bisogna dire NO all’odio verso gli immigrati, al rancore sociale e agli imprenditori della paura. Dobbiamo ricucire le nostre comunità”

(Gualtiero Bassetti, presidente dei Vescovi italiani)

Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica: “L’Italia ha bisogno di sentirsi comunità di vita, in cui tutti siamo legati da una sorte comune; in cui si vive insieme agli altri senza diffidenze. Se manca la comunità, l’egoismo porta inevitabilmente alla diffidenza, all’ostilità, all’intolleranza e, qualche volta, alla violenza”.

Silvio Berlusconi: “Cacceremo dall’Italia 600.000 immigrati che non hanno diritto di rimanere”.

Matteo Salvini, segretario della Lega: “La Sinistra ha le mani sporche di sangue. La responsabilità morale di qualunque episodio di violenza che accade in Italia è di chi ci ha riempito di clandestini. I tifosi dell’immigrazione di massa seminano odio e paura: sono delinquenti e istigano alla violenza. Sui social tutti condannano ogni episodio di violenza, ma tutti collegano questo (Macerata) e altri episodi ai danni dell’immigrazione fuori controllo, che porta con sé rabbia e scontro sociale. Il problema è il milione di clandestini in circolazione”.

Pietro Grasso e Laura Boldrini: “Basta odio. Salvini è tra i responsabili di questa spirale di odio e di violenza che dobbiamo fermare al più presto”.

Antonio Polito (sui fatti di Macerata: massacro di Pamela Mastropietro – fermo di Oseghale Innocent

e di altri nigeriani – sparatoria in città: Luca Traini colpisce chi incontra e ha la pelle nera): “Forse per la prima volta nella nostra storia recente vediamo materializzarsi anche da noi l’incubo del terrore razzista: unico criterio nella scelta delle vittime. Luca Traini decide di sparare a chiunque non è bianco, per ripulire la città da esseri ritenuti inferiori e impuri; per mettere a posto tutto ciò che non va; per ripristinare l’ordine. Dobbiamo essere spaventati. E’ accaduto e potrebbe accadere ancora. E’ un salto all’indietro della nostra civiltà che forse si poteva temere, ma che fino a poco tempo fa sarebbe stato inimmaginabile. Dobbiamo aprire gli occhi su cosa sta diventando l’Italia. Abbiamo la colpa di aver accettato, senza preoccuparcene discorsi di odio come forma abituale di polemica culturale e politica”.

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